I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

lunedì 19 marzo 2012

Calvaire ( 2004 )


Più che un titolo Calvaire è una dichiarazione d'amore e di intenti.Gli intenti sono quelli di far scivolare quello che dovrebbe essere il protagonista nell'abisso senza fondo più terribile che si possa immaginare.Se il titolo del film potrebbe far pensare a una valenza cristologica del personaggio, appena lo vediamo in "scena" (in tutti i sensi), allontaniamo questa balzana idea.
L'amore sarebbe quello inconfessabile (e confessato) del locandiere che identifica il nuovo entrato nel suo microcosmo nella moglie perduta, fuggita(e ci credo) da lui e dalla sua locanda spettrale immersa nella brughiera nebbiosa.Il problema è che il malcapitato è identificato con la suddetta moglie del locandiere(Gloria) anche dagli altri abitanti del villaggio.
Quindi la mancanza della donna (nel villaggio ci sono solo uomini) crea deviazione sessuale e pazzia?
Domanda delle cento pistole.
Impossibile non pensare al Bates Motel mentre si guarda il prirmo incontro tra il cantante girovago Marc Stephens e il locandiere, impossibile non pensare agli slasher di ritorno americani come alla scena europea del new horror(francese soprattutto) nel proseguio del film.La violenza è drammaticamente esibita ma si resta diversi gradini sotto l'efferatezza programmatica di FrontiersMartyrs  e dei vari massacri texani perpetrati con la motosega
.Ma è comunque un orrore frontale che lascia poco all'immaginazione in cui l'anonimo cantante girovago si trova suo malgrado al centro di una contesa sanguinosa.
Diventa un oggetto.
Sessuale per la precisione perchè anche gli altri abitanti del villaggio(e soprattutto il loro patriarca) lo identificano con la moglie di Bartel come in una sorta di rituale pagano.Come se fossero tante facce della stessa psicopatologia, una sorta di coscienza collettiva con intenti autodistruttivi, un delirio schizofrenico di massa a cui non è possibile sottrarsi.

Quello che doveva essere il protagonista viene ridotto e mero involucro senza nulla dentro, quasi del tutto indifferente a quello che lo circonda.
Al centro della scena c'è il delirio di massa che lo ha fatalmente imprigionato, a cui simbolo può essere innalzato il muoversi scimmiescamente a simulare una sorta di danza bestiale all'interno del bar del villaggio.
L'unica possibilità è la fuga attraverso la brughiera,un ultimo fugace confronto con il capo degli inseguitori si trasforma senza scossoni nella consapevolezza di dover cambiare da preda inconsapevole a carnefice consapevole.
Ognuno combatte con le sue armi.
In attesa di essere ingoiati definitivamente dalle sabbie mobili e dalla nebbia....

( VOTO : 8 / 10 ) The Ordeal (2004) on IMDb

14 commenti:

  1. questo è uno di quei pochi film che, se la terra dovesse scomparire, mi porterei sulla luna.
    bellissimo, malato, struggente.

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  2. Piace moltissimo anche a me. Ho messo qui la mia opinione scritta a suo tempo perchè nell'altro sito dove posto opinioni c'è stato qualcuno che ha parlato piuttosto male di questo film e allora ho come sentito l'esigenza di rispondere e di riparlare di un qualcosa che adoro.Te e io mi pare che siamo accomunati anche dal culto per Martyrs...e vedo anche per Kynodontas-)

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  3. verissimo: tre dei film più potenti che mi sia mai capitato di vedere :)
    se posso, qual è l'altro sito su cui scrivi? magari passo a dare una letta!

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  4. eh eh allora mettiti comodo perchè c'è veramente tanta roba che infatti adesso sto traslocando assieme alla roba che sto scrivendo in questi giorni.L'altro sito è filmtv.it con annesso cinerepublic,la roba da tre anni a questa parte è più leggibile...diciamo che pur essendo totalmente onnivoro,mi ero ritagliato uno spazietto sul cinema orientale ed invisibile in genere ma tu sei veramente su un altro pianeta...mi hai fatto scoprire cose che da povero mortale non avevo mai nemmeno osato di immaginare.Conosci filmtv e cinerep...sono sempre un bradipo ma lì ho dovuto aggiungere un 68...

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  5. così mi lusinghi davvero, perché i film di cui scrivo li trovo sempre con i soliti mezzi :)
    comunque sì, conosco cinerepublic perché ogni tanto passo a dare un'occhiata, ora che so che ci scrivi pure tu, ci passerò più volentieri :)

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  6. Comunque la roba di cinerepublic piano piano la trasloco di qua...almeno è più carina da vedere, trovo che cinerepublic abbia un'aspetto orribile, sembra il sito di un ospedale ma i gestori la pensano evidentemente in modo diverso...

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  7. effettivamente quella grafica non è proprio il modo migliore per attirare visitatori :)

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  8. Le rimostranze per la grafica e per tante altre cosette che non andavano bene gliele abbiamo fatte più o meno tutti ma non è cambiato nulla...contenti loro...

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  9. "[...]If you are looking for an antidote to the Yuletide tinsel, here is a gripping, utterly involving, horribly funny movie".
    Gran bel film, niente da dire.
    Ciao e buoni pensieri

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  10. ne conservo il dvd gelosamente e sono parecchio interessanti anche gli extra.Eh eh per le feste è perfetto...

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  11. credo che vederlo in sala per la prima volta sia sconvolgente, non è il mio caso purtroppo:(

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  12. anche io non l'ho visto in sala...credo che non sia nemmeno uscito da noi, che sia stato fatto uscire direttamente in dvd...

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  13. Bella recensione, decisamente sentita!
    Ma non sono tuttora convinta, Calvaire continuo a detestarlo e a trovarlo inutilmente pretenzioso.

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  14. come ti ho detto di là, è questione di passioni per me è stato una scoperta entusiasmante ma so che è un film non per tutti i palati...

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