I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

giovedì 18 ottobre 2012

Taken La vendetta ( 2012 )

Bryan Mills , ex agente della CIA si trova a Istanbul per degli affari e viene raggiunto inaspettatamente dalla moglie ( da cui è separato ) e dalla figlia. Purtroppo per lui nella capitale turca c'è anche una banda di criminali albanesi che sono capeggiati dal padre di uno dei banditi uccisi nel primo film. La banda rapisce lui e la moglie. La figlia li ritroverà e Bryan a sua volta troverà tutti i criminali colpevoli.
Ma forse non proprio tutti. La minaccia di un terzo capitolo delle sue avventure è concreta.
Il primo Taken ( in italiano Io vi troverò) era un action zavorrato da pesanti implicazioni ideologiche che lo rendevano prodotto aberrante oltre che brutto.
Taken la vendetta in questo senso corregge il tiro fregandosene abbastanza dell'ideologia e puntando tutto sull'azione. Ma al massimo risulta una brutta copia del primo.
Per sedersi e vedere questo film bisogna armarsi di una buona dose di farmaci contro il mal di testa ( perchè il frastuono è costante) e di una overdose di sospensione dell'incredulità perchè in queste film vedrete cose che voi umani non avete mai visto.
Fighettine del Sunset Boulevard che tirano granate sui tetti di Istanbul come il più scafato dei guerriglieri talebani, compassi fatti con lacci di scarpe, rapitori che lasciano gentilmente un telefonino a disposizione delle vittime, signori di mezza età che affrontano banditi col mitra a mani nude o al massimo con una pistola automatica che sembra non scaricarsi mai, gimkane da rallysta per i vicoli di Istanbul con la macchina guidata da una che non ha nemmeno la patente, l'entrata all'ambasciata americana  senza problemi a folle velocità attendendo poi gli eventi senza che gli ammeregani ti prendano a colpi di bazooka ( come fanno di solito prima di accertarsi dell'identità di chi si avvicina).
Insomma un campionario di castronerie assolutamente di primo livello.
Si rimescola la ricetta che aveva reso vincente il primo capitolo ( successo insperato della stagione 2009 con circa 145 milioni di dollari di incasso solo negli USA a fronte di un budget di 25 milioni di dollari) e al paese mio si dice che lammerda più la rimesti e più puzza.
E questo di puzza ne fa parecchia.
Ennesima sceneggiatura evacuata ( non mi pare il caso di dire scritta ) da Luc Besson e poi affidata al fido Olivier Megaton ( che con quel nome, d'arte poi, sembra una cosa a metà tra il Transformer più imbecille e l'esternazione intestinale più "odorosa") sta raccogliendo anche più soldi del primo, siamo a quasi 90 milioni di dollari negli USA a dieci giorni dal debutto e il tassametro corre ancora.
Una cosa ai limiti dell'incomprensibilità per un film che anche sul versante action delude parecchio: Megaton toglie ossigeno alle sequenze più concitate facendole vedere a singhiozzo con trucchi di montaggio da regista alle prime armi che vuol far vedere quanto è figo.
Il tutto è talmente irritante che fa collocare Taken la vendetta nettamente al primo posto tra le bruttezze viste in questo 2012.
Il cast fa quello che può: Neeson si sbatte ma l'età impietosamente avanza, Maggie Grace non sembra proprio la gallinella di primo canto che dovrebbe impersonare, Famke Janssen, donna clamorosa, qui si ritrova nella parte di una gatta di marmo di proporzioni epiche.
Giudizio finale? Da evitare come la peste.
Chi gli rapiranno la prossima volta? Il gatto?

( VOTO : 1 / 10 ) Taken 2 (2012) on IMDb

mercoledì 17 ottobre 2012

Nudi e felici ( 2012 )

George( Paul Rudd), che lavora nel mondo della finanza e Linda( Jennifer Aniston), documentarista con un lavoro da presentare alla HBO, decidono di fare il grande passo e comprarsi un appartamento al West Village. In realtà è un piccolo monolocale in cui non si arriva neanche ad incastrare il letto con l'armadio che l'agente immobiliare ( Linda Lavin, rivista dopo tanti anni, era la star della sit com Alice) pomposamente chiama loft . Ma si sa...due cuori e una capanna...
La crisi economica morde i polpacci: lui perde il lavoro a lei rifiutano il documentario e sono costretti a partire per Atalanta dove il benestante fratello di lui gli ha offerto un lavoro.
Lungo il percorso si fermano per una sosta notturna in uno stravagante bed and breakfast che in realtà è una comune anni '70, la Elysium, in cui si pratica nudismo e amore libero. Le cose col fratello ( psicopatico ma ricco sfondato)  non vanno bene e così entrambi decidono di ritornare presso i nuovi amici hippy.
Ma l'amore libero, l'assenza di privacy, le sedute di sballo collettivo a base di funghetti allucinogeni, il vivere senza comodità tecnologiche a lungo andare non sono così belle.
La factory di Apatow si è distinta sempre per il tentativo mai celato di portare sempre un po' più su l'asta del politicamente scorretto cercando di disinnescare la carica eversiva dei tabù di ogni tipo.
In Nudi e felici come afferma il titolo italiano in maniera molto più diretta rispetto all'originale, uno dei tabù a dover essere infranti è la nudità.
Ora non vi aspettate di vedere un centimetro quadrato di pelle di tetta della Aniston o della bellissima Malin Ackerman. Qui i nudi integrali sono per lo più maschili ( non una novità in casa Apatow ) e non proprio glamour, piuttosto vengono mostrati corpi che mostrano i segni degli anni e delle birrette ingurgitate.
Partendo da uno spunto tremendamente reale ( la catastrofe dei mutui subprime) , Nudi e felici  mostra che forse il surrogato di Paradiso in terra rappresentato dalla comune hippy che vive dei frutti della propria terra e dell'amore per la natura, non è così piacevole come sembra dal di fuori.
George e Linda che sono due corpi estranei fanno di tutto per mimetizzarsi accorgendosi di sbagliare perchè la vita del topo di città e quella del topo di campagna sono due modi di vivere a compartimenti stagni non comunicanti tra di loro.
E forse vivere da vegetariani, disprezzando il denaro, senza violenza e senza comodità di ogni tipo  non è sempre così bello visto che anche il fondatore della Elysium ( uno spassoso Alan Alda) ogni domenica si va a rimpinzare di wurstel e bistecche in una vicina steak house e il capo spirituale del gruppo, il capellone Seth( Justin Theroux) si dimostra così sensibile al fascino del dollaro.
Se all'inizio il film di David Wain si segnala per una certa qual cattiveria nel confronto tra la caotica vita di città e l'apparentemente rilassata vita in mezzo alla natura, poi questa ironia beffarda viene persa strada facendo per lasciare posto alla solita elegia del Sogno Americano in tutte le sue diramazioni.
Apatow and friends si dimostrano sempre sensibili al frusciare delle banconote al botteghino e non si dimostrano cinici e scorretti come in altri film della factory, lasciandosi imbrigliare nei meccanismi della commedia sentimentale( la seconda parte del film si concentra sulla lotta tra George e Seth per  Linda) forse per non incorrere in spiacevoli divieti che avrebbero tagliato una consistente fetta di pubblico al film. Che, detto tra noi, è stato un insuccesso negli States .
Schiavi del lieto fine insomma, ma stavolta non è servito.
Non uno dei migliori film della factory ma neanche da buttare via.

( VOTO : 5,5 / 10 ) 

Wanderlust (2012) on IMDb

martedì 16 ottobre 2012

Cag(e)ate

C'era una volta un attore di belle speranze, certo arrivato al successo con qualche aiutino di zio Francis ma che poi ha saputo costruirsi una carriera (semi)seria tra film cult e scivolate pazzesche.
Ora quell'attore non c'è più, il caro Nicolas Cage ha deciso di far svoltare la sua carriera diventando, volontariamente o involontariamente non si sa , il nuovo apostolo del trash.
GHOST RIDER (2007 di M.S. Johnson ) come eroe dark dei fumetti questo motociclista che fa le palle di fuoco è già abbastanza trash di suo. Poi vuoi mettere il nostro Nic con parrucca monstre che fa il truzzo con la motocicletta davanti alla sua bella neanche fosse un biker dell'ultima gang di Timisoara? Si avverte del disagio in questo ragazzo, disagio vero. Questo film è una schifezza assolutamente meravigliosa.E' la sublimazione di tutta la peggiore spazzatura cinematografica che vi viene in mente. Vedere Cage conciato cosi', come se fosse appena uscito da un centro Cesare Ragazzi con la sua meravigliosa idea in testa .
Vederlo pettinato alla Giulio Cesare,con quei capelli posticci tirati in avanti che quasi ti aspetti che si inumidisca i pollici se li passi in mezzo al crine geneticamente modificato e tiri fuori il pettinino per allisciarli, zompare con la moto dentro cerchi di fuoco come faceva Fonzie in una mitica puntata di Happy Days ,oppure con cappellone texano e occhialone da sole che lo fa somigliare in tutto e per tutto a un losco mandriano ,guardare l'opera d'ingegneria che porta in testa(altro che ponte sullo stretto di Messina)è esperienza mistica assolutamente inarrivabile.
Una cosa che non ha prezzo, quindi niente Mastercard. Un film buzzurro per gente che gira in casa in mutandoni ascellari e infradito ai piedi, che allunga il brunello di Montalcino con la gassosa per farlo scendere meglio,che dorme con il retino sui capelli o i bigodini in testa,cosi'per conservare la piega.
Come si fa a resistere e a non piegarsi in due quando bello unto con olio di ricino, con addome tartarugato d'ordinanza fa le boccacce davanti allo specchio o fischia per richiamare la moto infuocata (e quella arriva)?...
GHOST RIDER , SPIRITO DI VENDETTA (2012, di M.Neveldine e B. Taylor ) Se il primo film era una schifezza assolutamente meravigliosa , questo è una schifezza e basta. Però talmente eccessiva che ha un suo perchè.
Il povero Nic è sempre più tirato in volto, con il crine superstite sempre più incollato e si aggira per un film che a confronto gli ultimi di Steven Seagal e di Wesley Snipes ( ormai nella fase rumena della loro carriera) sembrano film d'autore.
In più c'è l'aggravante di usare un bravo attore come Ciaran Hinds in una parte assolutamente ridicola( la parte del Diavolo in persona ) oltre a quella di usare Violante Placido che è conciata come una battona a basso prezzo per tutto il film.
Viene persa del tutto l'ironia del primo film per cercare di recuperare un'estetica fumettosa. La cosa migliore del film? Un escavatore di dimensioni giganti che è uno spettacolo vederlo.
Indimenticabile (! )  cameo di Christopher Lambert in versione bonzo e a testa completamente pelata. Credevo che con questo film Nic  Cage avesse scalato la vetta dell'Everest del trash e invece mi sbagliavo. Perchè qualche mese prima aveva fatto
DRIVE ANGRY 3D (2011, di P.Lussier) se il Johnny Blaze dei due Ghost Rider era un biker coi superpoteri e catene infuocate, Cage qui è John Milton  un padre in libera uscita dall'Inferno che ha tre giorni di tempo per salvare la sua nipotina da una setta di brutti satanisti. E lo fa a cavallo di bellissime automobili anni '70. Insomma la versione a quattroruote di Ghost Rider che si incrocia con un'estetica alla Fast and Furious con l'aggravante di un 3D che viene usato come un vero e proprio corpo contundente nei confronti dello spettatore. Non è action, non è horror, non è thriller, è solo trash, E l'ironia l'abbiamo lasciata a casa quasi del tutto.
E per non lasciare niente al caso all'altare del tamarro viene immolata la chioma di Cage che stavolta flirta col giallo paglierino.Ciò non toglie che ci si possa pure divertire a vederlo, con una generosa dose di birra, rutto libero e la compagnia giusta perchè di scene scult ce ne sono a bizzeffe.
C'è anche una cattiveria inusitata per essere un prodotto hollywoodiano, sangue a secchiate e il nostro John Milton che quando ritrova il suo Paradiso Perduto brinda bevendo dal teschio del nemico che ha appena sbriciolato.
Da questo post ho lasciato il peggio di tutti , L'ultimo dei Templari che per quanto mi riguarda è talmente brutto e posticcio che non può aspirare nemmeno a diventare trash.
Perchè per essere trash devi avere qualcosa e questo film invece non ha nulla.
Spazzatura si, ma artistica.

lunedì 15 ottobre 2012

Paranormal Xperience 3D ( 2011 )

Un gruppo di studenti di medicina vengono mandati dal loro professore di psichiatria ad indagare su presunte attività paranormali che si sono verificate nel paese fantasma di Sussurro in cui decenni prima , nella locale mineira di sale, erano accaduti diversi fatti di sangue ad opera del medico condotto.
Partono in 6 con il vecchio van della sorella di  una di loro che naturalmente si unisce alla comitiva.
Quanti ne ritorneranno?
Ecco sapere quanti ne ritorneranno è l'unico motivo di curiosità del film , perchè si immagina subito che a breve comincerà la mattanza selvaggia.
Ammetto di essere stato attratto da questo film solo perchè è una produzione spagnola e la Spagna in questi ultimi anni ha dimostrato notevole personalità nel campo horror.
Però quando ci si mette in testa di scimmiottare uno squallido modello americano a partire dal titolo ingannatorio, allora le cose vanno male, malissimo.
Ammetto che un po' ero prevenuto : un po' per il 3 D, assolutamente posticcio e inutile, un po' per quella X piazzata nella parola Experience a simulare un'abbreviazione stile SMS.
E io odio quelle abbrevazioni tipo la X al posto di per e altre amenità del genere.
Ma non c'entra nulla.
Paranormal Xperience 3D è un paella slasher fallimentare sotto tutti i punti di vista.
I protagonisti nonostante studino medicina hanno lo stesso coefficiente intellettivo da totani che caratterizza un qualsiasi horror americano, sono praticamente ridotti a tipi da rappresentare, manco fossero vitelli da marchiare da fuoco.
I maschietti ( compreso lo sfigato di turno, secchione e metallaro almeno all'apparenza), bellocci e prestanti, sembrano estratti dal programma della Maria De Filippi di turno, con addominali bene in vista e cervello nascosto bene bene , le femminucce ( tra cui un personaggio che si chiama Belen e simula gli atteggiamenti da divetta de' noartri della Belenona nostra ) fisicamente sono molto ben attrezzate  ma allo stesso modo tipizzate come se si trattasse di un concorso di bellezza. Sicuramente non di intelligenza.
Gli 86 minuti di durata diventano un vero e proprio martirio sia perchè nella prima mezz'ora non succede nulla di nulla ma anche perchè quello che dovrebbe essere uno dei punti forti del film, l'ambientazione nel paese fantasma, è qualcosa di visibilmente rimediato a costo zero che  risalta solamente per squallore e che non ha il fascino decadente del luogo misterioso abbandonato da decenni.
Un posto così brutto che non ci vogliono stare nemmeno i fantasmi.
Vogliamo poi parlare di questo fantomatico dottor Matarga che è un surrogato andato in acido di Freddy Kruger?
Le efferatezze, in numero pari al minimo sindacale, non mancano ma arrivano fuori tempo massimo, gli omicidi arrivano a spezzare una monotonia fragorosa con sufficiente creatività ma tutto questo non basta per risollevare il film dal baratro della banalità e della bruttezza.
Probabilmente sconterà anche problemi di budget ( le scenografie come detto prima sono low cost e anche altre soluzioni sono improntate al risparmio assoluto ) per cui non voglio mettere la croce sugli autori ( anzi un po' si perchè questo film è veramente impresentabile)  e realizzatori di questo prodotto pessimo.
La croce invece la conficcherei volentieri in mezzo agli occhi a chi ha permesso l'arrivo di questo obbrobrio nelle sale italiane e anche con un discreto battage pubblicitario e miniconcorsi annessi.
Passi per il passaggio nei cinema spagnoli perchè i protagonisti sono frutti "prelibati" della cantera della tv iberica , ma da noi far arrivare in sala uno schifo del genere recitato da illustri sconosciuti  non ha senso.
E intanto film ben più meritevoli sono costretti a mangiare la polvere....
Comunicazioni di servizio: la sequenza migliore di tutto il film è quella iniziale in cui gli studenti sono sottoposti a una prova un po' particolare da parte del professore ( ma purtroppo non c'entra nulla col resto del film) e dopo i titoli di coda c'è un'altra breve sequenza di una trentina di secondi.

( VOTO : 2 /  10 ) 

Paranormal Xperience 3D (2011) on IMDb

domenica 14 ottobre 2012

Ted ( 2012 )

Ted è la storia di un orsacchiotto di pezza diventato vivo per un incantesimo nella notte di Natale su richiesta di John. Anni dopo vediamo John cresciuto ( ma solo fisicamente) e accanto a lui questo orsacchiotto che lo accompagna per gran parte della giornata, condizionandone pesantemente la relazione con la bellissima Lori insidiata continuamente dal suo capo, bello, danaroso e odiosissimo.
Ted fondamentalmente è un buddy movie, la storia di due amici che hanno le loro rispettive esistenze incatenate . Solamente che uno dei due è un orsacchiotto di pezza parlante e facente anche porcate,  che beve come una spugna e che si fa le canne con un bong gigantesco assieme a John oltre ad avere un controllo totale su quello che fa il suo amico.
Lasciando perdere tutto il discorso sulla sospensione dell'incredulità da parte dello spettatore perchè tutti i personaggi del film trattano Ted come una persona normale, il film di Seth MacFarlane ( il guru dei Griffin e di American Dad, cuccriculum televisivo da grande star) incuriosisce all'inizio, fa sorridere durante e lascia con un certo senso di disappunto poi.
Ted all'inizio è simpatico, ma probabilmente è favorito dall'effetto novità: del resto siamo abituati a ritenere un orsacchiotto di pezza qualcosa di puro, di angelico al fianco di un bambino che dovrebbe essere l'emblema dell'innocenza.
Ted non è così, è tutto il contrario,è sboccato, maleducato , irriverente e vedere a quali livelli di abiezione( relativa, diciamo le normali attività di un giovinastro qualsiasi del mondo d'oggi ) arriva all'inizio è divertente .
Poi sulla lunga distanza diventa un po' stancante sia questa sua ricerca della trasgressione sempre e comunque ( Bacco ,Venere, tabacco e qualche altra cosetta ) sia la conclamata minchioneria di John che a 35 anni è ancora immaturo e trascura la bellissima Lori che più che una fidanzata sembra una stampella a cui appoggiarsi .
Il film si avvita, gira su se stesso e addirittura azzarda una risibile svolta drammatica nel finale che fa dimenticare in fretta le battute efficaci sparse qua e là.
Il canovaccio del buddy movie è consolidato e Ted si limita a poche improvvisazioni sul tema: però un conto è se hai Lemmon e Matthau come aveva Billy Wilder ( che è stato un profeta del genere) e un conto se hai un attore che se la cava ma comunque poco impiegato nella commedia come Wahlberg e un orsacchiotto di pezza.
Altra pecca del film è frapporre troppi vestiti tra i nostri occhi e il corpo di Mila Kunis, disinnescandone la carica erotica. Ma forse questo è il prezzo da pagare alla Disney.
D'altra parte sono gustosi le apparizioni di un Ryan Reynolds gay, di Tom Skerritt,Norah Jones e di altre celebrità dello show biz, compreso Sam J. Jones, protagonista dello sci fi  d'annata Flash Gordon che si presta alla bisogna con invidiabile autorionia.
Ted ha l'aspetto dell'occasione sprecata per una seconda parte in calando, le battute risultano diluite sulla lunga distanza e risultano forse troppo timide e non così politically un-correct.
Forse covavo un po' troppe aspettative per un film che al massimo può aspirare a essere una disimpegnata visione estiva...

( VOTO : 5,5 / 10 )


Ted (2012) on IMDb

sabato 13 ottobre 2012

Alps ( 2011 )

Un'infermiera , facente parte di un gruppo di persone autodenominatosi Alpeis ( Alpi, la catena montuosa , nome scelto perchè sinonimo di immutabilità, ogni membro di questa organizzazione ha il nome di un monte, il loro capo si chiama Monte Bianco), offre a pagamento un servizio di sostituzione del caro estinto alle famiglie che ne fanno richiesta. Le prime quattro sedute sono gratis.
In pratica un esponente di questo gruppo si sostituisce al membro della famiglia scomparsa cercando di surrogarlo al meglio nelle sue attività , nei suoi pensieri e anche in ciò che dice.
Le sinossi dei film di Lanthimos ( Kinetta, Kynodontas e ora questo Alps ) dicono poco o nulla del suo processo di ricerca cinematografica che prosegue imperterrito seguendo un fil rouge sottile ma ben evidente in tutta la sua opera.
Lanthimos parla di traslazioni di linguaggio e il suo stile si fa sempre più astratto: se in Kinetta i protagonisti recitavano roboticamente verbali di polizia scritti da altri  riproponendo la dinamica di atti criminosi, se in Kynodontas la famiglia chiusa ermeticamente agli  stimoli esterni utilizzava un linguaggio alternativo per difendere il proprio rifiuto di accomunarsi al mondo circostante, in Alps , come dice lo stesso Lanthimos, si parla di persone che entrano in mondi che non appartengono loro, cercando in tutte le maniere di mimetizzarsi , recitando una parte per alleviare il dolore altrui.
Il nuovo film di Lanthimos come i due che lo hanno preceduto afferma con vigore l'idea di cinema del suo autore, pervicace nel mostrare una routine quotidiana che spesso sconfina nel vuoto pneumatico.
I personaggi che si aggirano nei suoi film sono marionette senza fili incapaci di emanciparsi e che si crogiolano in una vita senza prospettive.
E sta proprio qui la chiave di lettura: se in Kynodontas l'equilibrio fasullo della famiglia protagonista era spezzato da fattori esterni, qui le regole degli Alpeis vengono disattese, e del resto non stupisce che accada, proprio perchè una del gruppo che sta sostituendo una giovane tennista morta in un incidente, non solo ne surroga la presenza ma va molto oltre arrivando a voler diventare un membro in pianta stabile di quella famiglia.
Cosa impossibile ma l'empatizzare in questa maniera la situazione è una violazione grave alle regole degli Alpeis ( nessun coinvolgimento sentimentale ).
In Kynodontas il padre e la madre facevano di tutto per evitare che fattori esterni perturbassero il loro mondo di finzione, in Alps , Monte Bianco, il capo dell'organizzazione, vuole che i suoi sottoposti entrino nelle famiglie altrui per ripristinare ( illusoriamente) l'equilibrio perduto dalla perdita di una persona cara, recitando nella loro parte . E qui si ritorna a Kinetta in cui si recitavano verbali di polizia e simulazioni di atti criminosi con delle figuranti.
Le prospettive dei tre film sembrano diametralmente opposte ma sono legate intimamente tra loro e sono suggestive del cinema  antimaterico di Lanthimos che sceglie l'astrazione invece della narrazione.
Il suo è cinema teorico, estremo dal punto di vista stilistico con un uso frequente di sfocature e prospettive sghembe a decapitare i suoi personaggi.
La continuità tra Kynodontas ed Alps è testimoniata anche dalla presenza della brava Aggeliki Papoulia che in entrambi i film ha il ruolo del personaggio di rottura dello schema predefinito da altri, il granello di sabbia che fa inceppare un meccanismo altrimenti perfetto ( nelle intenzioni).
Ed è costante anche la presenza di antipersonaggi nel cinema di Lanthimos, degli involucri che racchiudono il vuoto al loro interno, incapaci per la maggior parte di agire autonomamente.
Ma forse anche di pensare autonomamente.
Avamposti di umanità a cui hanno tolto l'alito della vita.
In Alps forse non si toccano le vette di sgradevolezza toccate da Lanthimos nei suoi film precedenti ma siamo sempre al cospetto di un cinema disturbante come pochi.
Stavolta a un livello più cerebrale.

(  VOTO : 8 / 10 )  Alps (2011) on IMDb

venerdì 12 ottobre 2012

Paranormal activities (2007-2010-2011 )

PARANORMAL ACTIVITY ( 2007 )  di Oren Peli :'l' unica cosa paranormale di questo bidone sono gli incassi: quasi 200 milioni di dollari in tutto il mondo di cui circa 108 negli USA e circa 7 milioni di euro qui da noi. A fronte di un investimento di 15000 dollari, praticamente il costo di una telecamera e di qualche luce.
Ai due cuori e una capanna si è sostituito il due cuori e una telecamera. La capanna è diventata una villa niente male con annessa piscina e fantasma, almeno così sembra. L'operazione verità è malamente nascosta con stacchi quasi invisibili e un modo di recitare(?) molto casual: davanti (e molto spesso anche dietro visto che la maneggia lui per alcuni tratti) alla telecamera abbiamo Micah,appassionato di elettronica che è fidanzato con Katie,una stracciamarroni popputa simpatica come un sasso in una scarpa. E i due si dilettano nell'autovoyeurismo perchè a loro dire c'è qualcosa che non va. Si mettono una bella telecamera fissa in camera da letto e partono con il Grande Fratello notturno (ma le cosacce le fanno solo a telecamera spenta altrimenti Spielberg chiamava il Telefono Azzurro) per 20 giorni.
E quindi vai con il fast forward a ripercorrere tutta la notte sotto le lenzuola con l'armamentario de paura de noantri che consiste in luci che si accendono, porte che si muovono, ombre, rumori di passi ecc ecc...tutti effetti molto speciali a costo zero.
Paranormal activity è una gigantesca presa per i fondelli sponsorizzata da Peter Pan Spielberg e creata a tavolino da un marketing martellante e perlopiù falso che parlava di malori, mancamenti et similia. L'unica cosa che provoca questa colossale fregatura è un certo senso di disgusto per la sensazione di essere stato buggerato.
Ti rimane il dubbio che sia stato il cibo pesante: i fagioli con le cotiche forse non sono il massimo della digeribilità la sera. Per il resto basta guardare il trailer:nel film non c'è nulla altro. ( VOTO :  3 / 10 )
PARANORMAL ACTIVITY 2 ( 2010) di Tod Williams : un bidone al quadrato.
Meno effetto mal di mare, moltiplicazione delle telecamere, la confezione passata dalle incertezze di una  vera amatorialità mascherata malamente al deluxe senza neanche preoccuparsi troppo dell'effetto reality show e il giochino per incassare globalmente circa 180 milioni di dollari  è fatto.
Considerando poi che il budget per il film era di 3 milioni di dollari e la spesa per la promozione è stata di 25 milioni di dollari si comprende benissimo che questo è esclusivamente un prodotto di marketing selvaggio camuffato da cinema.
Stavolta la presenza demoniaca è nella casa della sorella di Katie protagonista del primo film che compare anche in questo numero 2 più debordante che mai.
Il solito armamentario di porte che sbattono, padelle che rumoreggiano a ogni refolo di demone, rumori strani, il cane di famiglia che abbaia a un punto indefinito fuori campo visivo.
I soliti trucchetti da regista de paura.
Paranormal activity 2 non è un seguito, è una sorta di remake accessoriato.
Se il primo film era come un'utilitaria superspartana , questa è una supercar full optional.
L'effetto novità è naturalmente perso per sempre in favore di un consolidamento delle coordinate stilistiche (si fa per dire ) del brand già a sua volta rimasticatura di altri prodotti di marketing analoghi.
Spazio anche a personaggi accessori come la figlia adolescente della coppia che, cascasse il mondo, ha sempre la telecamera in mano.
Un unico grosso dubbio però di fondamentale importanza: ma il cane che fine ha fatto?
Adottato dal veterinario? ( VOTO :  4 / 10 )
PARANORMAL ACTIVITY 3 ( 2012 ) di Henry Joost, Ariel Schulman : viene da chiamarlo il bidone al cubo perchè è proprio così. Perchè cambiare la ricetta di un prodotto comunque vincente al botteghino?
Siamo dalle parti del secondo film della serie ma questo è un prequel ambientato( malamente) a fine anni '80, prendendo in considerazione l'infanzia delle due sorelle viste nei precedenti capitoli.
Stavolta però c'è una regia come minimo un po' più varia che spazia dalla tecnica del found footage a stili di ripresa più "normali". Il problema è che la sceneggiatura è uguale a migliaia di altre. Il demone che infesta la casa si appalesa in modi tuttaltro che originali e si fa fatica a ricordare una sequenza in particolare proprio perchè tutto quello che vediamo è di seconda mano, masticato e rimasticato.
Gli spaventi sono quasi tutti relegati nel finale ed anche quella è roba che rientra ampiamente nel mare magnum del deja vu.
Diciamo che comunque questo è il meno peggio dei tre, raro caso di un sequel/prequel migliore dei film che lo hanno preceduto.
Ma da qui a dire che è un bel film ce ne passa parecchio.
Sta arrivando il quarto della serie, schedulato per l'uscita nelle nostre sale per la data del 22 novembre.
Sto già tremando. Ma non è la paura. ( VOTO : 4,5 / 10 ) 

giovedì 11 ottobre 2012

La faida ( 2011 )

Nik, diciassettenne e Rudina , quindicenne in un paesino albanese conducono  una vita costellata di sogni( aprire un internet cafè per lui e studiare all'Università lei, visto che è così brava a scuola) che si scontra quotidianamente con una realtà piuttosto avara di soddisfazioni.
Un fatto  sconvolge le loro vite: il padre è implicato nell'uccisione di un vicino per futili motivi e fugge per non farsi arrestare. La famiglia dell'ucciso medita vendetta  e il bersaglio sono proprio i membri maschi della famiglia. Nik si ritrova così recluso in casa suo malgrado, Rudina deve fare il lavoro che faceva il padre.
E' la dura legge della faida, un occhio per occhio / dente per dente che ha ancora la sua ragione d'essere nella campagna albanese.
Se la Cina non è mai stata così vicina idealmente , con La faida di Joshua Marston, regista californiano rimasto affascinato chissà perchè da questa storia di vendette dal sapore tribale, ci accorgiamo di quanto possa essere lontana l'Albania nonostante la sua vicinanza geografica.
E notiamo anche di quanto sia un Paese a diverse velocità: quella del carretto di Rudina che consegna il pane tutte le mattine al ritmo placido del suo cavallo , quella dei concorrenti che consegnano molto più velocemente di lei con l'auto, rubandole il lavoro, o la confusione di Scutari che a confronto pare una metropoli.
La faida  è una storia di sogni spezzati, di angeli a cui hanno strappato le ali, la vendetta che deve essere perpetrata per ua questione d'onore è un qualcosa che lega l'uomo al suo lato bestiale , ma soprattutto lo lega a un passato sanguinario fatto di rituali al di sopra delle leggi attuali.
La cosa che stupisce infatti è che in questa storia la presenza della polizia e della legge è solo un dettaglio e viene fatto tutto alla luce del sole, non viene nascosto nulla.
E' certo solo che il sangue debba essere ripagato con altro sangue, come è chiaro che da questa storia è impossibile uscire: deve il padre stare in prigione per restituire la libertà ai suoi figli, o devono i figli sacrificare le loro vite per garantire la libertà al padre?
Non c'è soluzione.
La faida è un film che fa del realismo la sua cifra stilistica dominante: i due attori che interpretano Nik e Rudina pur avendo non indifferente presenza scenica conservano il loro approccio da  non professionisti, i loro sono i sogni rasoterra per i nostri standard eppure in un contesto ambientale e socioculturale del genere , conservano l'impalpabilità di qualcosa che non diventerà mai reale.
L'Albania descritta è un mondo a parte prigioniero di riti ancestrali conservati nei secoli ma che sente il bisogno urgente di modernizzarsi.
La faida racconta un pezzo di pianeta che vive a una velocità diversa rispetto agli altri.

( VOTO 7,5 / 10 ) 

The Forgiveness of Blood (2011) on IMDb

mercoledì 10 ottobre 2012

SOS veterinario - Bondi Vet

Stasera un post un po' diverso dal solito. Parlerò di una trasmissione televisiva.
Di solito non vedo mai programmi televisivi ma questa è la classica eccezione che conferma la regola.
Stavolta c'è un motivo: è da un po' di tempo che mia figlia si è appassionata stranamente a una trasmissione, SOS veterinario- Bondi Vet ( dove Bondi si pronuncia Bondai ed è un bellissimo sobborgo di Sidney tutto spiagge,gnagne  e onde su cui surfare)  che va in onda su SKY . Mi chiede di registrarla e poi ogni sera dopo cena appena prima di andare a dormire la vuole vedere monopolizzando il televisore.
Eppure...eppure quello sguardo da furetta non mi dice niente di buono.
Lei da grande ha detto che vuole fare la veterinaria e quindi forse vuole prendere appunti per il futuro...
Però non mi convince. Secondo me visto che ha dieci anni e cominciano le prime innocenti cotte si è innamorata di Chris Brown.
Vi chiederete : ma chi cazz...è Chris Brown?
Ecco questa è una sua foto: ci rivediamo dopo il salto.


Bruttino , vero?
Questo ragazzone alto quasi due metri , biondo e bello come il sole, con addominali tartarugati da tronista sembra perfetto per una puntata di Baywatch per sole donne.
Invece è un veterinario che si è inventato questo show televisivo (  Bondi Vet in originale, SOS veterinario nella versione italiana) in cui fa vedere il suo impegno quotidiano nella clinica dove lavora e tutti i casi umani e animali che gli capitano.
E fa un numero da circo niente male: ipnotizza galline.
Giuro, è vero! Prende la gallina la mette a pancia sopra, le comincia a passare dolcemente un dito sullo sterno e quella dopo qualche secondo è come in trance. La lascia e lei sta ferma lì, a pancia sopra e non si muove finchè lui non le tocca leggermente la testa.
Spesso vedo la trasmissione con mia figlia e le dico che lui non lo sa ma io e Chris siamo gemelli separati alla nascita.
Lei mi guarda e qualcosa non le ritorna ma poi si mette a ridere: forse saranno i miei addominali non così tartarugati o i miei capelli non più biondissimi.
Comunque piace anche a me come perchè mescola nelle giuste dosi il realismo e lo show televisivo: qualche volta forse punta un po' troppo sui sentimenti ma non credo che sia un male.
Solo chi ha un animale in casa sa quanto ci si può affezionare a lui.
Comunque mia figlia a Chris se lo mangia con gli occhi ogni volta che è sullo schermo.
Chissà che cosa ha lui che io non ho.
Ah non ve l'ho detto?
Io e Chris siamo colleghi.
Lavoriamo a svariate migliaia di kilometri di distanza ma facciamo lo stesso lavoro.
E vi assicuro che è bellissimo.

Lanterna verde ( 2011 )

Per l'ennesimo supereroe tratto dal mondo dei fumetti stavolta gli studios non hanno badato a spese. Hanno stanziato ben 200 milioni di dollari per un film che avrebbe dovuto essere la prima parte di una trilogia dedicata al personaggio della DC comics. Uso il condizionale perchè gli incassi hanno permesso a malapena di coprire le ingenti spese ( boxofficemojo parla di un incasso globale di 219 milioni di dollari ) e quindi ancora non si sa se e quando verrà dato un seguito di questo film.
In rete comunque si vocifera di un sequel ma ancora non c'è nessuna certezza.
Parlando invece del Lanterna Verde originale occorre fare una doverosa premessa: non ne avevo mai sentito parlare ma spigolando in rete ho appurato che è uno dei personaggi più di culto del mondo dei comics per cui le sensazioni all'inizio era buone.
Appena cominciato a vedere il film queste buone sensazioni si sono trasformate in  perplessità: intrigante l'idea di una polizia intergalattica che controlli l'universo, bella la caratterizzazione del cattivo che è un angelo che ha scelto la tenebra o il lato oscuro della forza ( tra Lucifero e Darth Vader verrebbe da dire ) ma perchè quel cavolo di anello deve finire al dito di uno antipatico come l'Hal Jordan ( Ryan Reynolds) di questo film?
Un Top Gun all'amatriciana ( vedere la sequenza del duello aereo posta all'inizio del film), un surrogato del giovane Tom Cruise purtroppo senza averne il carisma, il classico ragazzone cresciuto a vitamine e football americano che nonostante i suoi tentativi ispira antipatia al primo incontro.
Ecco, se non scocca la simpatia per il supereroe di turno, allora gran parte del film ce la siamo giocata.
Stavolta non è proprio così: il film, tutto virato al verde  rivela avere un' impronta visiva decisa e degli effetti speciali decisamente adeguati e,  lasciando perdere il protagonista , tutto quello che lo circonda è molto meglio di lui.
Lo spettacolo regge, certo non siamo a livelli di passione pura ma neanche di noia senza fine.
Insomma Lanterna Verde è un film che non lascia troppi effetti collaterali dopo la visione in cui paradossalmente per il genere il punto più debole risulta essere proprio il protagonista.
Essendo il primo di una trilogia nelle intenzioni degli autori è normale che sia ricco di interminabili spiegazioni sia per introdurre questa visione globale dell'universo , sia per introdurre i vari personaggi.
Se mai ci sarà un sequel, senza la zavorra di troppi spiegoni le cose andranno meglio.
Lanterna Verde pur essendo un prodotto molto curato non ha quel quid che lo faccia entrare nel cuore  e nella testa di chi non conosce il fumetto che comunque potrà seguire agevolmente la storia.
Si avverte la volontà di fare qualcosa di più adulto e non rivolto solo ad adolescenti brufolosi in cerca di sensazioni forti al cinema , ma siamo lontani dall'eccellenza.
E poi chissà perchè l'universo di Lanterna Verde mi è sembrato quasi una crasi tra quello di Superman e quello di Thor....

( VOTO : 6 / 10 )  Green Lantern (2011) on IMDb