I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

sabato 21 febbraio 2015

Shock : My abstraction of death ( 2013 )

Film italiano composto di due episodi che vogliono inquadrare l'orrore che si nasconde dentro ognuno di noi.
Inizialmente doveva essere un progetto composto di cinque episodi ma poi le solite difficoltà produttive e di finanziamento comuni purtroppo a tutti i giovani registi che vogliono ostinarsi a fare qualcosa di diverso dal solito cinema mainstream hanno determinato una riformulazione del progetto che consta di due mediometraggi ( attorno ai 45 minuti ) intitolati Between Us ( di Alessandro Redaelli) e Chromophobia di Domiziano Christopharo

1) BETWEEN US ( di Alessandro Redaelli)
Storia dell'amicizia di Max e Yuri, due ragazzi come tanti dispersi nella grande città, amicizia che cambia quando i genitori di Max vengono assassinati brutalmente da dei rapinatori.
Yuri prende l'amico in casa per sostenerlo e non lasciarlo completamente solo ma si accorgerà a sue spese che in Max c'è qualcosa che non va.
Episodio girato praticamente senza budget, con due soli attori in scena ( o quasi) ed effetti speciali ridotti al minimo. Nonostante tutto questo la regia del giovanissimo Redaelli ( classe 1991) è al di sopra di ogni sospetto riuscendo a tirare le fila di una storia non particolarmente originale e con pochi ambienti a disposizione di una coppia di protagonisti non proprialmente a suo agio nel sostenere tutto il film..
Attori che , ammettiamolo, sono un po' troppo legnosi e costituiscono il punto debole del film.
Redaelli sa come muovere la cinepresa e maneggia con discreta disinvoltura i meccanismi ansiogeni ricreando un'atmosfera sulfurea pur rinchiudendola in quattro normalissime, anonime, mura domestiche.
Between us nonostante tutto funziona decentemente nel suo muoversi a cavallo tra realtà ed incubo ( la donna cadavere dei sogni di Max, una specie di zombie col volto putrefatto, molto vintage come aspetto) e fa aumentare la curiosità attorno a Redaelli facendo venire voglia di vederlo alle prese con budget più consistenti e storie più originali. ( VOTO : 5,5 / 10 ) 
2) CHROMOPHOBIA ( di Domiziano Christopharo)
Marco e Celeste si trasferiscono dalla città in un piccolo paese di provincia per curare i problemi di depressione che da un po' di tempo sta manifestando la donna.
Il luogo scelto per abitare non è proprio l'ideale: il paesino è abbastanza spettrale, solitario e la casa in cui i due hanno deciso di abitare è staa teatro di numerosi suicidi.
Inoltre Marco, che di professione fa il medico, è sempre fuori per lavoro.
Per Celeste stare da sola in quella casa diventa sempre di più un incubo, compaiono macchie sui muri ed è preda di sogni sempre più tremendi in cui c'è anche la presenza di un altro , misterioso uomo.
Dietro Chromophobia c'è la mano più esperta di Domiziano Christopharo, un regista che ha già un certo nome nell'underground, che a differenza di Redaelli sceglie un'ambientazione rurale, alla maniera del gotico padano anche se il tutto è ambientato da qualche parte nelle montagne abruzzesi ( se non erro).
Il paese ha il physique du role del borgo fantasma, gli effetti speciali sono più abbondanti che in Between us e anche il livello di recitazione degli attori è decisamente superiore rispetto a quello garantito dai pur volenterosi protagonisti del primo episodio.
Anche la fotografia che era livida nel primo episodio , qui si concentra su squillanti toni saturi dando al tutto un aspetto più colorato, vivace.
Ha un aspetto più compiuto rispetto all'altro e probabilmente ciò è dovuto a una regia più esperta, a un pugno di attori maggiormente a loro agio davanti alla cinepresa oltre che alla mancanza delle lacune nel doppiaggio che affliggevano l'episodio precedente.( VOTO 6 + /10)

Nel complesso un'operazione apprezzabile zavorrata purtroppo da problemi produttivi di ogni sorta.
Nonostante  il budget è un prodotto più che dignitoso.
Altra cosa apprezzabile è il non voler dare risposte a quello che succede nei due episodi: è tutto legato alla sfera dell'irrazionalità, si resta nelle nebbie dell'ambiguità sorprendendosi a domandarsi il perché succeda tutto quello che vediamo su schermo.
E ogni tentativo di risposta viene portato via dai titoli di coda ...

PERCHE' SI : buona la regia in entrambi gli episodi così come i pochi effetti speciali, interpreti del secondo episodio all'altezza, buona ambientazione, encomiabile la scelta di velare tutto di ambiguità...
PERCHE' NO : budget ridicolo, i due protagonisti del primo episodio sono piuttosto acerbi e per giunta sono doppiati abbastanza male.

( VOTO . 5,5 / 10 ) 



Shock: My Abstraction of Death (2013) on IMDb

8 commenti:

  1. Adoro di default queste storie senza sostegno, nate solo dalla voglia di creare, mi fanno venir voglia di promuoverle prima ancora di vederle. Uno sguardo glielo darò di certo. Questa cosa che Redaelli ha un anno meno di me però mi inquieta e mi fa venir voglia di muovere il sedere nel perseguire i miei obiettivi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. il tentativo è encomiabile e al di sopra delle mie personali aspettative, i registi ce li abbiamo per fare un cinema diverso ma per lavorare devono fare sempre le nozze coi fichi secchi...

      Elimina
  2. Però è brutto che quando in Italia si cerca di fare qualcosa di diverso si finisce spesso nella pacchianata...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. comunque è meglio di quello che mi aspettavo, una chance gliela si può dare...

      Elimina
  3. Peccato per i problemi di produzione, mi verrebbe voglia di guardarlo ugualmente nonostante la recensione non positivissima

    RispondiElimina
    Risposte
    1. una visione la vale tranquillamente!

      Elimina
  4. Bah, mi ispira davvero poco anche se un po' mi spiace. Una domanda, nel caso dove si potrebbe recuperare?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. basta tuffarsi e nuotare...capisciamme...

      Elimina