I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

lunedì 11 febbraio 2013

Amabili resti ( 2009 )

1973: l'adolescente Susie Salmon, nel fiore della spensieratezza dei suoi anni viene rapita , seviziata e barbaramente uccisa da un vicino di casa, l'insospettabile George Harvey. Ma Susie non muore semplicemente: si ritrova in un limbo ultraterreno in cui veglia i propri cari e controlla tutte le loro mosse. Messo il freno al suo umano desiderio di vendetta, Susie farà di tutto affinchè la sua famiglia superi questo dolore così immenso.
Gli amabili resti sono le suggestioni che ti rimangono dopo la visione,sono le lovely bones lasciate sul divano allorchè la mente divaga quando ,filtrato dallo sguardo di Susie Salmon, ci si trova in un limbo incantato color pastello che esplora la parte più calda della tavolozza cromatica. Il mondo di qua è buio è tenebroso, quello di là letteralmente inondato dalla luce,quello che sta tra i due un diluvio senza fine di colori.
Sicuramente anche qui la longa manus del produttore Spielberg avrà influito su qualche buonismo di troppo nella descrizione del limbo, su quel misticismo che si ammanta di new age formato tascabile (per come è riassunta), su quel finale che quasi provoca il coma diabetico nello spettatore meno smalizato. Ma si sa, il lieto fine è una delle regole auree non scritte dell'industria hollywoodiana.
Jackson da parte sua ritorna alle atmosfere delle sue Heavenly creatures ma con maggiore dovizia di mezzi e conseguente moltiplicazione delle tracce narrative, Ma tutto questo non si riflette sulla freschezza della narrazione che a volte diventa quasi involuta perchè schiacciata dalla visione di quel limbo che evidentemente appassiona tanto il regista neozelandese.In questo film tanta carne viene messa al fuoco, forse troppa.
La famiglia di Susie dopo la sua tragica dipartita collassa e implode ,ognuno in preda ai propri fantasmi, c'è una giustizia che tarda ad arrivare e quando arriva il colpevole sarà colpito da quella divina e non da quella umana, c'è una giovinezza che viene brutalmente interrotta, il furto di una vita presumibilmente luminosa, c'è l'apparente provincia americana in realtà feconda di mostri.
Ci sono personaggi ai limiti della caricatura come quello di Susan Sarandon, nonna hippie che emette aforismi e perle di saggezza a getto continuo, altri appena abbozzati come quello del detective troppo garbato e ingessato per essere vero. Ci sono ingenuità, carinerie assortite ma ci sono anche grandi momenti di cinema.
E sono quelli che non si dimenticano e permettono di riscattare un film pieno di difetti come questo.
Perchè sono sicuro che tra qualche tempo avrò dimenticato il finale melassoso, la nonna Sarandon, il padre tormentato che pare un clichè ambulante, le letterine d'amore che arrivano da un mondo all'altro, così come le visioni dal limbo color dell'arcobaleno. Ma  rimarranno ben impressi il serial killer di Stanley Tucci, straordinaria caratterizzazione di un uomo meno che mediocre, il suo antro in cui riesce ad attrarre Susie e i pochi minuti in cui l'orrore si fa impalpabile fino a deflagrare fuori campo, la fuga di Susie inconsapevole del suo status, il suo orrore quando finalmente prende consapevolezza del suo distacco definitivo dal mondo che fino a pochi attimi prima l'aveva protetta e coccolata, il rituale della pulizia certosina del serial killer per nascondere le tracce all'interno della stanza da bagno, il cuore che ti arriva in gola quando la sorella di Susie nella casa dell'assassino riesce a impossessarsi del suo diario e a fuggire appena in tempo dalle sue grinfie.
Veramente brani di grande cinema, di regia ai massimi livelli che valgono da soli il cosiddetto prezzo del biglietto.
E che permettono di innalzare il giudizio su un film che altrimenti sarebbe solo un bell'involucro con poco dentro, una cornice che varrebbe molto di più del quadro in essa contenuto.
Molti hanno detto che Peter Jackson è ormai legato alla terra di mezzo e ci ritorna con questo film; secondo me è tornato ancora più indietro nella sua filmografia,alle Heavenly creatures già nominate.
Ma stavolta l'horror che veniva fuori tra le righe di quel film qui è solo un ricordo.
E' il risultato finale che sta un pò nel mezzo.

( VOTO : 6,5 / 10 )

25 commenti:

  1. Film che ho trovato discontinuo anche io, al contrario del libro che mi ha turbata davvero tanto.

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    1. non ho letto il libro ma il film contiene delle "pagine" assolutamente memorabili...

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  2. Lo paragoni addirittura a Heavenly Creatures? Non leggerò più questo blog!
    No dai, io ho sempre salvato e sostenuto Jackson, anche in cose orribili e inguardabili tipo King Kong, ma qui è andato davvero oltre, per me film insopportabile e noioso oltre ogni limite, zero immaginazione, zero fantasia, nessun sense of wonder, il piatto più assoluto. :)

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    1. Per me Heavenly creatures è un capolavoro, Amabili resti no anche se al suo interno contiene pagine assai suggestive....Mi perdoni? eh eh ieri ti ho assegnato anche ilo Boomstick award per il 2013...:)

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  3. è passato un bel po' da quando lo vidi però di sicuro mi ha lasciato un bel ricordo

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    1. benvenuto su queste pagine! non è il mio preferito di Jackson ma anche a me ha lasciato buoni ricordi...

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  4. Sullo Stanley Tucci di Amabili Resti faccio gli incubi ancora adesso, credo che pochi serial killer mi abbiano impressionata tanto quanto lui.
    Il film in sé è splendido, mi ha turbata parecchio, anche se il libro, come spesso accade, è molto migliore come ha detto Beatrix.
    Heavenly Creatures invece è l'unico film di Jackson che ancora mi manca e che spero di recuperare presto!

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    1. il recupero di Heavenly creatures è obbligatorio! Secondo me Amabili resti ha più di qualche punto di debolezza ma contiene brani di cinema assolutamente superbi!

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  5. Trasposizione buona del libro che a sua volta mi è piaciuto molto. La nonna per me è quella riuscita meglio :P

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    1. il libro non ho avuto occasione di leggerlo, il film secondo me ha qualche patinatura new age di troppo ma ha alcune sequenze assolutamente esaltanti. La nonna hippy effettivamente è un personaggio divertente...

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    2. se ti interessa leggere il libro posso passarti la versione e-book. ciao.

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  6. no, non ci sto.
    un film bellissimo, uno dei miei preferiti.
    sei un insensibile :)

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    1. Addirittura uno dei tuoi film preferiti? che tenerone! eh eh eh e io sono un'insensibile a parlarne così...:)

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  7. A me è piaciuto abbastanza, vedi il metodo narrativo, la trama...almeno un sette per me:)

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    1. complessivamente ne ho dato un giudizio positivo ma è la media tra sequenze assolutamente favolose e parti che ho gradito un po' meno...

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  8. L'ho visto quando uscì in sala e il fatto che non mi siano rimasti molti amabili resti la dice lunga su come lo trovai. Ricordo un bel po' di inquietudine, un po' di stupore per l'altro mondo ma nulla di più...

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    1. ecco a me ha colpito più l'aldiqua che l'aldilà color pastello...ma come dice il cannibale sono un insensibile!

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  9. Il film è un buon film, ma anche io l'ho trovato in alcune parti un po' discontinuo. Alcune scene sono bellissime, come quella dell'omicidio, o di quando la sorella entra in casa del killer: lì, hai il cuore in gola. Stanley Tucci grandioso, ma se si voleva, il suo personaggio lo si poteva caratterizzare ancora meglio, si poteva osare un po' di più, secondo me.

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    1. anche io la penso come te , secondo me in quelle parti in cui non si è osato c'è la mano di Spielberg e della sua produzione!

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  10. pure io ricordo ben poco, e quel poco che ricordo è che fosse bruttarello assai.

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    1. che cattivello! dai, non è così brutto!

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  11. Da dimenticare, non fosse per la stralunata interpretazione di Tucci

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    1. E' vero , Tucci è un valore aggiunto ma per me il film non è da buttare via, non tutto almeno!

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  12. Ho trovato notevole il rincorrersi l'un l'altra le vicissitudini (come se si chiamassero a vicenda in un continuo dialogo di associazioni anche senza aver senso) nei due mondi distinti cioè fra quello dei vivi e quello della giovane vittima: di cattivo gusto, ma cerco di rabbonirmi credendo che comunque pur si parla di fiction, invece la fine che fa il carnefice che diventa vittima di un progetto di vendetta delle forze dell'aldilà (forse lo zampino di Spielberg?). Concordo nella votazione: rimaniamo sui sei senza andare oltre.

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    1. anche a me è sembrato che nella parti più melassose ci fosse lo zampino di Spielberg e questo non mi ha permesso di apprezzarlo fino in fondo...però ci sono della sequenza assolutamente notevoli...

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