I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

martedì 4 agosto 2015

Il mio quattrozampe e io : Frank e Ryuk( che in realtà di zampe ne ha due)

Dopo anni e anni, ma che dico anni, mesi, ho trovato l'occasione di dare una rispolverata a una delle rubriche più seguite di questo blog : Il mio quattrozampe e io, storie di vita vissuta e convissuta tra blogger e quattrozampe.
L'occasione l'ho avuto da Frank Romantico, mastermind del bellissimo  Combinazione Casuale, blog veramente interessante da leggere in cui troverete un po' tutto sul lato oscuro e scritto con grande competenza e passione.
Se vi volete fare un favore andate subito a recuperare le recensioni di Frank sempre interessanti e argute.
E se volete farvene un altro , o voi blogger con animaletti al seguito, contattatemi, o su questo post in sede di commento o privatamente ( landru@live.it) per prenotare un'intervista per raccontare di voi e del vostro quattrozampe.
Ma va bene anche un due zampe , esattamente come quello di Frank.
Cominciamo.


1) Presentati e presenta il tuo quattrozampe ( che in questo caso è un bipede pennuto)

Sono Frank e ho 31 anni. Sono un insegnante (quindi un precario attualmente disoccupato) che ogni tanto fa finta di essere uno scrittore, che a volte guarda film (anche se in questo periodo pochi, anzi, pochissimi), legge fumetti e prova persino a fare il blogger. Vivo a Bari, sono appassionato di serie tv, musica, letteratura, tecnologia ed esoterismo. Dal 22 Maggio ho accolto in casa mia un piccolo pappagallo, una calopsite (pappagalli di taglia medio piccola di origine australiana, parenti dei ben più grossi cacatua) di nome Ryuk.

Ryuk è giovanissima, ha poco più di 6 mesi ed è una cinnemon faccia bianca. Ipotizzo che sia femmina visto che le femmine non cantano come fanno i maschi e, in effetti, Ryuk oltre ad emettere il suo classico verso di richiamo fa poco più. E' una piccola ribelle a cui piacciono le coccole,
un'allevata a mano che vive nella sua gabbiona ma che spesso e volentieri è libera di gironzolare per casa.
Il nome Ryuk deriva da un personaggio di Death Note, è uno shinigami ( demone alato) della morte.
Adoro quell'anime e adoro soprattutto quel personaggio

2) Come mai hai scelto una calopsite?

Adoro i pappagalli, mi sono sempre piaciuti, tanto per il loro aspetto quanto per l'incredibile intelligenza che dimostrano. Cioè, si va da quella paragonabile ad un bambino di 1 o 2 anni a quella di un bambino di 4 o 5, se non di più. Quindi, quando ho deciso di prendere un pappagallo mi sono voluto informare. Io vivo ancora con i miei genitori (maledetta crisi economica) e ho una camera abbastanza piccola. Avendo quindi limiti di spazio, decisi di escludere i pappagalli di grossa taglia, compreso il mio amato cenerino. Dovendo quindi scegliere tra quelli di piccola e media taglia, mi rivolsi a quei pappagalli che ritenevo più gestibili e belli: agopornis (inseparabili) e calopsite. Alla fine ho scelto la calo per due motivi fondamentali: adoro il loro ciuffo (mi ricorda quello del cacatua) e sono fondamentalmente animali tranquilli e poco casinisti. Me ne innamorai definitivamente quando scovai una nidiata in un piccolo allevamento amatoriale: erano così piccoli che chiedevano ancora la pappa. Fu a quel punto che la decisione fu presa.

3) Nella mia esperienza, da quello che mi dicono i miei clienti,  sono animali con cui non hai grossa possibilità di interazione, come interagisci con la tua?

C'è una precisazione da fare: esistono pappagalli (ma volatili in generale) allevati a mano e pappagalli allevati dai genitori. Quelli allevati a mano riconoscono e accettano la presenza dell'essere umano quindi interagiscono tranquillamente con lui. Ryuk è allevata a mano e già dal suo primo giorno le ho permesso di volare libera per casa. Se consideri che è intelligentissima, capirai che le possibilità di interazione sono infinite. Ryuk mi sale sulle braccia, sulle spalle e sulla testa, si arrampica su di me e si fa coccolare, passerebbe ore a farsi accarezzare la testolina. Mi da i baci sulle mani e gioca con me. Ovviamente i pappagalli non hanno avuto il tempo materiale di adattarsi completamente all'uomo, non sono cani, non sono gatti. Ma le soddisfazioni che possono dare sono immense. Loro non ti riconoscono come padrone ma come compagno, quindi quando Ryuk è di cattivo umore non mi caga, se metto le mani nella gabbia si incazza, se mi avvicino quando si sta per addormentare cerca di beccarmi. Quando è libera per casa non c'è verso di farle fare quello che vuoi, non accetta ordini, impara attraverso l'esperienza: un premio per ogni comportamento positivo. Ma, al di là di tutto questo, viene da me se glielo chiedo e se la lascio sola in una stanza mi chiama e mi viene a cercare. Sa persino quando è ora di tornare in gabbia e lì diventa comico perché scappa e le inventa tutte pur di rimanere fuori. Vuole vivere con la famiglia, la considera il suo branco. E' curiosa, spia quello che fai, ti fa i dispetti se gli impedisci qualcosa, ruba quello che le piace. Ryuk se vede che stai usando pc, tablet o smartphone vuole interagire con questi oggetti, se parli al telefono mentre è con te ti viene a beccare perché è gelosa, se ci sono estranei si rifugia dietro il mio collo perché ha paura. Se non vuole mangiare
qualcosa ma me la vede assaggiare, per spirito di emulazione si deciderà a provarla. E' una vera e propria compagna di esperienze e non ha idea di quanto a volte mi faccia incazzare perché è una testaccia dura. Ma è adorabile e quando poggia la sua testolina contro la mia mano perché vuole essere coccolata ti chiedi come possa un animale così piccolo dare così tanto.

4) Hai qualche aneddoto divertente da raccontarci della tua vita con lei?

Una marea :D. Ad esempio, quando siamo insieme alla finestra e vede passare una mosca o altro insetto, si spaventa, urla e corre a nascondersi dietro il mio collo. Una volta era sulla mia spalla e allo squillo del telefono le prese un colpo e cominciò a volare ovunque urlando. Un'altra volta notò la sua stessa ombra sul mobile su cui si trovava e non capendo cosa fosse cominciò a beccarla e a rincorrerla. Oppure capita che a volte voli sullo schienale di una poltrona vicino ad uno specchio e cominci a litigare con il suo riflesso (non è in grado di riconoscersi). Per qualche giorno le ho somministrato l'antibiotico e lì diventava uno show: conosceva l'orario e a quel punto faceva di tutto per fuggire, arrampicandosi nei modi più impensabili o saltando da un mobile all'altro, tra un presente e l'altro. Infine, dopo essere riuscito a darle la siringa, prima tentava di sputare e poi iniziava a pulirsi il becco contro i miei vestiti. Tra l'altro non fu molto contenta del trattamento ricevuto e per un po' fece anche l'offesa con me.

5) E' il tuo primo animale o ne hai avuti altri?

Da bambino ho avuto due canarini e delle tartarughine, poi a 22 anni un criceto siberiano. La mia ex aveva un cane e sinceramente, fin da subito, l'ho sentito mio tanto da aiutare e prendermene cura. Questa però è la prima volta che accolgo in casa un animale tanto intelligente con cui interagire. E' a casa mia da poco più di quattro mesi ma è già di famiglia. Ed è sorprendente.

6) E' impegnativo occuparsi di lei?

Impegnativo a dir poco. Prima di tutto c'è l'alimentazione che deve essere variegata e sana. Dipende da me e gliela devo garantire. Poi la salute: non deve essere colpita da correnti d'aria e deve essere costantemente essere tenuta sotto controllo, i pappagalli sono animali predati in natura, nascondono il proprio malessere e bisogna essere in grado di saper leggere il loro comportamento. Poi, come se non bastasse, sono molto intelligenti e abituati a vivere in gruppo, quindi soffrono molto la solitudine. Hanno bisogno non solo della presenza ma anche del contatto dei loro compagni, pennuti o umani che siano. Hanno bisogno di giocare, di svagarsi e di ricevere coccole, altrimenti rischiano di annoiarsi e deprimersi. Bisogna dare loro stimoli. Ryuk mi chiama quando rimane sola in camera perché non vuole stare da sola. Infine c'è la pulizia. Io lavo la gabbia interamente una volta a settimana e cambio e disinfetto il fondo ricoperto di tutolo una volta ogni due giorni. Cambio quotidianamente il cibo e l'acqua due volte al giorno. E' abbastanza faticoso.

7) L'hai mai portata da un veterinario e che impressione hai ricevuto dal "dottore"?

Portata per un controllo quando la presi con me e in seguito per problemi intestinali. Il veterinario mi ha fatto un'ottima impressione, mi ha dato consigli in generale su tutto e mi ha aiutato a risolvere il problema specifico. A Ryuk è piaciuto un po' meno, dovevi vedere come si dimenava e urlava tra le sue mani. Figurati che terminata la visita è venuta subito da me per farsi fare le coccole. Ovviamente il veterinario da cui la porto è un aviario.

8) Riusciresti a vederla come protagonista di un film horror?

Assolutamente no :D è una codarda di prima categoria, se fosse in un film horror volerebbe via immediatamente o sarebbe la prima vittima.

9) Solita domanda marzulliana: se fosse un film, un libro o una canzone?

Se fosse un film direi Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo, un libro Duma Key e una canzone Backbird degli Alter Bridge

10) Marzulliana numero 2: se fosse un personaggio letterario, cinematografico o di fiction?

Bah, come personaggio letterario me la vedo simile a Joe di Piccole Donne, cinematografico Eden Sinclair di Doomsday.

11) La tua meta preferita delle vacanze ( visto che è tempo)?

Io vivo vicino il mare quindi quando vado in vacanza preferisco posti freschi, che siano campagna o montagna. L'ultima vacanza risale a questo inverno ed è stata a Budapest, quest'estate invece mi sa che una vacanza me la sogno ma mai dire mai.

12 ) Il tuo buon proposito per il futuro?

Sto passando un brutto periodo e voglio superarlo, mi sto sforzando, mi sto impegnando e nonostante i progressi non è così semplice. Ho deciso di affrontare nuove sfide e spero di superare anche queste. Il mio buon proposito è diventare una persona migliore.

13 ) Spazio libero: puoi dire quello che vuoi per salutare i lettori.


Più che salutare voglio ringraziare te per lo spazio che concedi alla mia piccola sul tuo blog, uno dei punti di riferimento per qualunque amante del cinema (soprattutto dell'horror) come me. Ringrazia anche Ryuk, ovviamente. Poi ovvio, saluto tutti i lettori di questo blog, quelli che conosco e quelli che non conosco. E' sempre un piacere ragazzi!


Grazie a te Frank, è stato bello conoscere te e Ryuk, veramente adorabile.
Alla prossima guys e se volete far parte di questa rubrica basta fare un fischio o qui in sede di commento o alla mia mail.

lunedì 3 agosto 2015

Left Behind ( 2014 )

Chloe sta tornando a casa per festeggiare il compleanno della madre sperando di riunirsi alla sua famiglia ma scopre che il padre , pilota di aerei, ha accettato un volo per Londra proprio per quel giorno e in più sembra avere una liason con una bella hostess.
Questo forse è dovuto al fatto che la madre da un po' di tempo si è dedicata un po' troppo alla lettura e all'interpretazione letterale delle Sacre Scritture, risultando per lui ( ma anche per i figli) un attimo, come dire, pesante.
Chloe torna a casa, il padre parte per Londra e sembra tutto procedere bene fino a quando milioni e milioni di persone scompaiono dalla faccia della Terra, tra cui la madre di Chloe.
Il padre si trova a governare una situazione di panico sull'aereo, inverte la rotta  e deve trovare un posto dove atterrare prima che finisca il carburante.
Ma gli aeroporti sembrano tutti chiusi...
A volte succede che non prendo alcuna informazione sui film che andrò a vedere , così per partito preso, ma anche per paura di scoprire troppo e troppo presto.
E' successo con questo Left Behind di cui prima della visione sapevo solo che c'era Nicolas Cage e che raccontava della sparizione improvvisa di milioni di persone.
Che, detta così, pare anche una cosa parecchio intrigante.
Se non fosse uno spunto già usato da una serie tv, The Leftovers che non mi ha proprio entusiasmato e trattava di roba simile anche  un filmaccio, The Remaining di cui un giorno dovevo parlare qui sul blog e poi non ce l'ho fatta...
Leggo i credits e vabbè vedo Vic Armstrong, noto soprattutto per gli stunts di parecchi film di James Bond e per essere uno dei registi di seconde unità più impiegati ad Hollywood e dintorni.
E se nella sua carriera c'è un solo film da regista ed è stato realizzato più di venti anni fa, beh un motivo ci deve essere.
E siccome, come dice il saggio, non si può cavare sangue da una rapa, il motivo c'è, eccome se c'è.
Che c'entra Vic Armostrong con argomenti science fiction o fantasy?
Nulla.
E con la lettura pedissequa dei libri dell'Apocalisse?
Meno di niente.
Sta tutto qui il nocciolo della questione: a livello registico non c'è una chiave di lettura convincente di una storia che non è facilissima da raccontare senza incorrere nel ridicolo involontario.
Anzi non c'è proprio.
Le persone spariscono e lo fanno per un determinato motivo, gli altri restano a "soffrire" nella dimensione terrena.
E già dicendo questo ho spoilerato troppo.
Si parla di Apocalisse insomma ma se pensavate che tipo in 2012 di Emmerich casualmente o no, tutti i cattivi sparivano dalla scena in un modo o nell'altro, bene qui più o meno succede la stessa cosa ma con i buoni ( i bambini) e in modo ancora più manicheo.
Chi decide sulla bontà o meno delle nostre azioni?
Diviso sostanzialmente in due filoni che si alternano in modo che definire televisivo è abbastanza eufemistico, quello che succede sull'aereo e quello che succede a Chloe, Left Behind è un film inutile, noioso, con l'aria posticcia , senza senso e che sembra realizzato in maniera superficiale oltre che frettolosa.
Cage ci mostra un'altra delle sue capigliature vere come una banconota da tre euro e comincia a far venire dubbi che possa essere imparentato con Pippo Baudo più che con Coppola, il resto del cast si dimena nell'anonimato più completo alle prese con un film che non è altro che il nulla sotto vuoto spinto.
Quel votaccio assegnato dagli utenti di imdb.com per una volta è più che giustificato.
Evitate questo film come la peste bubbonica.
Candidato sin da ora a essere uno degli scult dell'anno e le numerose nomination ai Razzie Awards ne sono tangibile testimonianza.


PERCHE' SI : lo spunto iniziale pareva intrigante ma c'era l'inghippo...
PERCHE' NO : tutto, dal cast , alla storia raccontata , al ridicolo involontario che viene fuori subito e resta lì per tutto il film.


LA SEQUENZA : Chloe sta cercando di trovare un posto per fare atterrare l'aereo del padre, gli crea spazio ma il padre non individua la direzione in cui andare e lei che fa? Comincia a lampeggiare con la macchina per farsi vedere...


DA QUESTO FILM HO CAPITO CHE :

Ne ho abbastanza di questa sci fi a sfondo pesantemente religioso
La prossima volta mi documento prima e poi intraprendo la visione.
Cage ha sempre più i capelli alla Pippo Baudo( o è diventato il testimonial della sua ditta di parrucchini).
Mi chiedo il perché accetti di recitare in questa immondizia.


( VOTO : 2 / 10 )


Left Behind (2014) on IMDb

domenica 2 agosto 2015

Il luogo delle ombre ( aka Odd Thomas , 2013 )

A Pico Mundo , cittadina nel bel mezzo del nulla nel deserto californiano vive il ventenne Odd Thomas, cuoco in una specie di fast food e fidanzato fin da quando era bambino con la bella Stormy che lavora in una gelateria nel locale centro commerciale.
Odd Thomas ha un dono: vede la gente morta, loro comunicano con lui e lo aiutano ad individuare la causa della loro morte ( violenta). E lui si adopera affinché il colpevole venga assicurato alla giustizia.
Del suo potere sono a conoscenza solo Stormy e Porter il capo della polizia, ben felice di farsi aiutare.
Odd Thomas vede anche i Bodach, dei mostri , che preannunciano sciagure quando si accalcano attorno alle persone.
E lui deve essere bravo a non far capire loro che lui li può vedere.
Pico Mundo è pieno di Bodach e lui deve impedire che la sciagura accada.
Storia di un film che travestito da fondo di magazzino si presenta invece come un onestissimo divertissement estivo che ha il potere di placare la canicola almeno per  cento minuti.
Sommers è un regista che  pur macchiandosi di una schifezza emerita come Van Helsing ha saputo rinvigorire a suon di milioni incassati un franchise rischioso da resuscitare come quello de La Mummia.
Con una ricetta tutta sua : azione, effetti speciali e soprattutto la capacità di non prendersi sul serio che quasi sfociava nella cialtroneria pura, ma simpatica.
Cosa che mancava del tutto a Van Helsing.
Questo Odd Thomas ( il malvagio titolista italiano ha pensato bene di intitolarlo Il luogo delle ombre che non c'entra nulla col film ma almeno stavolta ha un senso visto che riprende il titolo del libro del 2003 da cui è tratto, scritto da Dean Koontz) è un ritorno alla ricetta de La Mummia, un prodotto che ha uno stile vintage, diciamo anni '80 e che sembra un riuscito ibrido tra il Peter Jackson di Sospesi nel tempo, l'ironia conclamata di un Men in Black a sua volta omaggio a certa science fiction anni '50  e il Joe Dante degli anni belli recentemente ritornato in buona forma con Burying The Ex , film che ha uno stile che mi sento di assimilare a questa ultima fatica di Sommers.
Precisiamo : Odd Thomas e Burying The Ex non c'entrano nulla tra di loro ma hanno quel mood di cazzeggio elegante che li rende una boccata d'aria fresca in un panorama inflazionato di troppa seriosità come quello dell'horror odierno.
Si prendono tutti troppo sul serio: Sommers no.
Magari non riesce sempre a bilanciare nel migliore dei modi  il mystery, il thrilling, la suspense , il black humour e una sceneggiatura in cui tutto fila seguendo un verso logico ma Odd Thomas va che è un piacere, veloce, leggero e divertente, ideale per rilassare i neuroni ormai fritti dalle alte temperature ambientali.
E pazienza se ogni tanto ci sembra di aver già visto e sentito questa storia.
Un vero peccato che non abbia riscosso il successo: è stato ignorato negli USA e sarà ignorato anche da noi , mandato al massacro dell'uscita estiva dopo ben due anni dal passaggio sugli schermi americani.
Dean Koontz nel frattempo aveva scritto altri libri con Odd Thomas protagonista e sarei stato curioso di vedere altre storie di questo curioso personaggio.
Nota di merito va al cast con  Yelchin che sta cercando di buttare a mare la sua aria da nerd per mostrare un po' di carisma, un Dafoe che pur andando col pilota automatico non fa mai rimpiangere la sua presenza sullo schermo e una bellissima Addison Timlin.
Bello il finale: da gran cialtrone transgenere Sommers trova anche il tempo di narrare una bella storia d'amore .
La storia d'amore che non ti aspetti.


PERCHE' SI : tanta ironia, stile vintage, un buon cast , discreti effetti speciali.
PERCHE' NO : a volte le varie componenti della ricetta non sono ben bilanciate, non originalissimo.


LA SEQUENZA : nel finale , gli amici di Odd Thomas vanno a trovarlo nella casa dove si è rintanato con Stormy.


DA QUESTO FILM HO CAPITO CHE :

Soprattutto d'estate dovrei andare a ripescare molti più horror vintage.
Yelchin sta crescendo pellicola dopo pellicola.
La Timlin è molto più bella di quanto appaia nel film.
Un film come questo è l'ideale per rilassarsi dopo essersi spaccato di lavoro tutto il giorno.


( VOTO : 6,5 / 10 )


 Odd Thomas (2013) on IMDb

sabato 1 agosto 2015

Il regista Indipendente e il blogger dilettante

Ieri ho assistito non volendo a una diatriba tra due persone su Facebook.
Poco male, sei il solito guardone, direte voi.
E forse avete anche ragione ma le due persone in questione hanno dei ruoli ben precisi e per questo la loro accesa discussione, indiretta, perché quello che ho letto io è che ognuno ha spiegato le sue ragioni separatamente dall'altro, mi ha colpito parecchio e mi ha fatto riflettere.
Da una parte abbiamo un regista della scena horror indipendente italiana, piuttosto noto nell'ambiente degli addetti ai lavori e anche con un certo seguito di pubblico, dall'altra una persona che ha un gruppo a tematica horror in ambito Facebook e che è anche una blogger.
Ora io non voglio entrare nella loro discussione, non ho visto da dove è scaturita, non posso assolutamente giudicare e né, francamente mi interessa però devo dire che leggendo sono venute fuori cose abbastanza spiacevoli che volevano colpire la persona nello specifico ma che in realtà andavano a coprire un discorso più generale.
Il regista, l'artista viene accusato di essere una primadonna isterica, uno che si crede di essere chissà chi ma in realtà fa film con pochi soldi e per pochi spettatori.
Il blogger viene accusato di essere un critico di serie B, uno che non sa scrivere neanche correttamente in italiano e che con la sua scarsa erudizione può tenere a bada giusto i suoi tre-quattro lettori.
Il regista dice che il blogger vuole vedere solo i film a scrocco e che, essendo sostanzialmente analfabeta o quasi, non è in grado di parlarne.
Per cui lui i suoi film li passerà solo a critici di serie A e non a dei dilettanti allo sbaraglio.
Addirittura il blogger pare che abbia affermato che quando recensirà i nuovi film del regista , beh, la valutazione ne  risentirà.
E via dicendo, leggendo poi i commenti ai vari post direi che molti ci andavano giù ancora più pesantemente contro l'uno o contro l'altra..
Ripeto non voglio parteggiare per l'uno o per l'altro. Non so da dove è partito il tutto.
Ma mi spiace che scoppi questa guerra tra "poveri", tra due figure che dovrebbero essere sulla stessa barca e che dovrebbero remare nella stessa direzione con l'unica missione di diffondere l'arte o la capacitò di scrivere di chi non ha il supporto di majors oppure testate giornalistiche.
Chi mi conosce sa che il mio blog è qui mosso esclusivamente dalla passione e sono orgoglioso di non essere un critico cinematografico professionista e questo lo dico a ragion veduta.
Io voglio essere libero di scrivere quello che voglio, senza alcun condizionamento che non sia dettato dal mio gusto personale.
Non mi pongo neanche la questione del saper scrivere o meno: quella la lascio ai fini dicitori della lingua italiana e dell'arte del blogging. A me basta avere il mio stile, personale, scorrevole e che pare sia apprezzato da un buon numero di lettori in costante aumento.
La libertà di cui sopra io me la posso permettere perché sono l'unico in ballo, credo che un critico di serie A tutta questa libertà non se la possa permettere.
A tal proposito racconto un piccolo aneddoto che mi riguarda: tempo fa sono stato contattato dalla sezione home video di una major per recensire i loro prodotti in uscita sul mercato.
Basta che fornisco loro i titoli che voglio recensire e loro me li inviano senza alcuna spesa da parte mia.
Una cosa che mi fa sentire importante se non fosse per quella piccola postilla in fondo alla mail che dice più o meno così: " magari scegliti i film che sai ti possano piacere perché non  vorremmo ricevere recensioni negative".
Ecco sta tutto qui il succo del discorso: secondo loro ognuno ha il suo prezzo, il mio, piccolo blogger dilettante è un pugno di dvd, quello di un critico di serie A quale sarà?
A me fa grandissimo piacere quando vengo contattato da registi che vogliono sottoporre al mio giudizio di appassionato che si è fatto i calli agli occhi per le migliaia di film visti, il loto lavoro.
E loro sanno che in cambio riceveranno solo onestà di giudizio .
Fino ad ora ho trovato persone adorabili,appassionate sinceramente del loro lavoro, portato avanti tra grandi difficoltà.
Io voglio continuare a essere così e non voglio essere considerato uno scroccone di film in anteprima..
La mia porta è sempre aperta.

venerdì 31 luglio 2015

Ex Machina ( 2015 )

Caleb è un giovane programmatore che lavora per la ditta informatica più grande del mondo e vince la permanenza di una settimana presso la magione del mitologico capo della sua ditta, Nathan, un tipo che si barcamena tra la filosofia zen e solenni ubriacature.
Caleb scopre che è stato selezionato da Nathan per testare il suo nuovo progetto, quello di un robot umanoide con un'elevata intelligenza artificiale di nome Ava.
Caleb ha numerosi colloqui con Ava e lei lo rende edotto di rivelazioni piuttosto inquietanti a cui si aggiungono i silenzi e le omissioni di Nathan, le telecamere che li riprendono 24 ore su 24 e le numerose stanze della casa in cui è interdetto l'accesso al giovane programmatore.
L'atmosfera si fa tesa e inquietante , è evidente che Ava vuole ribellarsi al suo creatore, suo padre e padrone...
Divido empiricamente la sci fi al cinema in fantascienza fatta con soldi ed effetti speciali da una parte e quella fatta con tanto sale in zucca, idee vincenti e poco budget dall'altra.
Sempre empiricamente ( perché naturalmente ci sono le eccezioni) la prima di solito viene "fabbricata " ad Hollywood, l'altra invece nella restante parte del globo terracqueo, quella parte di pianeta che non è baciata dagli investimenti milionari degli studios.
E' con estremo piacere unito ad una buona dose di malsana curiosità che quindi accolgo prodotti sci fi che non vengono da Hollywood.
E' il caso di questo Ex Machina debutto alla regia di Alex Garland che lo ha anche scritto. , sceneggiatore di razza già visto all'opera in film molto interessanti come Sunshine, 28 giorni dopo e il super cult Non lasciarmi.
Insomma un pedigree artistico di tutto rispetto che cattura subito la mia attenzione e aumenta le aspettative.
Come descrivere Ex Machina?
Per definirlo in due parole potrei dire che si tratta di un Frankenstein post moderno.
Abbiamo lo scienziato pazzo che gioca con l'origine della vita, con circuiti elettrici chiusi che vengono percorsi da quel fremito, da qull'energia primordiale che si trasforma quasi per incanto in afflato vitale, c'è un giovane ingenuo ma neanche tanto che si trova in mezzo tra il creatore e la sua creatura,e c'è Ava , il robot, l'umanoide con i circuiti a vista , che rivela segreti inconfessabili a Caleb, confondendolo ulteriormente.
Il tutto incastonato in un'atmosfera stile Grande Fratello con telecamere infingarde che riprendono tutto, ma proprio tutto e da varie angolazioni.
Fino a pochi minuti dalla fine, Ex Machina è una guerra di posizione in trincea, combattuta con le parole in cui la tecnologia pare l'unico verbo attendibile mentre la percezione è la più  ingannevole delle cose .
La tematica del creatore che si crede il Dio della situazione è lì in bella vista ,così come quella della creatura autonoma , talmente emancipata che cerca di ribellarsi al suo creatore in barba a tutte le leggi asimoviane.
Un robot che diventa un replicante, consapevole di esserlo e che si gioca tutte le sue carte per ottenere quel vivere che Nathan gli negherebbe.
E che arriva a fare di tutto per cercare di vivere una sua vita.
Se tante volte il cinema racconta l'insopprimibile male di vivere, stavolta Garland, come era successo anche in Non lasciarmi, narra della volontà di respirare quel soffio vitale fino in fondo, di quella linea sempre più sottile tra vita biologica e vita artificiale.
E lo fa benissimo con un film intenso e rarefatto allo stesso tempo, capace di prendersi tutto il suo tempo senza isterie e accelerazioni da blockbuster, forte di un'intelaiatura visiva di grande impatto, sia per quanto riguarda gli esterni ( rari) in locations dove la natura selvaggia è padrona assoluta della scena, sia per gli interni di una casa dall'architettura modernissima e dall'arredamento minimal che aggiunge angoscia al vago senso di inquietudine che accompagna Caleb fin dall'inizio.
Angoscia che ha la sua ragione di esistere e che deflagrerà in un finale bello e terribile.


PERCHE' SI : produzione inglese con budget modesto rispetto agli standard hollywoodiani ( 15 milioni di euro) ma di grande livello visivo e sostanziale, fantascienza umanista e intelligente che snocciola intelligenza invece di effetti speciali.
PERCHE' NO : astenersi blockbustivori hollywoodiani, molti dialoghi e un ritmo piuttosto compassato.


LA SEQUENZA : Ava si "veste " da umana.



DA QUESTO FILM HO CAPITO CHE :

Nella vecchia Europa c'è sempre spazio per gioiellini come questo.
Domnhall Gleeson è sempre meno figlio di papà e sempre più attore convincente.
Alicia Vikander e Sonoya Mizuno sono due bellezze .
Ci sarà sempre spazio nel mio cuore per film come questo.


( VOTO  : 7,5  / 10 )


Ex Machina (2015) on IMDb

giovedì 30 luglio 2015

Giovani si diventa ( 2014 )

Josh e Cornelia, lui documentarista alle prese con un documentario che forse non vedrà mai la luce, lei produttrice e figlia di un documentarista, sono una coppia newyorkese apparentemente felice che si sta avvicinando a grandi passi alla mezza età . E alla crisi in essa contenuta.
Tutto esplode quando incontrano una coppia più giovane di loro, quella formata da Jamie e Darby, anche lui realizza documentari, in cui sembrano specchiarsi rivedendo i  loro stessi di una ventina di anni prima.
L'incontro all'inizio è una specie di shock elettrico positivo ma poi cominceranno a venire fuori i problemi.
Soprattutto perché sembra che Jamie e Darby non la stiano raccontando giusta.
Continuo a vedere imperterrito i film scritti e diretti da Noah Baumbach e a ogni pellicola che passa lo ritengo sempre più il più grande malinteso della scena cinematografica indie americana.
Ho apprezzato parecchio i suoi primi film , credo che Il calamaro e la balena sia il suo sforzo creativo più riuscito, ma poi , continuando a seguirne la carriera mi è sembrato che sia stato preso da una sindrome alleniana che si sta portando dietro da qualche film.
O forse anche cassevetesiana.
E come ho scritto a proposito di Frances Ha, film che ho trovato più furbetto che bello, accattivante ma non troppo sincero, prima di strillare al capolavoro occorre guardare questi film in prospettiva e la prospettiva, ossia il metro di giudizio è l'Allen di fine anni '70 e '80 e l'ultimo Cassevetes.
E , personalmente ritengo che utilizzando questo metro di giudizio il cinema di Baumbach ne esca fuori con le ossa rotte.
Baumbach continua a scrivere e dissertare su crisi e conflitti generazionali con una scrittura meticolosa, tutto orchestrato e studiato nei minimi termini, curandosi più del meccanismo del film che della sua eventuale rispondenza alla realtà.
Questa volta forse è un pochino più coinvolto perché in fondo racconta un personaggio, un fortysomething impegnato nel cinema che prima aiuta un giovane alle prime armi, poi lo combatte quando scopre di essere stato preso in giro, che un po' gli appartiene , almeno dal punto di vista anagrafico.
Il problema è che secondo me continua a perdersi in quisquilie e particolari irrilevanti ( il tentativo di imitazione che Jamie porta avanti sistematicamente e in maniera un po' troppo esibita, vedi il cappellino, che sembra sfuggire del tutto a Josh) più che portare avanti organicamente il suo discorso che alla fine  riduce tutto  a una fortissima rosicatura da parte di Josh nei confronti del collega più giovane, capace di filmare un documentario migliore del suo, anche se viene meno la totale aderenza al fatto reale.
Vogliamo ridurre la generazione di quasi cinquantenni a una manica di rosiconi , intellettualoidi da strapazzo e che girano documentari sull'economia turca  che non verranno mai visti da nessuno?
Ecco , Baumbach lo fa , aggiungendo anche altre spezie , tipo la volontà di avere un figlio o il discorso della preoccupazione degli amici che vedono Josh e Cornelia cambiati in una qualche maniera.
Altro limite di un film che non annovererei tra i suoi migliori è anche quello di aver tralasciato i personaggi femminili, li ha messi in un angolino lasciandoli ad osservare il duello all'ultimo sangue tra Josh e Jamie, senza praticamente colpo ferire.
Anche in questo film si ha l'impressione di vedere un surrogato di Allen, diciamo Crimini e misfatti, che però è scolorito rispetto all'originale nonostante voglia essere a tutti i costi giovane e piacente.
Un po' come Josh e Cornelia.
Perchè giovani non si diventa, nemmeno se si prova a fingere.


PERCHE' SI : i dialoghi sono all'altezza, levigati fino allo sfinimento, all'inizio la storia impressiona favorevolmente, Stiller sembra molto coinvolto.
PERCHE' NO : Baumbach continua a sembrare un surrogato dell'Allen di fine anni '70, inizi anni '80, discorso generazionale come minimo superficiale, personaggi femminili lasciati troppo in disparte.


LA SEQUENZA : il duello finale , a tavola, tra Josh e Jamie. O meglio l'attacco di Josh a Jamie mentre si sta festeggiando un premio vinto  del suocero di Josh.


DA QUESTO FILM HO CAPITO CHE :

Preferisco di gran lunga la scena indipendente europea a quella americana.
Pur essendo anagraficamente vicino a certi personaggi del film non mi sono rivisto per niente dentro di loro.
Baumbach è meglio dell'Allen bollito di oggi ( si abbia il coraggio di ammetterlo) ma molto peggio dell'Allen di ieri.
Come il piccolo newyorkese ha preso il ritmo di un film all'anno.Il prossimo esce tra qualche giorno negli USA e si chiama Mistress America , cosceneggiato con Greta Gerwig che vi recita anche.


( VOTO : 5,5 / 10)


While We're Young (2014) on IMDb

mercoledì 29 luglio 2015

The Reach - Caccia all'uomo ( 2014 )

Ben è una guida esperta di itinerari nel deserto del Mojave che , proprio il giorno tristissimo della partenza della sua amatissima fidanzata per l'università, viene ingaggiato dal ricco uomo d'affari Madec per una battuta di caccia al muflone.
Durante la "gita" però avviene un bruttissimo incidente, Madec uccide per sbaglio il vecchio Charlie, uno che in quel deserto ci viveva da parecchi anni.
E per paura di non chiudere un affare particolarmente importante cerca di incolpare Ben prima tentando di corromperlo, poi addirittura cercando di farlo fuori.
Anzi farà di più: continuerà la sua battuta di caccia e il bersaglio sarà proprio Ben.
Qualche tempo fa in una trasmissione di gossip, una manica di ignorantoni in campo cinematografico si è messa a disquisire su quali attori e attrici stavano invecchiando bene e quali invece stavano avvizzendo con l'età vittime dell'aggressività sempre più invadente della chirurgia plastica.
Non mi ricordo se stessero parlando anche di Michael Douglas ma a vedere questo film devo dire che è invecchiato proprio male: ora è rimasto tutta zazzera e dentiera, gli occhi sono nascosti , o meglio circondati da zampe di gallina che evidentemente nessun chirurgo è riuscito a stirare più di tanto e direi che le 70 primavere si vedono tutte, ma proprio tutte.
Con l'età mi sembra che sia venuto meno anche il discernimento di scegliersi film e ruoli, malattia che ha colpito inesorabilmente anche una leggenda come Robert De Niro, e quindi il nostro si presenta con un filmetto usa e getta, progetto a cui evidentemente teneva visto che lo ha anche prodotto in cui si presenta come una specie di Gordon Gekko in ferie.
E' un magnate della finanza al centro di affari poco chiari, ha quel modo di fare tipico di quelli che " io sono io e voi non siete un cazzo", si presenta con un fuoristrada Mercedes a 6 ruote che sembra lui il vero protagonista del film per come viene parcheggiato sempre al centro dell'inquadratura e su War Horse e che ora si presenta in questo film col suo bel corpicino senza neanche un pelo sopra , con la tartaruga sull' addome montata correttamente ( al contrario della nostra che è montata tristemente al contrario) e che ci manca solo che abbia la scritta  Calvin Klein sulle mutande ,suo abbigliamento unico per la maggior parte del film.
crinali impossibili per le comuni autovetture ( e il sospetto che in realtà tutto il film sia uno spottone formato panoramico del suddetto mezzo di locomozione è ben fondato), ha un fucile austriaco di precisione che lo vedi giusto esposto nei musei, è attrezzato con il suo bel cocktail bar per non farsi mancare nulla, tipo un Martini con due olive dentro mentre è nel bel mezzo della caccia all'uomo che vede coinvolto Ben impersonato da tale Jeremy Irvine diventato famoso dopo il lacrimevole spielberghiano
Se volessimo andare a trovare sottotesti politici diremmo che è un film sulla lotta di classe portata nel deserto in cui sono protagonisti il padrone e l'operaio, quello che ha la ricchezza e quello che la fabbrica sulla propria pelle ma sono sicuro che non è questo l'intento del film.
Il regista Jean Baptiste Leonetti si ritrova spaesato a lavorare con due personaggi che incarnano perfettamente lo stereotipo del buono e del cattivo in un contesto ambientale bello e terribile come il deserto del Mojave.
Che , detto , tra noi sembra veramente un posto di merda dove ti bruci al sole dopo due ore e muori nella canicola tra le più atroci sofferenze se per caso ti avventuri come un turista fai-da-te-no-Alpitour-ahi-ahi-ahi-ahi.
Il nostro Irvine no, è un osso duro e sfugge al suo carnefice trovando sempre l'anfratto giusto, la buca , il rifugio di Charlie, insomma ha sempre una via d'uscita.
A tal punto che quasi ti sta sul cazzo quanto Douglas che lo sta inseguendo.
Insomma questo The Reach è un bel crocevia di suggestioni ( per non dire pasticciaccio brutto) in cui Wall Street incontra 127 ore e si trasforma nella riproposizione live action della lotta sempiterna tra Willy il Coyote e Roadrunner.
Con quel dannato struzzo che ce la fa sempre.
Ma un bel camion che lo fa a sottiletta no?
Ecco la stessa cosa che speri in questo film: che l'agonia sia breve, che Irvine passi a miglior vita soffrendo il meno possibile perché tanto sai che la sua sofferenza è anche la tua che stai al di qua dello schermo a vedere le sue disavventure.
Con questo caldo alla fine provi anche un certo senso d'immedesimazione.
Ma poi noi accendiamo i condizionatori.
Tiè.


PERCHE' SI : scenari naturali maestosi, belli e terribili, l'inizio in cui ancora non tutte le carte sono in tavola.
PERCHE' NO : Douglas fa il Gekko, Irvine fa il Roadrunner, lo spettatore fa l'annoiato.


LA SEQUENZA : la descrizione della morte della famigliola nel deserto.


DA QUESTO FILM HO CAPITO CHE :

A una gita al Grand Canyon preferirò sempre una bella visita guidata a un castello sulla Loira.
Douglas ha una dentiera prepotente.
Irvine è incolore e insapore.
Che ci avrà visto Douglas in questa storia che gli ha fatto decidere di aprire il portafoglio per produrla?


( VOTO . 4 / 10 )


Beyond the Reach (2014) on IMDb

martedì 28 luglio 2015

Sto tornando

La connessione finalmente è tornata.
Sembra in maniera stabile, dico così perché l'altro giorno era sparita pure la linea telefonica oltre alla connessione e dopo aver ripetuto tutta la manfrina di metti la spina, togli la spina, metti lo stuzzicadenti nel reset, toglilo, metti il modem in frigorifero, butta nel fiume la contessa Serpelloni Mazzanti vien dal Mare, togli i semini dal cocomero che potrebbero bloccare la linea, bevi tanta acqua e non metterti al sole, hanno ammesso che c'era un guasto.
Che ora è risolto.
Torno domani e mi fa veramente un grande piacere.
Il film non è un granché ma cercheremo di rendere la lettura interessante .
Promesso.

mercoledì 22 luglio 2015

Cucù e la connessione non c'è più

Stamattina una triste sorpresa.
Quella che ieri sembrava una normale , temporanea mancanza di connessione a internet si è rivelato invece qualcosa di più serio.
Contatto il servizio clienti ( per non fare nomi ma solo cognomi SKY Fastweb) e dopo avere nell'ordine staccato e riattaccato la spina del modem, staccato e riattaccato il filtro della linea ADSL, essersi armati di stuzzicadenti e aver violato un forellino piccolo piccolo con su scritto reset, dopo aver chiesto alla solerte operatrice ( la quarta ) se per caso mi stesse facendo la supercazzola , abbiamo stabilito che serve l'omino Fastweb per verificare eventuali guasti.
E l'omino pare che non arrivi prima di almeno 72 ore.
Tre giorni.
Almeno , perché temo che saranno di più.
L'alternativa per me sarebbe di scrivere col computer dell'ambulatorio ma non mi pare gentile far aspettare i clienti in sala d'attesa perché io sto armeggiando col blogghe.
Per cui mi devo prendere una piccola pausa , sperando che sia il più breve possibile.
Intanto prometto di studiare, cioè di guardare film a manetta di cui vi parlerò.
Sempre se volete gradire.
Ah ,un'altra cosa sulla globalizzazione di cui parliamo tanto ma in realtà non sappiamo quasi nulla: stamani le solerti operatrici del servizio clienti di un'azienda italiana ( diciamo il ramo italiano di una multinazionale) mi hanno risposto da una ridente cittadina affacciata sulle rive del Mar Nero, in Romania.
Ecco perché non aveva capito il termine "supercazzola".
In Romania non si usa.
A presto.
Al più presto possibile che già mi prudono le manine...

martedì 21 luglio 2015

Potiche ( 2010 )

Suzanne è la moglie borghese, annoiata e moderatamente depressa per il suo ruolo squisitamente ornamentale ( la potiche del titolo, statuetta di poco valore , utile al massimo come soprammobile) di un capitano d'industria che non fa della simpatia in famiglia e presso i suoi operai il suo cavallo di battaglia. Suzanne  è costretta a scendere in campo quando durante uno sciopero il marito viene addirittura sequestrato dai suoi operai e lo libera grazie all'intervento di un operaio sindacalista , suo vecchio amante, Babin.
Il marito , colpito da infarto , è costretto a lasciare tutto nelle mani della moglie e lei si dimostra inaspettatamente all'altezza del compito.
Il problema ora è il suo rientro in azienda, Suzanne di certo non vuole lasciargli il passo...
Ma quante corna ornano il capo di Madama la marchesa (d'industria)  Pujol? 
Tante, si possono scorgere tra un bigodino e l'altro mentre lei va correndo per boschi con la sua bella tutina rossa vintage , come tutto il resto dell'accessoristica del film, ispirato al decor settantiano più colorato.
Eppure a lei sembra non importare....
Ma, diamine siamo negli anni '70 , epoca di ribellione ed emancipazione e vuoi che anche lei non sia percorsa da un fremito di femminismo?
Non ci vuole stare a essere la potiche della situazione, la bella statuina, il soprammobile di tanta apparenza e nulla sostanza, un pezzo d'arredamento destinato a diventare in pochi anni un articolo da rigattiere.

Potiche, ritorno di Ozon alle atmosfere dai colori saturi e brillanti che avevamo conosciuto nel brillante 8 donne e un mistero è un film incentrato totalmente sul suo meccanismo narrativo di cronometrica precisione.
Una vicenda narrata per piccoli passi, con colpi di scena che cambiano le carte in tavola e animata da fermenti vecchi e nuovi.
Tutti vogliono evitare di essere la potiche della situazione.
La madama di cui sopra, il di lei marito e alla fine anche il corpulento deputato Babin scornato alle elezioni ma come ogni trombato elettorale che si rispetti con altra poltrona pronta per le sue natiche debordanti.
Una statuina che cade sempre in piedi.
Potiche ha un'esibito impianto teatrale sia nelle scenografie che nella recitazione ma è un qualcosa che sfugge alla definizione di teatro filmato per la grande vivacità della regia , per il dispiego di ambientazioni diverse e per la cura minuziosa delle ricostruzioni d'epoca.
Ozon  riunisce per l'ennesima volta la coppia dell'Ultimo metrò, la Deneuve e Depardieu ma il tempo che accarezza gentilmente le forme della divina Catherine, ora elegantissima signora di mezza età, ha cambiato totalmente il bravo Gerard senza però togliergli la sua fisicità, ora diversa, meno muscolare e più adiposa.

Potiche è un film che descrive anche il fallimento della politica di quegli anni senza salvare niente e nessuno.
L'industriale arrogante è sostituito da una moglie più tollerante ma classista come lui, appena più illuminata nella sua imprenditorialità mentre dall'altra parte la lotta contro i padroni porta a risultati minimi ma importanti.
E comunque anche i sottoposti hanno nel loro piccolo l'aspirazione a cambiare solo status sociale, non cercano di attuare quegli ideali socialisti che hanno l'aria di essere efficaci solo su carta.
La signora Pujol ha quindi deciso di rientrare nel mondo attivo entrando a gamba tesa sul marito fedifrago e coinvolgendo i figlioli anche loro, nel loro piccolo mondo di bambagia, aspiranti al titolo di potiche.
Potiche è un semplice divertissment che rievoca un'epoca che sembra già preistoria.
Adorabile per i suoi colori sparati, per la sua ricostruzione d'epoca minuziosa e per un cast a livelli stellari, Potiche è anche un piccolo gioiello di humour che sconfina spesso e volentieri nella fine satira politica.

Se può sembrare a prima vista una spietata critica a certo maschilismo, c'è da notare in Potiche non viene salvata neanche la metà femminile del cielo.
Ma sempre col sorriso sulle labbra.


PERCHE' SI : confezione perfetta, fotografia e cromatismo molto particolari, ottimi attori, si riunisce la coppia Deneuve / Depardieu.
PERCHE' NO : l'impianto teatrale è talmente esibito che gli dà un aspetto finto, si parla molto e questo scoaraggerà qualcuno, la satira politica potrebbe non piacere a qualcuno.


LA SEQUENZA : le passeggiate nei boschi della Denueve con la sua tuta Adidas rossa molto vintage.


DA QUESTO FILM HO CAPITO CHE : 

Un attore come Depardieu capace di recitare letteralmente tutto, noi non ce l'abbiamo.
Mi stupisce che non abbiano mai pensato di farne un remake italiano vista la nostra situazione politica.
Ozon si dimostra ancora una volta cesellatore di generi.
In questo divertisment non si salva niente e nessuno.


( VOTO : 7 / 10 )


 Potiche (2010) on IMDb