I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

mercoledì 9 luglio 2014

Il mio quattrozampe e io : Ismaele e i suoi 14 gatti....

Cenza
Oggi puntata monstre della nostra rubrichetta tanto amata  Il mio quattrozampe e io.
Soprattutto perché le quattrozampe sono diventate più di una cinquantina e anche gli intervistati sono diventati due .
E senza l'intervistato numero 2, cioè Adele, la compagna di Francesco/Ismaele, probabilmente oggi non avremmo potuto pubblicare questa gustosissima chiacchierata, tutta da leggere.
Cominciamo subito che le domande scalpitano e l'intervista ha spesso risposte doppie, un po' come in televisione.

1) Ciao Ismaele, Ismaele o Francesco ? perché sul tuo blog nel tuo profilo c'è scritto Francesco...
(le risposte sono doppie, siamo in due a casa, Adele e io, sarebbe impossibile respirare altrimenti)
F. – In realtà ho tre blog, Ismaele (omaggio a Herman Melville) cura quello di cinema http://markx7.blogspot.it/, franz (omaggio a Franz Kafka) cura quello di letteratura, ma non solo http://stanlec.blogspot.it/, e Francesco cura quello sull’alimentazione, ma non solo, http://amareproduzioniagricole.blogspot.it/

2) Presenta i tuoi amici a quattrozampe 
 Mumu detta anche Esplo (Esploratrice). 18 anni. E’ un po’ giù, a volte, per fa un miagolio lungo e strano:
Ciccillo e Pasquina
da qualche mese se n’è andata la sorella, Orsa. Hanno vissuto sempre insieme, in un fazzoletto di terra che separa la nostra casa da quella di Simona, la nostra vicina, anche lei gattara. Nella rete che divide le due proprietà anni fa abbiamo fatto un buco: Mumu e Orsa così hanno sempre avuto due case, due ciotole d’acqua e cibo.
E’ una grassona, molto fiera ed indipendente. Zoppica un po’ ma è ancora velocissima.

Mosé (detto Il Papa): capobranco da quando è morto Cenzo. Anni 9. Gattaccio tigrato grigio recuperato da una strada trafficatissima quando era un micino. E’ il boss dell’isolato. Sempre in giro. Bello. Grande. Un bel testone. Non si fa toccare se non raramente. Molto aggressivo con gli altri maschi dominanti: epiche le risse con il Rogna, un randagione nero a cui hanno sparato-sic- e che ha avuto un blocco intestinale, operato con successo, e con Minnie, un maschio pelosissimo di Simona. Il Rogna è morto investito: era un gatto intelligentissimo . Si è lasciato curare nelle due occasioni (quando gli hanno sparato il vet ha dovuto amputargli la coda) senza battere ciglio: iniezioni, flebo, clisteri. Poi, fuori casa, menava tutti.

Caparezza. Femmina sempre spettinata a pelo lungo. Bianca con una macchia allungata nera e miele in testa. Anni 15 più o meno. Testarda come un mulo. Molto affettuosa. Da un po’ vuole stare sempre in casa. Fa “la pasta” in modo molto energico addosso: abbiamo un sacco di maglioni bucati da Caparezza!

Sguerci. Femmina. 10 anni, color scaglia di tartaruga. Ha un occhio solo e pure bacato, l’altro lo ha perso per la rinotracheite, che ora è cronica. Quando è piena di catarro spara moccio dal naso. Va curata ogni mese e mezzo - due con antibiotico. E’ la gatta più buona del mondo. Lecca tutti gli altri, gioca con tutti, i piccoli che negli anni sono arrivati senza mamma si attaccano per mesi alle sue mammelle secche e succhiano e lei sta lì a farsi succhiare. Quando c’è aria di rissa si defila. E’ sempre contenta. Le piace uscire nelle belle giornate e stare sdraiata al sole. In questo periodo non vuole rientrare mai, nemmeno di notte. Ma non vede un tubo e quindi di notte andiamo a recuperarla per farla dormire in casa.

Sguerciolina detta Nini. Femmina. 9 anni. Tricolore. Un timpano rotto. Tiene la testolina un po’ di lato e
Grigetto
a volte gira in tondo. Sta male. Insufficienza renale. Mangia poco. Flebo e Nelio a manetta. E’ sempre stata una pazza. Imprevedibile. Logica totalmente aliena.

Moseina detta Principessa. Anni 7. Femmina. Tricolore. Magra, agile e furbissima. La più furba di tutti. E’ stata nutrita e allevata da Caparezza e Cassettina (un’altra gatta storica che non c’è più): il vet l’ha trovata in una scatola davanti alla porta del suo ambulatorio e siccome Caparezza aveva appena partorito, ce l’ha data. Moseina non ama stare con gli altri gatti (la Principessa) ma con noi è molto affettuosa, vuole dormirci addosso. Le piacciono molto i biscotti ed il pane.

Jimi. Femmina. Anni 7. Bianca e nera. Pelo semilungo. Grassona. Sorella di latte di Moseina. Jimi perché assomigliava a Jimi Hendricx. Selvatica. Morde. Ora ha rotto i due canini superiori, non si sa come, e quindi fa meno male, ma morde lo stesso. Per giocare. Non miagola quasi mai: quando era piccola, pensavamo fosse muta. Invece qualche suono lo emette, raramente.

Cenza. Anni 5 circa. Femmina. Nera. Una gattona lunga e robusta. Chiamata così in onore di Cenzo. Indipendente ma affettuosa. La mattina quando si sveglia è piena di energia: fusa, corsette sul letto, voglia di uscire…E’ ancora molto giocherellona. Uccellini, lucertole ecc. E’ sempre in giro, è stata anche avvelenata con del lumachicida (forse lo ha mangiato lei da sola, mah), ma si è salvata grazie alle cure di Andrea, il nostro Vet.

I tre fratelli Grigetto, Mosé Vescovo, Codina. Anni 3. Figli, come Ciccillo, di una gatta, la Mamma
Foto di gruppo
Bianca, che è stata con noi solo qualche anno e nemmeno stabilmente e poi è morta di Fip, come la sorella di Ciccillo.
Grigetto è un “barroso”, uno che vuole far vedere a tutti quanto è figo ma poi se la fa sotto appena vede Mosé papa, che è grosso il doppio di lui. E’ scontroso con tutti e ha solo una tonalità di miagolio, sia per quando è contento sia per quando è incazzato.
Mosé Vescovo è il gatto che abbraccia. Vuole venire in braccio e ti mette le zampe sulle spalle. Assomiglia moltissimo al Mosé Papa, ma ha il pelo lungo come la Mamma Bianca, potrebbe essere suo figlio.
Codina: Tricolore a chiazza. Molto indipendente e sospettosa, ma dentro casa ti lecca in testa e sulla faccia. Ha una strana coda, per un tratto senza peli e alla fine con un gran pennacchio. Da piccola ha subito un trauma (è rimasta schiacciata in un cancello? Una porta? E’ stata picchiata?...E’ ritornata così, con la coda malconcia, ma siamo riusciti a non amputarlgliela).

Ciccillo, anni 2, Maschio. Nero, bianco, grigio. Parla moltissimo. Versi di ogni tipo. Chissà cosa dice. Specie con Pasqui, l’ultima arrivata. L’ha adottata, la segue ovunque, dorme con lei, esce sul pianerottolo e la chiama e non si sposta finché lei non arriva.

Nerina. Anni non si sa. Almeno 10. Bianca e nera, con una mascherina di Zorro sul muso. Quella che si vede di meno. Vive in cortile. Raramente viene in casa. Ha troppa paura. Vorrebbe: si mette sul pianerottolo davanti alla porta ma quando apro scappa via. E’ l’ultima a mangiare perché si avvicina dopo che hanno mangiato gli altri. In cortile non si lascia toccare. Quando viene in casa sì.
Jimi


Pasquina. Sei-sette mesi? Trovata il giorno di Pasqua per strada. Urlava come una disperata, ha un vocione che si sente a distanza. Era magra ma pulita. Fuggita? Scaricata? Chi lo sa. Non ha paura degli umani né dei gatti. E’ una ladra: con la bocca ruba elastici per i capelli, foglie, buste di plastica e le porta tutte in una sua cassetta di cartone. Bianca e grigia, ha una coda lunghissima. Non vuole mai uscire, se non la notte. 

3) Una dinastia degna di Beautiful. Come è vivere con 14 gatti, se ho contato bene?
F. - Cambiano la vita, qualche volta ti fanno arrabbiare, ma molte più volte ti fanno stare meglio.

4) Hai mai pensato ad altri animali da compagnia che non fossero i gatti?
F. - Mai toccato un animale prima dei gatti,alla gatta della vicina erano nati quattro gattini, diciotto anni fa, e da allora è iniziato tutto. Di quelli, solo Esplo è ancora viva.
Adesso prendo anche gli uccellini vivi che ti portano come omaggio, penso, quando posso salvo le lucertole, niente cani.
5) Come riuscite a farli convivere così tranquillamente , almeno a quanto sembra da come scrivi?
A. - Non convivono tranquillamente! E’ un casino! Alcuni si odiano ferocemente e non si capisce perché (Moseina non sopporta Mosé vescovo, Codina non sopporta Pasquina…). Devono mangiare a gruppi separati se no si scannano (anche perché alcuni devono mangiare cibi diversi per patologie varie)
Le due Sguerce
F – Ognuno ha i suoi alleati e nemici, altri amano tutti, a volte si ignorano, vivono e lasciano vivere.
6) Come è il vostro veterinario, visto che con tutti questi gattoni sicuramente vi vedrete piuttosto spesso?
A. - Andrea è un tipo incasinato. Perde sempre tutto, come me. Un giorno mi ha persino prestato un cacciavite per scardinare una finestra ed entrare a casa – nella fretta di andare da lui con Nerino, un gatto con la leucemia, avevo dimenticato le chiavi.
Chiunque altro mi avrebbe detto: “Ma sei pazza? Spaccare un infisso?”. Lui invece quando gliel’ho detto ha replicato “Anche io farei così”.
F.-. praticamente siamo diventati soci, ho imparato a fare le iniezioni, si scherza molto, è sempre disponibile, non ha orario di chiusura

7) Andrea mi ricorda tanto me stesso, o forse noi veterinari siamo tutti un po' così. Perché ti piacciono così tanto i gatti?
F – siamo noi che piacciamo a loro, non a tutti sempre e non solo perché dai loro da mangiare.
A volte ti aspettano e ti parlano, ma purtroppo noi non capiamo la loro lingua, in senso letterale

8) So che è brutto dirlo e che sono una brutta persona a domandartelo: ma c'è un tuo preferito o una tua preferita tra di loro?
A. – Sguerci, senza nessun dubbio.
F. – Tanti, Mosè vescovo, che mi cerca e mi abbraccia, quando vuole, e solo me, Codina, che a volte mi lava i capelli leccando la testa, Macchia, il primo che è morto, 13 anni fa, che quando mi vedeva si lasciava cadere a terra e si faceva accarezzare la pancia e la testa.

9) Avere 14 gatti è un impegno piuttosto gravoso e non solo economicamente: a quanto hai dovuto rinunciare o a che cosa a causa loro?
Moseina
A. - Alle vacanze insieme. Nessuno, tranne Simona, la nostra vicina, è disposto a prendersi cura di 14 gatti (sono stati anche 22). Alla pulizia della casa: è sempre un gran casino di peli e polvere (I gatti escono in cortile e poi entrano la notte o quando vogliono).
F. – Alle vacanze insieme. Simona è stata a Roma per lavoro un po’ di anni, finalmente è tornata. Per i soldi siamo in due e lavoriamo entrambi, quindi no problem.

10) Avete una vicina che è gattara come te: il gatto che le ruberesti e perché?
A - Gino.
F.- Decideranno i gatti

11) Solita domanda marzulliana: se i tuoi gatti fossero un film , un libro o una canzone, se vuoi anche uno per gatto...
F. - Il gatto con un occhio solo, di Paula Fox

12 ) E se fossero un personaggio cinematografico, televisivo o letterario?
F. - La pantera rosa, in cartone animato, e gatto Silvestro.

13) Hai in mente di allargare ancora la famiglia felina o basta così?
F. – il dio dei gatti randagi deciderà

14) Nella tua prossima vita vorresti essere un gatto, oppure chi vorresti essere?
F. – Un gatto nullafacente dev’essere il massimo, non sanno che devono morire; e godono di ogni cosa, volta per volta, senza ansia per il domani (e quando dormono sono bellissimi).

15) Titoli di coda: dìte tutto quello che volete a chi leggerà questa intervista....
F. – Dice qualcuno: da quando conosco gli esseri umani, amo gli animali.
A. -I gatti assomigliano alle persone. Spesso quando vedo visi umani mi viene da confrontarli ai gatti. Anche alcuni comportamenti: a volte penso “Sguerci in questa situazione farebbe così, Grigetto cosà”.

E con questo è tutto.
La prossima settimana sarà il turno di The Obsidian Mirror che aveva saltato la sua intervista causa ferie.
Vi ricordo che se volete potete sempre iscrivervi alle interviste de Il mio quattrozampe e io commentando direttamente qui oppure qua.
Su , non vi fate pregare....













martedì 8 luglio 2014

The Raid 2 : Berandal ( 2014 )

Rama ha appena terminato la sua prima missione in polizia  e ha lasciato dietro di sé una quasi interminabile scia di cadaveri ( per i dettagli si rimanda a The Raid: Redemption di cui abbiamo già parlato  qui ) e si accorge che in realtà il lavoro serio deve ancora arrivare.
Il suo compito è di infiltrarsi nella gang di un potente boss della mala, acquistare la sua fiducia scalando posizioni nelle gerarchie della sua banda e scoperchiare il calderone di corruzione che vede insieme altri mafiosi indonesiani e alte sfere della polizia.
Per fare questo deve rinunciare alla famiglia per molto tempo, andare in prigione e lottare come non ha mai fatto in vita sua.
Dove eravamo rimasti?
A una delle più esaltanti sorprese filmiche arrivate qui sui lidi italiani nel 2012 ?
Alla storia di questo gallese grosso come un armadio , trapiantato a Jakarta e che si è appassionato al Silat, arte marziale indonesiana ad alta velocità che si basa sulle movenze della tigre?
Oppure a Iko Uwais campione nazionale di Silat che a dispetto di una faccia un po' così e di due orecchie che lo fanno sembrare un taxi con gli sportelli aperti è una delle armi più letali arrivate su grande schermo fin dai tempi di Bruce Lee?
Si, ecco partiamo da questo e tuffiamoci a capofitto nei 150 minuti di The Raid 2 : Berandal un film che ha l'aria di essere un altro capitolo definitivo per quanto riguarda il genere action e di arti marziali.
Se il primo film era strutturato come un videogame senza troppi orpelli, divagazioni e notazioni a margine in questo caso è ben evidente l'ambizione di Gareth Evans (che ha diretto, montato e sceneggiato il tutto) nel creare una impalcatura , leggasi sceneggiatura, che incastonasse meglio le successioni di sequenze ad alto tasso adrenalinico che vengono snocciolate senza requie durante la visione.
Ci è riuscito?
Forse si ma a dir la verità quando uno viene assalito da una messe copiosissima di sequenze che ti mandano il cuore, i polmoni  e gli intestini immediatamente dietro le tonsille , non è che badi troppo alla trama.
Che comunque c'è, sembra quasi che Gareth Evans si sia richiamato al cinema hongkonghese di John Woo per ricreare una base da cui far partire le saette del suo cinema.
Mi farò molti nemici ma The Raid 2 : Berandal mi ha fatto riconsiderare al ribasso film di assoluto rilievo nelle mie preferenze come i due Kill Bill ( mi dispiace ammetterlo ma qui siamo a un livello superiore per quanto riguarda coreografie e combattimenti) e tutto quel cinema orientale ad alto numero di ottani che qui a bottega è idolatrato.
Perchè il film di Gareth Evans asfalta senza troppi problemi anche la quasi totalità di thriller coreani che adoro follemente.
E' qualcosa di semplicemente oltre, un'esperienza multisensoriale in cui le mani sono più veloci dell'occhio e del cervello e l'illusione cinematografica vola altissima piroettando dietro coreografie che non hanno eguali, almeno al momento.
Troppo entusiasmo?
Forse , ma è del tutto giustificato, lo spettatore viene sottoposto a un tour de force di godimento suino in cui si parte da un quindici contro uno in un bagno, a una lotta in mezzo al fango tutti contro tutti in cui abbondano braccini spezzati e gambette frantumate, per proseguire poi con una sequenza all'interno di una macchina che ricorda parecchio un'analoga scena di I saw the devil, ma qui la regia è ancora più pirotecnica , a un inseguimento ad alto numero di ottani in cui spuntano le armi da fuoco ( reperto occasionale in un film in cui va bene tutto come arma, dalla mano fino all'ascia bipenne ), a uno scontro in un vagone della metropolitana tra una gentile donzella armata di due martelli da calzolaio contro una banda di brutti banditi ( e indovinate chi vince), fino agli scontri finali a cui va incontro Rama, tra cui uno interminabile all'interno di una cucina di ristorante.

Non ci sono parole per descrivere il tutto, è un fiume in piena che investe tutto e tutti , è una nuova pietra di paragone nel cinema di mazzate, qui si schiantano teste con la mazza da baseball ( e il rumore che fa la mazza che incontra la testa è un suono che ti rimane in testa anche ben oltre i titoli di coda), si rompono vetri, muri e chi più ne ha più ne metta.
E ci si chiede come diavolo abbia fatto il buon Evans a girare il tutto, la macchina da presa è sempre lì in mezzo a disegnare ghirigori esattamente come le mani e le gambe che mulinano nell'aria durante gli interminabili combattimenti.
Non so quasi trovare le parole per descrivere The Raid 2 : Berandal.
Posso solo esortare a vederlo, non ve ne pentirete sicuramente.
Io ero talmente impaziente che non ce l'ho fatta ad aspettare il 10 settembre, giorno dell'uscita del dvd in Italia ( solito terzomondo cinematografico, è uscito dovunque al cinema mentre da noi, con la merda che mandano su grande schermo non c'era proprio lo spazio per farlo uscire?).
E comunque il 10 settembre, o giù di lì , il dvd sarà mio.

( VOTO : 9 / 10 ) 

The Raid 2 (2014) on IMDb

lunedì 7 luglio 2014

Assault on Wall Street ( 2013 )

Jim è un newyorkese come tanti, fa la guardia giurata ed è abituato a lavorare dalla mattina alla sera oltre che ad avere una vita moderatamente infelice. Lui ha il sogno di avere un bambino ma al momento non è possibile perché la moglie è malata, sta debellando un cancro.
Un brutto giorno si accorge che la sua assicurazione sanitaria non copre più le spese per le costose cure della moglie, vanno avanti esaurendo il plafond delle loro carte di credito e siccome non basta più Jim convoca il suo broker per riavere quello che ha investito in fondi bancari.
Ma quei soldi non ci sono più falcidiati sotto la catastrofe finanziaria dei mutui sub prime, anzi si ritrova con un bel debito sulle spalle, con la moglie malata e il rischio che gli pignorino casa.
E perde anche il lavoro.
Ce n'è abbastanza perché uno sbrocchi: ma Jim , che non ha nulla da perdere, lo fa con classe....
Uwe Boll incontra la crisi economica mondiale e la risolve a modo suo....
C'era un tempo in cui i film realizzati dal regista teutonico erano sinonimo di spazzatura senza speranza eppure , pur non avendo abiurato per nulla al proprio stile spiccio e brutale, qualcosa nel suo cinema è stato messo meglio a fuoco e anche una rapa come lui , non dico che ha cominciato a sanguinare come in quel famoso detto, ma perlomeno si arriva alla fine della visione senza l'insopprimibile bisogno di spegnere e mandare tutto in malora.
Oddio, la prima metà di questo Assault on Wall Street ce la mette tutta a farti interrompere la visione: al povero Jim, una specie di armadio semovente con le fattezze di Dominc Purcell che quando si tratta di menare le mani o sparare non c'è problema ma quando si tratta di recitare, di fare il marito amorevole e delicato ( con quei due badili che ha al posto delle mani) oppure quando si tratta di spremere i canali lacrimali diventa una specie di mortadellone con le unghie, e alla moglie , bellina parecchio, ne succedono di tutti i colori che quasi ti chiedi se questo concentrato di sfiga cosmica  che li assale a tradimento sia un disegno divino oppure una maledizione voodoo.
E in questo passare da una sfiga all'altra aumenta l'empatia che si ha per il personaggio principale che assume sempre più le sembianze del cane bastonato , diventa quasi un orsacchiotto di peluche assalito da orde di bracconieri.
Uwe Boll è furbo, molto furbo: questi 50 minuti buoni passati a descrivere la discesa nell'abisso di Jim servono solo a mettere su un vassoio d'argento l'empatia dello spettatore per il povero Jim preparandolo alla sanguinosa vendetta da parte dell'ex guardia giurata.
Servono a fornire una sorta di giustificazione, una riabilitazione morale per uno che , a conti fatti, uccide a sangue freddo, sembra vittima di un raptus come fu il Michael Douglas di Un giorno di ordinaria follia, ma in realtà è autore di una spietata vendetta pianificata nei minimi particolari.
Omicida senza che nemmeno l'ombra del rimorso attraversi la sua coscienza, che però uccide tutti i broker cattivi e gli avidi finanzieri che si muovono indisturbati nei corridoi di Wall Street nonostante abbiano ridotto milioni di famiglie al lastrico.
Chi non ha mai pensato che questi signori non avessero pagato abbastanza per il danno socioeconomico da loro provocato?
Chi non ha un moto di schifo quando la gente muore di fame e loro continuano a prendere bonus milionari a spese di coloro che hanno mandato in mezzo a una strada?
Uwe Boll cavalca questo sentimento popolare tra critica sociale e populismo bieco infarcendolo di una cospicua dose di qualunquismo e, come sempre, usa la clava per esternare il suo pensiero dirigendo un film che , al solito, colpisce più la pancia che il cervello.
Ma Uwe Boll è questo : prendere o lasciare.
Per un sacco di tempo ho lasciato, ma ora comincio a prenderlo.
In fondo ogni tanto film di pancia come questo, grezzissimi , inattendibili dal punto di vista della verosimiglianza ( SPOILER SPOILER SPOILER perché uno a Wall Street non credo che possa entrare così facilmente , armato fino ai denti e dopo aver sparato e ucciso farla anche franca grazie a un suo amico poliziotto FINE DELLO SPOILER FINE DELLO SPOILER FINE DELLO SPOILER) ogni tanto fanno bene.
E comunque la parte in cui comincia la carneficina è quella che gli riesce meglio.Qui è messa alla fine del film e bisogna attenderla per un po'.
Uwe Boll regista specializzato in mattanze.

( VOTO : 6 / 10 ) 

Assault on Wall Street (2013) on IMDb

domenica 6 luglio 2014

Captain America : The Winter Soldier (2014)

Steve Rogers si accorge a spese della sua moralità granitica che l'epoca in cui è capitato dopo che è stato scongelato è ben diversa da quella in cui era abituato ad operare: lo capisce quando una misteriosa organizzazione  per mano di The Winter Soldier uccide il suo capo Nick Fury.
Ora Steve , che è stato avvertito da Nick di non fidarsi di nessuno, è braccato da coloro che credeva al suo fianco e in un mondo in cui nulla è ciò che sembra si avvicina al rendez vous con il terribile The Winter Soldier che però gli sembra troppo familiare per essere uno sconosciuto...
Mi toccherà fare outing: nella mia vita non ho mai avuto un rapporto stretto coi fumetti Marvel, ne ho letti pochissimi e praticamente solo per coincidenze particolari e quando mi è capitato di scegliere tra cosa scegliere nell'universo Marvel , Captain ( o all'italiana Capitan) America non l'ho mai sfiorato nemmeno per sbaglio.
E l'ho fatto apposta perché colpevole di un pregiudizio: secondo me un eroe che si chiama Captain America con quel costume a stelle e strisce, quello scudo stellato e quel nome mi puzzava tanto di sciovinismo americano, ma di quelli più biechi, cioè del tipo " noi siamo americani, semo i mejo fichi del bigoncio e voi nun contate un cazzo, con rispetto parlando".
Una cosa degna di Onofrio Del Grillo, insomma.
Forse anche per questo ho evitato appositamente il primo film su di lui, mentre questo su pressante richiesta della figliolanza l'ho dovuto vedere.
E , considerate queste premesse, spero che i puristi dei fumetti Marvel , perdonino il mio approccio da ignorantone riguardo alla materia.
La cosa che più mi ha piacevolmente stupito in questo secondo capitolo delle gesta del Capitano è che non ci troviamo di solito a una delle classiche bimbominkiate per adolescenti in crisi ormonale in cui è tutto un esplosione o un effetto speciale.
Anzi a dirla tutta, a parte qualche licenza poetica, il mondo in cui si muove Captain America è terribilmente reale, un coacervo di doppi e tripli giochi, di tradimenti e di pugnalate alle spalle che hanno poco di sci fi.
Captain America : The Winter Soldier è fondamentalmente una spy story ad alto numero di ottani , adrenalinica ed action, di stampo abbastanza classico che però è stata bardata col vestito buono della modernità, anzi della postmodernità visto che molti dei gadget che ci vengono gentilmente mostrati durante le due ore abbondanti di film appartengono alla lista dei sogni del cassetto di qualsiasi inventore.
E' un approccio adult oriented , con tanto di parolacce ma soprattutto la sceneggiatura non è il classico scontrino della spesa che serve più o meno da tappeto elastico per far svolazzare da una parte all'altra dello schermo supereroi e antagonisti.
Se i film tratti dalla Marvel Comics hanno tutti più o meno un aspetto fumettoso, questo Captain America : The Winter Soldier  si distacca nettamente dal resto della ciurma proponendosi come un elegante divagazione spy/ action che a tratti ricorda ( o cita, oppure si fa beffe , ancora non ho capito bene) le migliori bondate di questi ultimi anni.
I registi Joe e Anthony Russo ( due che hanno lavorato in televisione più che altro e che vantano solo un titolo di relativo rilievo come Welcome to Collinwood nel loro curriculum) sono bravi a equilibrare le diverse anime che vivono all'interno del film e soprattutto riescono a dare uno spazio adeguato a tutti i personaggi in campo.
Non solo Captain America ( ma a Chris Evans i muscoli glieli hanno aggiunti in postproduzione o col Photoshop?) ma anche una guizzante Vedova Nera a cui Scarlett Johansson dà volto e curve, un volitivo Nick Fury al quale Samuel L. Jackson dona tutto il suo carisma e un cattivissimo Robert Redford ( se non è un inedito poco ci manca ) che è estremamente convincente nell' impersonare un villain ambasciatore della tentacolarità del male.
Insomma mi , anzi ci, siamo divertiti e il tempo è passato in un attimo....
E bravo Captain America!!!

( VOTO : 7,5 / 10 ) 

Captain America: The Winter Soldier (2014) on IMDb

sabato 5 luglio 2014

The Big Wedding ( 2013 )

Alejandro, brillante laureato ad Harvard vuole sposare la bella Missy, sua fidanzata.
E fin qui niente di male.
Alejandro è figlio adottivo di Don e Ellie che però non stanno più insieme da tempo.
E questo è un problema perché il giovane ha invitato anche la sua madre biologica al matrimonio e lei è una cattolica bigottissima che non tollererebbe divorzi e tutte le altre amenità di cui è ricca la famiglia di Don ed Ellie che così fingono di stare ancora insieme ad uso e consumo della signora colombiana.
Ma poi ci sono anche gli altri due figli di Don ed Ellie, con una vita disfunzionale al massimo, c'è la fidanzata di Don , c'è un prete che ama la religione e la bottiglia allo stesso modo, c'è la figlia della signora colombiana che non sembra bigotta come la madre, anzi,  e ci sono anche i genitori della sposa che anche loro non si fanno mancare proprio nulla in quanto a stranezze.
Insomma un gran casino questa riunione di famiglia.
Un gran matrimonio....di merda.
La battuta viene spontanea quando vedi un film come questo che promette fuochi d'artificio e invece si rivela una bufala bella e buona.
Un cast stellare come pochi che viene sprecato delittuosamente da una specie di dilettante allo sbaraglio, tale Justin Zackham che dirige il suo secondo film a distanza di 12 anni dal primo ( e qualcosa vorrà pur dire), il quale riprendendo le fila da una commedia francese di qualche anno fa "Mon frére se marie" e banalizza il tutto con una serie di situazioni che vorrebbero essere esilaranti e invece sono solamente tristi.
De Niro che fa il pischelletto arrapato, la Keaton che sembra un pesce fuor d'acqua, Barnes che lo vogliono spacciare per colombiano semplicemente "abbronzandolo" un po', la Sarandon che fa la figlia dei fiori fuori tempo massimo, Williams che recita la classica figura del prete maldestro, la Seyfried che è tanto bellina ma ahimè anche tanto sciapina  e tra gli altri si distingue in peggio la Heigl ormai imprigionata nello stesso ruolo di femmina frustrata da talmente tanti film che ormai sembra un incantesimo. E purtroppo per lei, visto che gli anni passano per tutti, anche per l'ex dottoressa di Grey's Anatomy, sta diventando sempre di più la caricatura di se stessa.
Il problema di The Big Wedding è che è praticamente identica a centinaia di altre commedie matrimoniali e manca clamorosamente il bersaglio: vorrebbe far ridere ma non ci riesce, proprio mai con gags di terza mano e scenette che ambirebbero alla pochade e che invece si rivelano di una stupidità sconfortante.
Quasi fa rivalutare la commedia italiota di questi ultimi tempi...
E il cast si adegua con un De Niro all'ennesima , imbarazzante , presenza alimentare.
Zackham cerca di infarcire il matrimonio con una comicità grossolana e trasgressioni varie assortite ma il tutto è annacquato dalla scelta di uno stile da soap opera, o meglio da sit com, con la sola differenza che qui mancano le risate preregistrate.
E poi vogliamo dire che nel finale dopo tutta questa sagra del politicamente scorretto si ritorna al solito, stantio, moralista perbenismo a stelle e strisce?
E diciamolo.
Così come diciamo di evitarlo questo film e così come facciamo il solito complimento alla distribuzione italiana che fa uscire nelle sale questo film a più di un anno dall'uscita americana e a svariati mesi dall'uscita in tutti gli altri Paesi, terzo mondo cinematografico compreso.
E non è che sia stato tutto questo successone...
Una volta tanto potevano lasciar perdere....

( VOTO : 4 / 10 ) 

The Big Wedding (2013) on IMDb

venerdì 4 luglio 2014

Gomorra ( 2008)

Cinque storie di ordinaria follia ambientate nel pianeta Gomorra.

Benvenuti nell'inferno di Gomorra.
Gomorra è un western postmoderno, un gangster movie futurista, un dramma sociale iperrealista, un fantasy apocalittico, un melodramma surreale aromatizzato allo zolfo, un noir contrassegnato da un pessimismo cosmico.
O forse è tutte queste cose insieme.
E'un film necessario, uno stato dell'arte non della cinematografia italiana (perchè il film di Garrone nella sua ostentata napoletanità travalica i confini nazionali in virtù della sua unicità in un panorama cinematografico come quello nostrano e questo è già sufficiente per testimoniarne la grandezza) ma di un autore che conosce il cinema italiano e internazionale e cerca di rielaborarlo filtrandolo con la sua sensibilità.
Ecco perché sono ben evidenti gli echi del miglior Altman (anche se quello di Garrone non è un film propriamente corale riesce miracolosamente a equilibrare le storie che lo compongono),quelli degli inferni metropolitani di Scorsese, quelli del Rossellini neorealista, del Fellini visionario e perché no del Pasolini meno cerebrale nel modo di orchestrare i vari attori tra professionisti e volti presi direttamente dalla strada che davanti alla macchina da presa non recitano ma offrono, regalano frammenti della proprio vissuto.
Gomorra è un film che appare da subito indispensabile nella nostra cinematografia,appena uscito già ha la statura di un classico, di un termine di paragone.
E'un film necessario perchè descrive un universo terribilmente reale , non verosimile come quasi sempre accade al cinema.
E' un film che racconta da vicino tutti i meccanismi che regolano il mondo o meglio la giungla di quello spicchio di Campania e ci ricorda una volta ancora che la realtà supera sempre ogni forma di immaginazione.

E così si parla di guerre intestine tra clan camorristici (le prime sequenze,quelle della strage nel centro estetico ci danno un benvenuto al suono di canzoni napoletane frammisto al colore denaturato del sangue e ai fori lasciati dalle pallottole), di persone che non possono uscire di casa perché anche un gesto futile come quello di andare a fare la spesa può essere fatale, delle lamentele dei familiari degli affiliati alla camorra che sono in carcere perché i soldi che gli arrivano dall'organizzazione sono sempre meno, del creatore di vestiti che vende la sua opera di creazione ai fabbricanti cinesi (e per contrappasso una volta avuta salva la vita si mette a fare l'autotrasportatore, delle proprie creazioni), dei due bulletti di quartiere che si trovano invischiati in una storia molto più grande di loro (e con risvolti tragici), del ragioniere della camorra che porta settimanalmente i soldi alle famiglie dei carcerati o dell'imprenditore truffaldino che traffica in rifiuti tossici.
Questa fetta di Napoli e di hinterland che viene descritta è un avamposto dell'inferno in terra, un mondo di scheletri di cemento e ferro arrugginito che giacciono immoti come testimoni di una passata civiltà, paesaggi lunari si intersecano in un mondo in cui le scorie velenose diventano un affare miliardario (che è un controsenso),un mondo in cui la droga e il delirio d'onnipotenza bruciano i pochi neuroni rimasti intatti nella testa dei giovani i quali hanno di fronte un unica scelta: a quale clan appartenere.
Ed è una questione di denaro, non solo d'onore.

A parte le tematiche affrontate tutte straordinariamente importanti e necessarie Gomorra è un film che brilla di luce propria anche dal punto di vista squisitamente formale.
Garrone si allontana stilisticamente dalla classica estetica televisiva della docufiction o peggio della fiction televisiva di cui abbiamo ormai piene le tasche. Sceglie uno stile asciutto in cui attori professionisti e attori per caso si intersecano in maniera mirabile.
Sceglie di stare accuratamente a distanza dalle storie che racconta, si comporta come un cronista ma scava in profondità, il suo sguardo è quello di uno scienziato che studia un fenomeno che pur già noto sembra ancora meravigliarlo.
Da chirurgo provetto affonda il bisturi e sfronda, elimina tutto il lato folkloristico che pensiamo appartenga a Napoli e ai napoletani.
Anzi fa di più inserisce il folklore tipico partenopeo quasi come contrappunto per rendere ancora più selvaggiamente visonarie alcune sequenze, un modo di fare cinema che probabilmente in Italia ancora non s'era visto e per questo Gomorra assume importanza ancora maggiore.

E'un film pieno di omicidi, di morti ammazzati ma le sequenze in cui ci sono omicidi sono neutre nel loro orrore.Un semplice rapporto di causa effetto, la pallottola penetra e tu muori, così semplicemente , senza glamour, senza un fiato, senza quei rallenti o quegli altri mezzucci cinematografici utilizzati solo per enfatizzare l'avvenimento.
La morte non ha enfasi, né la richiede in questo pianeta sanguinario è solo routine, un lavoro come un altro. 
Alcune sequenze sono straordinarie :mi preme ricordare quella :del cosiddetto imprenditore Toni Servillo che con tuta che lo fa sembrare astronauta  passeggia in uno scenario lunare intriso di rifiuti tossici, la strage nel centro estetico all'inizio del film, i due ragazzi che provano le armi sparando all'impazzata prede di un delirio quasi parossistico.
Questo è un film fondamentale per le generazioni di cineasti a venire.
Dovrebbe essere celebrato adeguatamente.
Sinceramente avevo molto apprezzato L'imbalsamatore ma pensare che Garrone arrivasse a questi livelli era francamente poco prevedibile....

( VOTO : 10 / 10 ) 

Gomorrah (2008) on IMDb

giovedì 3 luglio 2014

Seria(l)mente : Gomorra - La serie ( 2014)

Paese d'origine : Italia
Episodi : 12 da 55 minuti cadauno
Produzione : Cattleya, Fandango, SKY, La7, Beta film

La storia del boss Pietro Savastano e della sua lotta col boss rivale Salvatore Conte, del figlio Genny ancora non ritenuto pronto per sostituire il padre, della moglie Imma che da mera decorazione diventa imprenditrice del crimine avida e spietata , quando il marito è in galera al 41 bis impossibilitato a dirigere dal carcere i suoi traffici, di Ciro che da vice di don Pietro e di Genny si trova a gestire traffici di stupefacenti e altri incarichi di piccolo cabotaggio affidati a lui da Imma che non lo vede di buon occhio.
Ciro  vuole avere la sua importanza ma la sua ambizione si scontra con i voleri di Genny e Imma che lo hanno praticamente disconosciuto.
Lui si vendica e don Pietro non la prende benissimo....
Impossibile raccontare di più in una vicenda ad ampio respiro come questa, un affresco dalle tinte fosche in cui viene raccontato con estremo realismo il sottobosco della criminalità napoletana.
Un realismo urticante in cui le "licenze poetiche" che si prendono registi e sceneggiatori sono camuffate benissimo e incastrate in un meccanismo narrativo perfetto, da serial americano, un alternarsi continuo di vicende e punti di vista che mette sempre voglie di andare avanti con le puntate senza fermarsi .
Inevitabilmente la prima stagione si ferma e lo fa nel modo che più fa arrabbiare chi, come me , certe volte non ama la serialità proprio perché viene lasciato tutto in sospeso e bisogna aspettare un anno per soddisfare la curiosità di vedere come stanno procedendo le cose.
Se un difetto glielo devo trovare a questa serie è proprio il modo bastardo in cui finisce con vendette compiute brutalmente ma soprattutto con vendette in fieri che però vedremo con la seconda stagione che, visto il successo di pubblico e di critica è stata già annunciata.
Nonostante un finale talmente improvviso da essere tronco non mi viene da dire che venga chiuso alcun capitolo fondamentalmente perché Gomorra - La serie non è divisa in capitoli.
E' un flusso di avvenimenti continuo in cui ogni volta vengono aggiunti nuovi elementi e nuove prospettive.
La minuziosa opera di ricostruzione delle dinamiche criminali fatto da Roberto Saviano, l'uso del dialetto ( per chi non è avvezzo a certo lessico e a certe cadenze possono essere necessari anche i sottotitoli) si sposa perfettamente con una confezione esplosiva: una fotografia plumbea ammanta questi scorci di entroterra napoletano su cui sembra non battere mai il sole, una regia volitiva riesce a dosare
miracolosamente l'adrenalina tra sequenze action ad ampio respiro e parti in cui dominano i dialoghi e il modo di recitare di un cast perfetto, volti per la maggior parte a me sconosciuti ma assolutamente all'altezza.
E' questo ciò che stupisce in un prodotto televisivo come questo: è di qualità talmente alta che supera di varie spanne anche il livello del nostro cinema recente.
Quando si dice qualità cinematografica: il lavoro di Sollima ( di Francesca Comencini e di Claudio Cupellini) alla regia e quello degli sceneggiatori è degno di un grande film , non solo di un qualcosa che debba essere passato solo in televisione.
Un prodotto talmente immerso in una realtà geografica e antropologica specifica che tuttavia arriva ad avere un respiro internazionale, mostrandosi pronto per essere esportato.
Tutto in Gomorra - La serie è perfettamente studiato e calibrato, dalle locations alle scenografie ( vedere per esempio gli arredamenti della casa di don Pietro Savastano, una devastante accozzaglia di stili e di epoche , che rendono perfettamente il livello culturale di gente abituata a spendere solo per il piacere di farlo, senza alcun criterio , in modo greve, senza alcuna finezza), dal dialetto usato alle musiche, dalla superba caratterizzazione dei personaggi principali all'attenzione certosina per quelli secondari fondamentali nel colorare un universo dove non esistono buoni e cattivi.
Esistono solo cattivi e più cattivi.
Una cura dei dettagli maniacale, da prodotto americano , qualcosa di cui andare orgogliosi e che possa essere esportato.
Noi tutti a lamentarci del livello della serialità televisiva italiana, di fatto inesistente, sostituita dalla fiction confezionata su misura per le classiche massaie di Voghera che vogliono ridere e piangere allo stesso tempo e soprattutto non vogliono attorcigliare i pochi neuroni rimasti in cose troppo complicate e poi ti arriva come uno schiaffone in faccia una cosa come Gomorra - La serie.
E mai come questa volta sei lieto di porgere l'altra guancia.

( VOTO : 8,5 / 10 ) 

Gomorra (2014) on IMDb

mercoledì 2 luglio 2014

Il mio quattrozampe e io : Bedelia e il Biondo

Bedelia
La puntata di oggi è riservata all'intervista di una delle blogger più frizzanti e simpatiche della blogosfera, ovverossia Erica Bolla del Bollalmanacco di Cinema, uno dei blog più divertenti in cui imbattersi in giro per il web.
Erica è diretta, istintiva, competente e molto ma molto simpatica.
Le sue recensioni sono sempre improntate all'ironia e si leggono veramente tutte di un fiato.
Non sono certo io che devo magnificare le doti di Erica, già la conoscete.
Cominciamo questa frizzantissima intervista e lasciatemi ringraziare la mia interlocutrice che ho trovato anche più simpatica di quanto già immaginassi e vi assicuro che era già parecchio....

1) Presentati e presenta i tuoi amici a quattrozampe
Sono una “giovane” 33enne con le passioni di una nerd dodicenne: comics, manga, pupazzetti, cinema, horror, serie TV e compagnia cantante. Nonostante abiti in un posto di mare che attira un sacco di turisti passerei la mia vita in viaggio (pur avendo una memoria a breve termine pari a quella di un geco quindi dopo una settimana non ricordo più un nome che sia uno!!) perché adoro le lingue straniere, i dialetti
nostrani e tutto ciò che è legato alle millemila varietà linguistiche e culturali che ci circondano. La mia ambizione, neanche a dirlo, sarebbe quella un giorno di campare facendo la traduttrice. Da quando, ormai ben 9 anni fa, mi sono trasferita un po’ più in campagna, per la precisione in “quella casa accanto al
cimitero”, sono riuscita a coronare il sogno di avere dei gatti o, meglio, UNA gatta: Bedelia. Bedelia è la regina della casa, antipatica e diffidente nei confronti di qualsiasi estraneo, intimorita persino dalla sua stessa ombra e, come si dice dalle nostre parti, più ruffiana che cristiana quando si tratta dei membri della famiglia. In poche parole, io e i miei la amiamo e viviamo per esaudire ogni suo desiderio felino. Qualche
anno fa poi, di punto in bianco, è arrivato come un raggio di sole Il Biondo. Il gatto Biondo è un micione dolcissimo, fedele e bisognoso di coccole e attenzioni come un cagnolino, che si rivolge a noi con un
miagolio simile a quello di una tortora, delicato e carino. Poi, ovvio, con gli altri gatti è una belva feroce e torna sempre a casa masticato, graffiato, sanguinante.. povero amore!!
2) So che è brutto e che non si fa, perchè i figli sono pezzi 'e core come si dice dalle parti di Bressanone, ma c'è un prediletto tra i due ?

Assolutamente no perché entrambi sanno farsi amare in modo particolare! Certo, il Biondo è più affettuoso e se fossimo delle persone superficiali io e io miei lo eleggeremmo subito a preferito della casa: d'altronde appena gli dici "Micio!" si butta pancia all'aria ed esige le coccole... ma Bedelia quando è in vena è anche più dolce e poi la adoro anche quando emette i suoi "meowrr" scazzatissimi, sembra di parlare con un essere umano!
3) Sono gelosi l'uno dell'altra o filano d'amore e d'accordo?

Dunque, all'inizio, da bravo uomo (o meglio, felino) italico, il Biondo ci provava pesantemente con Bedelia. Lei, essendo gatta sterlizzata e ormai zitella acida gli dava ovviamente dell'aria minacciandolo con soffi e zampate. All'ennesimo due di picche il Biondo ci ha rinunciato e ha cominciato a far la bella vita altrove... il risultato è che ora si comportano da vicini di casa cortesi. Un paio di annusate, un miagolio di saluto e basta. Certo, poi basta che io o i miei ci avviciniamo a uno dei due perché l'altro arrivi al galoppo, improvvisamente bisognoso di grattini, coccole e attenzione!
4) Oltre a Bedelia e al Biondo hai mai avuto altri animali a cui ti sei affezionata in modo così speciale?

Quando ero piccola avere un gatto era un'utopia e in casa risiedeva stabilmente una coppia di canarini, Peo il giallino e Spirina, che era marroncina. Li adoravo e non mi stancavo mai di sentirli cantare, tuttavia il mio cuore bramava sempre il gatto. Siccome abitavo comunque abbastanza vicino alla campagna capitava arrivasse di tanto in tanto qualche randagetto che ovviamente mi accaparravo pur non potendolo fare entrare in casa... ricordo benissimo il povero Grissino, arrivato magrissimo e poi diventato una lei, cicciona e incinta (non mi far ricordare la fine che ha fatto, ho le lacrime... ti dico solo che davanti a casa c'era una strada). Poi i miei zii avevano una casa in APERTA campagna, dove andavo praticamente tutti i weekend e lì era la fiera del felino: tra tutti, la mia preferita era Nerina, che ha dato vita ad una stirpe infinita di figli e nipoti e che è serenamente morta di vecchiaia, il primo micio senza denti che abbia mai visto! Ho amato tanto anche il figlio unigenito di Bedelia, Jean Claude... ma anche lì, la strada non ha perdonato, povero amore. La maledizione che accomuna la vecchia casa alla nuova è che prima era un appartamento davanti alla strada principale, ora è una casa con giardino ma il cancello da sempre sulla strada, maledizione...
5) Leggendo spesso il tuo blog so della tua passione per l'Australia e per il Giappone: ci andresti a vivere?

In Australia ci ho vissuto già 9 mesi e ci tornerei di corsa, soprattutto per lo stile di vita, molto easy. Il Giappone è il mio mito e vorrei avere il tempo di visitarlo tutto ma, sinceramente, non ci vivrei. Le nostre culture sono troppo distanti, la grande città è alienante mentre le campagne sono un po' troppo "retrò" anche per me. E poi mi scoppierei l'eventuale stipendio in belinate, meglio evitare!!
6) E saresti disposta a rinunciare ai tuoi due ammori pur di farlo?

 Alla mia amorA (al tempo c'era solo lei) ho già dovuto rinunciare durante il viaggio in Australia e mi è dispiaciuto molto perdermi il suo primo e unico parto. Diciamo che il dispiacere è stato in parte mitigato dal fatto che comunque la bestiolina non era sola, né lo sarebbe adesso. Se i miei mici vivessero però solo con me non potrei partire a cuor leggero, nemmeno per una vacanza, anche perché sono molto diffidenti con gli sconosciuti e rischierebbero davvero (soprattutto Bedelia) di lasciarsi morire di fame o inselvatichirsi fino a farsi male. Aiuto, non ci posso pensare!!
7) Ma insomma sei una giovane 33enne o una nerd dodicenne?

Entrambe le cose: mai sentito parlare di sdoppiamento di personalità? :P Scherzi a parte, per certe cose sono davvero ancora una bambina e me ne rendo conto. D'altra parte però, quando vado a comprare i fumetti o alle fiere, i ragazzini mi chiamano signora... Ma signora vostra sorella, per la miseria!!
8) Vivi in "quella casa accanto al cimitero"( sai prima di traslocare in questa casa abbiamo rischiato di prendere una casa accanto a un cimitero e abbiamo rinunciato proprio per quel motivo)...hai mai pensato di farti un cane stile Cujo o qualche altro animale che faccia pandant col cimitero?

Ora mi attirerò le ire della blogosfera intera ma io e i cani non andiamo molto d'accordo. Mi piace vederli, giocarci, accarezzarli (ovviamente non tutti: quegli incroci tra ratto e cane che rispondono al nome di Chihuahua me fanno senso!) ma non mi farebbe impazzire l'idea di averne uno in casa, sono per il dominio incontrastato del gatto. A far pendent col cimitero metterei un gatto tutto nero oppure un pipistrellino che non superi i 10 cm di grandezza o lì comincerebbe a subentrar lo schifo e non l'adorazione per quel musetto così carino.
9) I tuoi gatti non mi sembrano molto personaggi da film de paura, ma a quale villain da horror li accosteresti?

Ma come, i miei gatti Fono crudeliFFimi!!! Comunque il gatto Biondo, col suo morboso attaccamento alla famiglia, sarebbe un perfetto Norman Bates di Psyco mentre Bedelia la vedrei bene come Michael Meyers visto il fatto che da piccola era una iena e ne aveva ben d’onde: il papà di una mia amica me l’ha portata chiusa in una gabbietta per uccelli dopo averla prelevata con un guanto di cuoio per evitare che gli squartasse una mano! Non era troppo contenta della cosa…
10) Solita domanda marzulliana: se fossero una canzone, un film o un libro?

Bedelia potrebbe essere Thriller di Michael Jackson, vista la sua atavica paura di ogni cosa, come film direi Creepshow (il suo nome deriva dalla Bedelia del Venerdì 12 ortolaniano che, a sua volta, deriva dalla terribile Zia Bedelia del film di Romero) e come libro Il piccolo principe, perché è stata addomesticata a poco a poco come la volpina. Il Biondo è easy, quindi vada per qualsiasi canzone dei Beach Boys, Il re Leone per il suo sembiante e Storie dell’anno mille per la sua natura di vagabondo affamato!
11) Viaggio che farai questa estate? ( anche se so che hai già dato nella mia amatissima Irlanda, meta del mio viaggio di nozze)

Quest’estate al massimo prenderò lo scooter e andrò a spiaggia a Bergeggi, mezz’ora di viaggio! Ho già dato due volte in poco tempo quest’anno, Parigi e Irlanda e a Novembre conto di fare una capatina a Lucca quindi mi godrò la riviera, il sole, il mare e le sagre della zona!
12)Sono un ignorantone riguardo al mondo dei manga e dei comics: a me neofita che cosa consiglieresti per farmi appassionare?

Dunque, siccome adori l’horror come me ti consiglierei per i comics il favoloso Preacher di Garth Ennis e il
mio ultimo amore, Locke & Key di Joe Hill, figlio d’arte del Re Stephen. Aggiungerei anche Scott Pilgrim giusto per farsi due risate! Per i manga mi butterei sui classici come City Hunter, che ho adorato, oppure Lady Oscar anche se era meglio l’anime.. purtroppo il resto dei consigli che potrei darti riguardano gli shojo (fumetti per ragazze) ma rischierebbero di annoiarti a morte!
13) Anche a me piacciono molto le lingue e scovare espressioni dialettali desuete ( sono fortunato perchè ho un suocero che è una vera e propria miniera di parole dimenticate da tempo e nel tempo): quali sono le espressioni dialettali più belle e che vorresti far conoscere a tutti quanti?

Sei fortunato ad avere un suocero dialettofilo! Io fortunatamente abito in una zona dove si parla ancora molto il dialetto e con la nonna ogni tanto chiacchieriamo così o con le sue amiche… solo che ogni tanto mi impappino e risulto ridicola come se parlassi una lingua straniera! Beh, ti lascerò allora una massima che avevo sentito dire una volta a mio zio, davvero molto saggia: L’ommu, l’ase e u bibin i sun cuxin. Ovvero, l’uomo, l’asino e il tacchino sono cugini. Visti i tempi in cui viviamo, come dar torto alla saggezza popolare?
14) Titoli di coda, varie ed eventuali: ti puoi scatenare come non hai mai fatto!!!!

Beh, intanto ti ringrazio per avermi concesso questo spazio... non hai idea di quanto scalpitassi per prendere parte alle interviste animalose del tuo blog, non me ne sono persa una! E poi vorrei approfittare delle varie ed eventuali per nominare anche le galline e i galli del mio pollaio, che al momento sono dei “pulin”, ovvero dei pulcini adolescenti. Ragazze e ragazzi, non è che ce l’abbia con voi e non vi reputi degni di partecipare alla rubrica del Bradipo ma siete oggettivamente bruttini, con quel collo spellato da condor. Io insisto perché papà compri anche qualche pulcino piumoso, che possa diventare un fiero gallo ma niente, da quell’orecchio non ci sente. Vi voglio bene lo stesso!!   


E con questo è tutto anche per stavolta.
La prossima puntata sarà il turno di Ismaele e dei suoi 14 gatti di cui vorrò sapere tutto ma proprio tutto....
Vi ricordo che vi potete iscrivere alle interviste semplicemente lasciando un commento a questo post oppure qui.