I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

mercoledì 30 maggio 2012

Another Earth ( 2011 )


Io continuo ancora a domandarmi quali aberranti (il)logiche regolino i nostri canali distributivi per quanto riguarda i film da mandare nelle sale cinematografiche. E, siccome pare che l'intelligenza di una pellicola non sia requisito fondamentale ma un semplice optional(che se non c'è è pure meglio), non dovrei continuarmi ad indignare per pellicole di valore che escono nei nostri cinema solo nominalmente, perchè in realtà sono uscite virtuali. E io invece ogni volta mi indigno.
E' il caso di questa piccola produzione statunitense, Another Earth, che sotto la patina della fantascienza distopica ( e quella Terra-Due  che diventa sempre più grande in un cielo sempre più piccolo che la trattiene a stento, conferisce alla pellicola un aspetto molto melancholico, anche se bisogna sottolineare che il film di Von Trier è posteriore a questo) racconta una storia d'amore, di elaborazione del lutto e di senso di colpa che, ineluttabile,  avvolge tutto.
E' placido, silenzioso eppure ti entra subito dentro questo film dall'aspetto sundancesco . L'evidente economia di mezzi con cui è stato realizzato  evidenzia ancora di più la sostanza del dolore lancinante che , come una morsa, stritola i cuori dei due protagonisti.
Terra-Due o l'Another Earth è la speranza che lassù esista un mondo finalmente perfetto, è la volontà di resettare tutto in un'immaginaria macchina del tempo e teletrasportarsi esattamente nel momento prima che il fattaccio accada.
Another Earth è il sogno di una seconda possibilità che tutti dovrebbero avere.
L'esordiente (o quasi ) Mike Cahill riesce con poche pennellate a portare avanti la storia su più binari, alcuni destinati a incontrarsi, altri a rimanere paralleli all'infinito, forse.
 E si disinteressa degli aspetti scientifici della questione. Del resto due pianeti così vicini porterebbero delle conseguenze enormi l'uno sull'altro che in questo film non ci sono.

Rhoda cerca assolutamente un modo per espiare la colpa che la corrode da dentro e una volta che vede da vicino e tocca con mano che cosa è diventata la vita di John, uomo privato della certezza della sua famiglia ( una moglie incinta e un bimbetto di cinque anni) che trascorre la maggior parte del suo tempo nella sua enorme  casa isolata ridotta a una specie di discarica. Vive come un eremita a sfondarsi il fegato per non ricordare.
Anche la vita di Rhoda da quella sera non è più la stessa: da brillante studente di astrofisica si ritrova a fare la pulizie in una scuola, un avvenire opposto a quello che si stava aprendo per lei.
Cerca di ridare a John un brandello di  felicità o forse cerca solo di alleggerire il senso di colpa che la sta devastando.
Another Earth non è solo un film sci-fi , non è solo melò, non è solo dramma esistenziale. E' un po' tutte queste cose e forse risiede qui il suo fascino.
Il suo spunto ricorda quello di un episodio della prima , mitica stagione di  Spazio 1999 ( Un altro tempo, un altro luogo) ma ancora di più un cultissimo del 1969, Doppia immagine nello spazio (Doeppelganger) in cui un astronauta era inviato in missione sul pianeta appena scoperto,gemello alla Terra. E lo trova così uguale eppure così sottilmente differente. Del resto   gli sceneggiatori di questo film erano gli stessi Gerry e Sylvia Anderson che avevano creato anche Spazio 1999. Erano evidentemente affascinati dal tema del doppio e dello sdoppiamento.
Ma ci sono tante altre citazioni: persino libri di Asimov sulla scrivania di Rhoda tanto per dare colore a un film che intenzionalmente se ne priva (metaforicamente) per descrivere due vite allo sbando.
Se qualcuno di domandasse se a Terra -Due se ne stanno con le mani in mano ad aspettare , beh prima della fine del film troverà le sue risposte.
Una nota di merito per i due protagonisti, la bellissima Brit Marling , anche sceneggiatrice , che riesce a far tracimare dallo schermo la sua angoscia con un semplice, intensissimo sguardo, e per William Mapother, impegnato in fiction televisive più che altro, che tira fuori dal cilindro una prova rimarchevole.

( VOTO : 8 / 10 )

Another Earth (2011) on IMDb

14 commenti:

  1. Risposte
    1. si, mi è piaciuto e quella Terra Due sempre più grande nel cielo è molto melancholica!

      Elimina
  2. Il film ha indubbiamente il suo fascino anche se io ho trovato il finale piuttosto irrisolto.... Sono commossa, comunque, dalla citazione di Spazio 1999.... e scopro di non conoscere questa Doppia immagine nello spazio.. arghhhhhh!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Credo che il film esplori solo una delle tantissime strade che poteva prendere. Perchè non aspettarsi che anche quelli di Terra Due vogliano sbarcare da questa altra paarte per esempio...Doppia Immagine nello spazio l'ho scoperto in qualche palinsesto notturno e visto avidamente. Ma si parla di anni e anni fa...

      Elimina
  3. Gran bel film, uno dei pochi che è riuscito negli ultimi mesi a mettere d'accordo me e il Cannibale, nonostante i suoi assurdi accostamenti a quella palla mortale di Melancholia! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. eh eh a me è piaciuto Melancholia ! Mi ha impressionato parecchio...

      Elimina
  4. Sto cominciando a perdere la pazienza... Questo film, almeno nello scorso weekend, è uscito in 3 sale (dicesi TRE) non nella mia provincia, non nella mia regione, ma IN TUTTA ITALIA! DUE A ROMA E UNA A MILANO! E se non è una vergogna questa cos'è?
    Aspetterò ancora un paio di settimane, poi... a mali estremi estremi rimedi! Sono sempre stato e sempre sarò contrario, eticamente e concettualmente, al download illegale, ma se ci sei costretto... bah!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E considera che io non sto nè a roma e nè a Milano. Da me certe pellicole non sono mai arrivate,figuriamoci qualcosa come Another Earth. Io privilegio la visione al cinema ma se al cinema non me li fanno vedere i film allora mi dovrò pur difendere in qualche modo...

      Elimina
  5. Insomma, potremmo dire che nel nostro universo di cine-bloggers Another Earth è stato promosso a pieni voti da noi che siamo giudici cattivissimi. Concordo con Il cinefilante sulla chiusura non proprio all'altezza di tutto il resto, ma va bene così. A 'sto punto la solita fatidica frase ci sta sempre: avercene in Italia di film come questo!
    Belle le infarciture cinefile che non conoscevo ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La chiusura è sempre difficile in film come questi, credo che quella scelta da Cahill sia una di quelle comode, aperte, un po' in mezzo al guado tanto per non essere troppo triste o troppo lieta. E può aprire la strada a un sequel.Grazie per le infarciture cinefile: a me che conosco per filo e per segno Spazio 1999 il collegamento è venuto automatico.Da molte altre parti ho letto Solaris come riferimento...secondo me siamo un po'troppo in alto...

      Elimina
    2. Agli Spietati non è piaciuto granché, ma anche loro citano a latere Tarkovskij...

      Elimina
    3. Sono andato a leggere adesso.Effettivamente è stato molto tiepido. E io comunque Tarkovskij non ce l'ho visto. Spazio 1999 e Doppia immagine nello spazio invece ce li ho visti e anche abbondantemente...vuoi vedere che sono tra i pochi eletti ad aver visto quel film?

      Elimina
  6. E' rimasto pochi giorni nella mia città ma sono riuscita a vederlo. All'inizio ero un po' titubante: la locandina ricordava troppo Melancholia, secondo me il film più bello dell'anno. Lo scetticismo se ne è andata dalle prime inquadrature, originali, espressive, poi è stato un crescendo. Contenta che ci sia un giovane regista da poter seguire. Un mio commento http://libriearte.wordpress.com/2012/05/29/another-earth-usa-2011-di-mike-cahill/
    Dafne

    RispondiElimina
  7. ciao Dafne! anche da me lo hanno messo inaspettatamente a scoppio ritardato. E' vero la locandina ricorda molto da vicino Melancholia( che pure per me è bellissimo) ma credo che possa anche essere una cosa voluta ai fini commerciali almeno qui da noi. E comunque se questo è il primo film di fiction di Cahill, lascia bene sperare per il futuro. Vengo subito a trovarti e a leggere il tuo commento!

    RispondiElimina