I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

martedì 30 aprile 2013

Due agenti molto speciali ( 2012 )

Una donna col vizio del gioco d'azzardo, moglie di un facoltoso industriale viene trovata morta in uno dei quartieri periferici più malfamati di Parigi. Sul caso si trovano a investigare il capitano Monge, susseguioso aspirante commissario della sezione omicidi sempre molto attento a dire di si a chi gli è superiore in grado e il tenente Diakitè ,della sezione crimini finanziari di Bobigny, figlio nero della banlieue che usa metodi di investigazione un filo meno ortodossi. Le indagini li portano a conoscenza di uno squallido sottobosco di accordi sottobanco tra industria e sindacati e soprattutto vengono a capo di quello che sembrava un caso irrisiolvibile rischiando la loro stessa vita. Non male per due che sembravano abitare su due pianeti diversi, cioè il centro e la periferia di Parigi.
Il successo planetario di Quasi Amici ha sdoganato il talento comico di quell'armadio d'ebano pieno di muscoli che corrisponde al nome di Omar Sy, col rischio sempre più concreto che quel magico personaggio che gli ha regalato la notorietà diventi una specie di scheletro nell'armadio da portarsi nel proseguio della carriera.
L'Ousmane Diakitè di questo film appare infatti come figlio naturale del Driss dell'altro film,uno indurito dai casi della vita però capace sempre di sorridere davanti a tutto,  impegnato in una storia un po' diversa che cerca di contaminare la commedia con la classica struttura del polar francese.
Ne esce fuori un poliziesco all'acqua di rose che rispetta in pieno i canoni del buddy movie americano , quello che si riconosce nei canoni stilistici mostrati da film come 48 ore  o Arma Letale.
Due agenti molto speciali gioca interamente , pregio e limite allo stesso tempo, sulle contrapposizioni dei due protagonisti: uno bianco e uno nero, uno ama il Belmondo di Joss il professionista, l'altro ha come idolo incontrastato Eddie Murphy ( al punto da avere il tema portante della colonna sonora di Beverly Hills Cop come suoneria al telefonino) , uno che aspira a frequentare il salotto buono della società parigina, l'altro che frequenta posti meno raccomandabili e se ne frega beatamente dell'alta società.
Con la progressione del film ci si accorge di quanto il figlio della banlieue sia quello più rigido moralmente, attento a crescere da solo un figlio che si dimostra molto sveglio, mentre quello che dovrebbe essere quello più inserito in codici comportamentali più conformisti sia in realtà protagonista di una vita notturna sregolata e piena di eccessi.
L'alchimia che si crea tra Omar Sy e Laurent Lafitte è comunque buona e proprio per questo il film indugia più sulla descrizione dei suoi protagonisti che sulla vicenda criminosa che li ha visti riuniti.
Anzi l'intreccio poliziesco è piuttosto maltrattato preferendo inserire gags divertenti in una narrazione che per il resto regala poche sorprese.
La cosa che evidentemente interessa ai produttori e realizzatori di questo film è una dose di sano e robusto intrattenimento al costo di prendere  in giro un genere cinematografico sacro in Francia , quale il polar, anzi contaminandolo col classico poliziesco/buddy movie all'americana.
Un film fatto esclusivamente per il pubblico che abiura consapevolmente da qualsiasi ambizione autoriale ma che dimostra come l'industria francese abbia raggiunto un livello di confezione tale che non ha nulla da invidiare al modello hollywoodiano.
Il pubblico ha risposto positivamente: in Francia nonostante a Natale si scontrasse con grossi calibri ha incassato oltre 15 milioni di euro.
Nulla di paragonabile all'exploit dell'anno prima con Quasi Amici ma  non male per essere un prodotto totalmente autoctono.
In questi tempi di crisi poi....

( VOTO : 6 + / 10 )  On the Other Side of the Tracks (2012) on IMDb

8 commenti:

  1. un film fin troppo prevedibile, ma tutto sommato nemmeno così pessimo come potrebbe sembrare.
    che poi a me è rimasta la curiosità di sapere che fine avesse fatto la Ousmane. L'ha lasciato, è morta, l'hanno rapita gli alieni... ?

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    1. effettivamente si rimane col dubbio, forse stanno assieme visto lei come si precipita al capezzale del (finto) morente...o forse no...

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    2. ops, mancava moglie, nella mia frase. intesa come madre del ragazzino. :(

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    3. ooops io credevo che intendevi la poliziotta popputa a cui lui fa il filo...della serie il rincoglionimento avanza a grandi passi...

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    4. pensa che io mi sono accorta dalla tua risposta che c'era qualcosa che non tornava! ah ah ah! Siam messi bene, eh?

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    5. bene, ma non benissimo!

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  2. Però mi sà di un tentativo ostinato di volersi rifare a quel cinema lì. Cioè non è che mi dispiaccia poi alla fine, perché sono quei film che vedrei pure volentieri, per il gusto di intrattenimento però. SI insomma, nulla di più. Almeno per me.

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    1. è vero anche che è pure il distributore che cerca aritificiosamente di richiamare Quasi Amici, perchè alla fine questo è una commedia poliziesca come tante altre...

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