I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

lunedì 2 febbraio 2015

Sabotage ( 2014 )

Breacher è il cazzutissimo capo di una task force speciale della DEA che fa irruzione nel covo segreto di uno dei maggiori esponenti del narcotraffico negli USA. Spargimento di sangue, uno della squadra muore in azione e intanto cercano di far sparire dieci milioni di dollari dal bottino prima di bruciare tutto il resto del denaro con l'intenzione di recuperarli nottetempo.
Ma il denaro sparisce.
La squadra è sciolta perché accusata di furto ma le prove a loro carico sono inconsistenti così dopo un lungo periodo di indagini vengono tutti riabilitati.
Una volta tornati in azione , però , cominciano ad essere uccisi uno a uno.
Chi è il colpevole?
Il cartello della droga?
O c'è qualche altra cosa sotto?
Non nego che mi fa sempre piacere tuffarmi negli anni '80 assieme a uno di quella che era una delle mie liete compagnie cinematografiche di quegli anni: un uomo che non aveva il cervello nei bicipiti, magari dalle capacità attoriali piuttosto limitate ma estremamente intelligente nelle sue scelte e poi con quella mascella che sembra scavata nel Monte Rushmore, all'epoca poteva permettersi quello che voleva.
E di film ne sbagliava pochissimi al botteghino, praticamente ne sbagliò solo uno,quel Last Action Hero che però era anche il suo progetto più ambizioso e forse il film migliore che abbia mai fatto.
Dopo la parentesi istituzionale, vuoi mettere quanto è meglio sbattersi a fare il governatore della California piuttosto che stare appresso a tutta la new Hollywood che avanza, Arnold si è centellinato apparendo come Expendable onorario e in un altro paio di film, il carcerario Escape Plan in cui fa coppia con il suo rivale dell'epoca ( ma in realtà compagnuccio di bisboccia) Sly Stallone e il frizzate Last Man Stand agli ordini del funambolo coreano Kim Jee Won.
Due progetti adattissimi alla sua nuova fisicità ma con un occhio, anzi diciamo pure un occhio e mezzo, rivolto indietro agli anni '80
Poi arriva questo Sabotage, progetto travagliato che ha tutte le carte in regola per piacere: c'è squadra di poliziotti supertosti che potrebbero essere degli Expendables ad honorem,  c'è Schwarzy in formato icona che , nonostante l'età , sfoggia un bicipite megatonico e c'è  un regista con un bel curriculum  capace di guardare indietro al cinema d'azione che fu.
Ecco, io credo che a Schwarzy ci vorrò sempre bene e quando lo vedo con quelle sopracciglia cispose bianche che fanno tanto di nonno dei tempi andati oppure prendersela con un ciccione che ha addosso il 48%  di grasso corporeo , ci voglio ancora più bene.
Ma questo film ce la mette tutta a scoraggiarmi: una bella partenza adrenalinica, quel pizzico di cameratismo che scalda il cuore ( e anche l'aria del furgoncino visto che si condivide tutti una scoreggia, segno di intimità della squadra praticamente inarrivabile), facce da duro per ogni dove con bicipiti steroidizzati e pallottole che disegnano traiettorie impazzite, quel quid di mistero in più perché in realtà quei soldi spariscono e non si sa che fine fanno.
Eppure nel prosieguo saltano all'occhio talmente tante incongruenze che fanno apparire la sceneggiatura più bucata di una forma di groviera svizzera originale.
C'è una certa aria di pressapochismo, i membri della squadra cominciano a morire come i piccoli indiani di un romanzo di Agatha Christie eppure non si viene coinvolti in una indagine seria, che appassioni, insomma si procede navigando a vista sfruttando il potere iconico della faccia di granito di Schwarzy e il sex appeal con la sordina di una Olivia Williams letteralmente sepolta da abiti e acconciature maschili.
E ci mettiamo anche un inutile parentesi sentimentale.
Non ci si appassiona a questo Sabotage pur apprezzando il tentativo di fare un revival degli anni '80 e anche alla fine rimangono dei buchi logici senza risposte ( comodo fare lo sceneggiatore in questo modo).
Dispiace perchè di testosterone ne viene utilizzato a pacchi , gli omicidi sono più da slasher che da semplice poliziesco e anche le sequenze action non sono male.
Disastro al botteghino americano qui da noi è uscito direttamente in home video.
Altra cosa irritante per me che l'ho visionato nella versione italiana è un doppiaggio da fucilazione immediata.
Un po' come il personaggio della Enos.

PERCHE' SI :  Schwarzy e la sua faccia di granito, facce da duro per ogni dove, testosterone a pacchi, omicidi più da slasher che da action, revival anni '80
PERCHE' NO : la sceneggiatura ha più buchi di una forma di groviera, doppiaggio da fucilazione immediata, l'indagine non appassiona, una certa aria di pressapochismo..

( VOTO : 5,5 / 10 )

 Sabotage (2014) on IMDb

10 commenti:

  1. Scommetto che tanti cani in una volta sola non li hai mai visti manco te che fai il veterinario, Bradipo! ahahah :D

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    1. ah ah ah devo dire che questa è buona...mi hai fatto ridere veramente di gusto :)

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  2. Sono d'accordo con tutto, e in più bisogna dire che la trama è fin troppo simile a The Shield, però ho voluto molto bene a questo film, per quanto pasticciato e stupidotto. L'azione frenetica, lo splatter veramente alto per un film d'azione, i personaggi esaltati ed esagerati che danno un sapore molto realistico. Alla fine è solo un film carino, ma è divertente, lo rivedrei un'altra volta. Di certo niente a che vedere con Fury, che è su un altro pianeta. :)

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    1. divertente ma veramente pressapochista...

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  3. Meglio perderselo quindi?
    Io apprezzo tanto lo Swarzy degli anni 80s, quindi preferisco conservarmene il ricordo.

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    1. per vedere Schwarzy in azione va bene...è sempre tostissimo...

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  4. Questo lo salto alla grande, non mi ispira per niente. :D

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    1. pure se te lo perdi non succede nulla...

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  5. Una mezza delusione, ma con Schwarzy di mezzo io non sono proprio riuscito a non volergli bene.
    Peccato davvero per la sceneggiatura.

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    1. è la stessa cosa che penso io...a Schwarzy gli si vuole sempre bene...anche in film come questo...

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