I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

lunedì 6 aprile 2015

Inception ( 2010 )

Cobb è un ladro, decisamente il migliore nel suo campo: riesce a carpire i segreti dalle persone quando sono nella fase onirica. Mentre sognano.
Ma ora gli viene richiesto di fare altro. Gli viene richiesto l'esatto contrario.
Lui e il suo team stavolta l'informazione la devono creare e con lei il sogno.
Ammetto che non è stato facilissimo per me avvicinarmi all'universo spinoso di Inception.
Eppure quando sono riuscito a entrare nella stessa lunghezza d'onda del film (e ci è voluto quache minuto) poi sono stato attratto come da una forza centripeta che non mi ha più permesso di distaccare occhi e mente da quello che stavo vedendo.
La prima parte diciamo che è didattica, come un manualetto d'istruzioni per permettere di seguire il resto (due ore abbondanti ) senza soverchi problemi.E va detto subito che questa ultima opera di Nolan è il blockbuster che non ti aspetti:durata ben oltre i canoni hitchockiani (la cui unità di misura era il riempimento della vescica), una vicenda assolutamente non lineare che mette a dura prova le sinapsi invecchiate e/o avvizzite, un meccanismo scintillante, perfetto in tutti i suoi ingranaggi che fa crescere il film minuto dopo minuto, una costruzione a scatole cinesi in cui la sorpresa è sempre dietro l'angolo.
Inception è un film che non ha pause e non ne ammette, in cui è necessario un surplus di attenzione da parte dello spettatore a cui al contempo è anche richiesto di elaborare tutto quello che il gran cerimoniere Nolan mostra dall'alto del suo talento visivo.
E'difficile inserire così tante suggestioni in un film solo:c'è il thriller, c'è l'action, la fantascienza ma soprattutto ci sono dosi copiose di melodramma del tutto inaspettate.
Questo è il blockbuster che non ti aspetti perché tratta una materia delicata come quella dei sogni e dell'inconscio senza essere banale o ridondante.

E'tutto ricondotto al meccanismo di cui si accennava:tutto talmente perfetto da far sorgere il sospetto (come accadeva in Memento.per certi versi affine per tematiche e per strutturazione, o The Prestige ,in fondo in questa sua ultima pellicola  Nolan ci parla di sublimi illusionisti) che tutto sia figlio di un certo narciso autocompiacimento.
Ma alla fine chissenefrega:ci sono talmente  tante idee in Inception che quasi si viene stravolti.
Film dopo film si ha l'impressione che Nolan cerchi sempre di spostare oltre il livello qualitativo della propria scrittura cinematografica sia testuale che visiva.
Il suo è un cinema che esplora i limiti della percezione visiva (pur essendo abbastanza parsimonioso in effetti visivi digitali) ma esplora anche i limiti della propria capacità di scrivere cinema.Il suo è un linguaggio che si rivela ancora una volta nuovo, una frontiera inesplorata.
E anche quelli che non lo apprezzano o che non hanno apprezzato questa sua ultima opera glielo devono riconoscere.  Altri cineasti si sono avvicinati al mondo del sogno cercando di visualizzarlo:nessuno però è riuscito a farlo nel modo in cui l'ha fatto il buon Christopher: a prima vista il mondo dei sogni e dell'inconscio è ideato come un universo parallelo che ha molto dell'architettura dei videogiochi di ultima generazione, si parla di livelli, di ampiezza dei mondi, di profondità delle esperienze, insomma sembra il gergo che si usa per descrivere l'ultima frontiera del gameplay.

Però a differenza di qualsiasi esperienza videoludica questi mondi sono deformati da fattori esterni, cambiano di continuo le loro caratteristiche, hanno una dimensione temporale totalmente diversa da quello che succede nella realtà.
Il film si dilata in molteplici piani di narrazione in cui ognuno si infiltra nell'altro prima con piccole schegge visive, delle piccole crepe che accrescono l'inquietudine poi con modificazioni sempre più profonde fino ad arrivare all'implosione di questo mondo neoformato.
Chi si aspetta di annoiarsi a vedere gente che dorme e sogna è sulla cattiva strada:gli universi deformabili tratteggiati in questa pellicola sono quanto di visivamente e intellettivamente più stimolante visto in questi ultimi tempi.
E' evidente che  Nolan detesta le soluzioni banali od univoche:resta nei suoi film (e anche in questo) sempre quel fondo di ambiguità che rende il tutto se possibile ancora più fascinoso per i diversi modi in cui può essere interpretato.
Perché la fine del sogno non è solo il rientro nella realtà:si potrebbe anche entrare in un altro sogno senza soluzione di continuità.
Come ho detto prima Inception non è un film da subire passivamente,:ha bisogno di uno spettatore attento e collaborativo in grado di rielaborare le suggestioni che tracimano dallo schermo.

Un mondo dei sogni forse non è mai stato così reale e stratificato, pur nella sua mutevolezza e nella sua instabilità.
Entrare nei sogni altrui è violare un intimità che ognuno protegge con le unghie e con i denti.
Ritornare alla realtà è come un tuffo nell'ignoto.
Sempre che ci sia la forza di gravità
.O forse aveva ragione Shakespeare ne La Tempesta:in fondo noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni e la nostra breve vita è circondata dal sonno.....

PERCHE' SI : è Nolan con tutto il suo armamentario di visionarietà alla massima espressione, film stratificato e multiforme, ottimo cast
PERCHE' NO : complicato l'inizio, richiede uno spettatore attivo e collaborativo

LA SEQUENZA : è un labirinto di sequenze da antologia

DA QUESTO FILM HO CAPITO CHE :
Nolan is the great pretender
Film come questo ti fanno quasi dispiacere che sia necessario dormire
Non so se esiste un videogame di questo film ma lo dovrei cercare.
Peccato che ogni volta che penso alla parola sogno c'è una vocina che mi urla " Marzullo!!!"

( VOTO : 8 / 10 )

 Inception (2010) on IMDb

13 commenti:

  1. La prima volta che l'ho visto avevo colto pochissimo, ma quelle tre ore erano volate.
    Era bello anche allora. :)

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    1. bello alla prima visione e anche alle successive...

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  2. Lo dovrei rivedere, sicuramente a livello tecnico e recitativo è pressoché impeccabile, però, tra i film di Nolan, continuo a preferirgli Memento.

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    1. forse a conti fatti anche io preferisco Memento...

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  3. Sicuramente un bel film fatto da un regista che non è decisamente uno sprovveduto, ma... troppo autocompiaciuto. E ci sono parecchi problemi nello script, per me, con quegli spiegoni che rallentano tutto...

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    1. l'autocompiacimento è innegabile ma arrivo a perdonarglielo se fa film così

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  4. "Tradendo l’assunto dello splendido The prestige: “Il trucco c’è sempre ma non vogliamo vederlo”, Nolan si destreggia con un film solo apparentemente “difficile” ma in realtà fine a se stesso. Le tre stelle le concedo alla confezione ma non al fascino. Troppo il già visto, infiniti i richiami e raro lo spunto originale. Nolan ci fa vedere tutto, interseca livelli di sogno a gogò e ne avrebbe potuti aggiungere ancora (come del resto confeziona fino alla fine) ma lascia basito lo spettatore che invece vorrebbe vederlo il trucco, il “livello nascosto”, come in The prestige.

    Lascia interdetto l’utente affascinato che spulcia goloso il dettaglio intersecato chissà dove e volteggia come una trottola a moto perpetuo, seppur a velocità diverse, barcamenandosi tra chicche escheriane, sparatorie innevate (queste troppo lunghe ed elementari) ed inseguimenti in macchina (ma perché il nemico, anche in sogno, c’ha una mira da begalino?).

    Lascia deluso l’astante che rimbalza a suo agio tra Dèjà vu e Matrix aspettando di sbucar fuori dalle scatole cinesi.

    Ma le scatole Nolan ce le apre proprio tutte, ce le sbatacchia là sul tavolo e trottoline diveniamo noi, a fare raccolta d’immagini senza poter veramente stupirci di stupire.

    Io, personalmente, non voglio stare a mio agio davanti ad un film di Nolan. Mi sono abituato male? Probabile. Ora mi faccio un sonnellino e scendo di qualche altro livello… hai visto mai!" (autocit.)

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    1. è perché tu non hai mai giocato ai videogames...

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  5. Molto, molto bello, forse il titolo più ambizioso di Nolan.
    Eppure continuo a preferire The prestige.

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    1. anche quello gran film come questo e Memento che forse continua a essere il mio preferito...

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  6. ancora non so quale suo film preferisco, forse Memento...eh eh Marzullo...beh si parla di sogni...

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  7. A tratti può sembrare confusionario, ha sicuramente alcuni problemi, ma è un gran bel blockbuster con un carico di visionarietà non indifferente. Anche se la storia base dei sogni è presa paro paro da una storia di Don Rosa.

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  8. Troppo complicato per i miei gusti....ma è colpa mia mettiamola cosi.

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