I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

lunedì 4 maggio 2015

Pride ( 2014 )

Tratto da una storia vera.
Londra 1984 : Mark attivista gay  comincia con alcuni amici a raccogliere fondi per i minatori che stanno scioperando ad oltranza contro le misure draconiane messe in campo dalla Thatcher.
Formano il LGSM ( Lesbians and Gays support the Miners) ma i fondi da loro raccolti non sono bene accetti .
La loro solidarietà viene infine accettata dalla piccola comunità di minatori gallesi di Onllwyn, più per sbaglio che per reale volontà  ma un rappresentante dei minatori viene a Londra a ringraziarli pubblicamente in un locale gay .
Il problema insorge quando la variopinta compagnia va a Onllwyn per esprimere ancora più concretamente il suo supporto alla causa dei minatori incontrando una comunità chiusa e omofoba nella maggior parte dei suoi esponenti.
Ma basta annusarsi un po' e conoscersi per poi diventare amici per la pelle anche se c'è sempre il guastafeste di turno.
Fatto sta che nel Gay Pride di Londra 1985 i minatori a suon di striscioni e di partecipazione massiccia si guadagnano la testa di un corteo che non voleva essere politicizzato....
Pride è uno di quei film che ogni tanto sono necessari per farti guardare con il sorriso il mondo che ti circonda facendoti pensare che in fondo non è così brutto come sembra.
E' quell'iniezione di ottimismo che ti fa vivere la giornata con un altro sprint, è un film che è veramente terapeutico nel suo perfetto bilanciamento di benefici ed effetti collaterali.
Il film di Matthew Warchus , regista attivo più in teatro che al cinema , si inserisce nell'ormai nutrito filone della commedia sociale inglese, quella che è nata dalle ceneri del cinema politico più intransigente di autori come Loach e Leigh ed è venuta incontro alle esigenze del pubblico che a volte vuole stare a sentire belle storie, vicende edificanti, quel sovradosaggio di ottimismo di cui stavo parlando prima.
La locandina strilla l'affiliazione di questo film a Full Monty e a Billy Elliot ma sinceramente in Pride io vedo altro , vedo cose tipo Grazie, Signora Thatcher! o il più recente We want Sex che a dispetto del titolo è un film sull'acquisizione di un pugno di diritti fondamentali da parte delle operaie .
Warchus prende una vicenda edificante , ci lavora sopra con alcuni personaggi di fiction che gli permettono di colorare il film ( vedi il ragazzino Joe, gay e solitario che arriva a compiere il gran passo dell'emancipazione dai suoi genitori senza troppo dolore), lavora sui contrasti che possono esistere tra una comunità gay
londinese e un piccolo paese di minatori nel Galles per creare frizioni e comicità, accenna a tematiche forti senza per questo approfondirle più di tanto o nascondendole nelle pieghe di una sceneggiatura ricca e articolata ( l'omofobia, la macelleria sociale della Thatcher, l'arrivo dell'AIDS, la sconfitta di fatto dei minatori che poi tornano a lavorare dopo mesi e mesi di sciopero ottenendo poco o nulla di quello che chiedevano), compie un eccellente lavoro sugli attori mescolando volti più o meno noti ad esordienti assoluti che non sembrano essere meno bravi e ci fornisce una macchina spettacolare perfetta, bilanciata in tutti i punti, confezionata a puntino e capace di toccare, o meglio di sfiorare, tutti i tasti emotivi giusti.
Pride forse è anche un film furbetto , costruito a tavolino, fatto per piacere e per evitare  dettagli scomodi.
Tutto si aggiusta con una chiacchiera attorno a un tavolo e a una birra.
Forse nella vita reale non è così, non sarà mai così ma Pride per due ore ti fa pensare che qualche volta potrebbe pure succedere che tutto si risolva come per magia.
E che il mondo sia migliore di quello che pensiamo.


PERCHE' SI : ottimo lavoro sugli attori, tutto è bilanciato nel modo giusto, racconto edificante ed ottimista , macchina spettacolare perfetta.
PERCHE' NO : forse furbetto e costruito troppo a tavolino ( ma chissenefrega), le tematiche forti sono accennate ma non approfondite, evita programmaticamente le sgradevolezze, qualche luogo comune di troppo sui gay ( il ballo!).

LA SEQUENZA : il ballo di Dominic West di fronte a una platea di attoniti minatori gallesi e relative famiglie.

DA QUESTO FILM HO CAPITO CHE :
Il cinema a volte può essere terapeutico.
La commedia sociale inglese sa essere semplicemente irresisitibile.
Il lieto fine non è sempre una roba brutta.
L'Italia è un Paese da terzo mondo per quanto riguarda i diritti dei gay.

( VOTO : 8 / 10 )

 Pride (2014) on IMDb

18 commenti:

  1. Concordo pienamente. Ci fossero più film così... :)

    RispondiElimina
  2. La parte migliore del film (e quella più commovente), secondo me, è quando cantano bread and roses. Non solo diritti gay ma anche fanculo il maschilismo, gran bel film!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. è vero ho dimenticato colpevolmente di citare quella magnifica sequenza...

      Elimina
  3. Me ne parlano tutti benissimo ma io faccio una fatica...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. guardalo non te ne pentirai, sono due ore investite benissimo....

      Elimina
  4. Visto a Natale al cinema: uno dei pochissimi film meritevoli di visione in quel periodo.
    Il ballo è già diventato una scena cult!

    RispondiElimina
  5. Un film necessario, e che dà la giusta dose di ottimismo: se ce la'hanno fatto due mondi così distanti e opposti ad aiutarsi, ce la possono fare tutti. Magari.
    In ogni caso, tante lacrime e tante risate.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. hai usato l'aggettivo giusto: necessario. Questi film servono per le storie che raccontano e per come ti fanno stare meglio...

      Elimina
  6. In pratica è imperdibile, ce l'ho lì pronto per la visione.

    RispondiElimina
  7. Ho già letto altrove che sia bellissimo, ma ultimamente sono stufo di biopic...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. in realtà non è tecnicamente un biopic, è basato su una storia vera ma con grandi dosi di fiction...

      Elimina
  8. Ne sto leggendo bene ovunque: direi che è giunto il momento di recuperarlo.

    RispondiElimina
  9. è un film che ti sentire meglio dopo che lo hai visto...

    RispondiElimina
  10. ho apprezzato molto il messaggio di questo film: cercare di incontrare modni differenti dal proprio può portare frutti che da soli non si sarebbero mai potuti ottenere. Forse un po' troppo tarallucci e vino, ma pazienza!

    RispondiElimina