I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

giovedì 23 aprile 2015

Stupidario veterinario : un tranquillo venerdì 17 da paura nell'ambulatorio del bradipo

Ogni un racconto di un ordinario delirio in una mattinata piuttosto affollata nel mio ambulatorietto.
La ferita era fresca: il computer a riparare e senza scrivere nulla la mattina prima di andare al lavoro.
Non sono scaramantico ma ci credo: ho i miei rituali la mattina.
La sveglia quando da poco si è fatto giorno, un sorso di yogurt da bere gusto cocco e ananas , intanto che ho già acceso il computer, quindi un giro per internet per vedere le ultime novità.
Poi la lettura della trama del film di cui ho intenzione di parlare e infine comincio a confezionare il post mentre la casa si sta svegliando, i figli si cominciano a vestire e danno fastidio alla nostra cagnetta Bea che abbaia , ringhia e sbatte i denti per mordere che in confronto un piranha è un pucciosissimo pesce rosso.
Questa mattina ho chirurgia, tutto di routine, devo sterilizzare un gattino maschio e poi si è aggiunta una gattina femmina all'ultimo momento .
Di solito non prendo mai un doppio appuntamento di chirurgia nella mattinata: mi stresso troppo perché sento sempre terribilmente la responsabilità di avere una vita tra le mani che è legata alla mia pratica chirurgica.
Perché per gli altri saranno anche animali ma per me sono esseri viventi e per chi me li affida sono qualcosa di molto di più che semplici amici.
La responsabilità si sente, eccome se si sente.
Quando ho chirurgia la mattina, se la posso programmare prendo appuntamenti solo di mattina, tutto il mio rituale viene stravolto: devo andare leggermente prima in ambulatorio per preparare la sala operatoria, per avere già tutto pronto e in ordine, per non lasciare alcuno spazio all'imprevisto che di solito è sempre in agguato.
Anche il viaggio in macchina è fatto nel silenzio assoluto: spazio vietato alla musica e alla radio, solo concentrazione per quello che mi attende appena arriverò in ambulatorio.
In tutto questo ha parte fondamentale la mia dolce metà, anzi il mio quartino, viste le mie dimensioni antropometriche.
Lei è mia moglie, la madre dei miei figli ( anzi dei nostri figli), la mia migliore amica, la mia confidente ed è anche la mia collaboratrice principale.
Senza di lei non sarei in grado di fare nulla: è lei che si occupa di tutto quello che gravita attorno alla mia attività, è lei che si occupa di preparare tutto, di mettere tutto in ordine in modo che quando entro in sala operatoria sia tutto pronto , dal ferro chirurgico , alla garza , al filo di sutura.
E lei è anche il mio calmante mentre opero oltre ad essere il mio antidepressivo naturale.
Dicevo calmante mentre opero: beh non c'è operazione chirurgica in cui non si moccola almeno un pochino, almeno nella mia sala operatoria succede così, lei è sempre lì a calmarmi e a cercare di mettermi di buon umore.
A proposito di scaramanzia oggi è venerdì 17 e come ho detto prima non è vero ma ci credo.
E quella mattina mi ha attraversato la strada anche uno dei millemila gatti neri dell'architetto che abita all'inizio della mia via.
I gatti neri portano fortuna in tutti i Paesi tranne che nel nostro : siccome portano fortuna e non voglio che qualsiasi cosa poi succeda in sala operatoria sia connesso all'attraversamento o meno di quel gatto , decido di fare inversione a U e cambiare strada con tanti saluti al gatto nero e all'architetto.
Nel tragitto che va da casa all'ambulatorio, quindici minuti di macchina, dico a mia moglie che non so se ho preso l'appuntamento per fare le analisi del sangue a un pastore tedesco.
E non mi ricordo se la signora mi aveva parlato anche di una possibile visita al suo coniglio.
Se così fosse mi slitta tutta la scaletta delle attività della mattina.
Arrivo in ambulatorio e proprio mentre sto quasi gioendo perché non vedo la signora con il pastore tedesco....Caz ..è lì...e c'è anche il coniglio.
Faccio velocemente il prelievo dopo aver aiutato la signora a sollevare la piccola Sissi ( 50 kg di cane a momenti per alzarla dovevamo chiamare un carro attrezzi) che trema come una foglia , un po' come le mie vertebre lombari al solo pensiero che la devo riprendere in braccio per rimetterla giù.
E poi passiamo al coniglio: ecco quel coniglio in particolare è un concentrato di pucciosità senza limiti, è della razza ariete nano , ha delle lunghissime orecchie che gli ricadono ai lati della testa ed è lì buonissimo che aspetta la visita con pazienza e riesce a stare fermo anche quando su richiesta della signora devo fargli un po' di manicure e di pedicure, le unghie sono lunghissime e bisogna accorciarle.
Intanto è arrivata la signora del gatto maschio da operare ma prima di lei sono arrivate anche altre persone che hanno riempito la mia sala d'attesa con un brusio di sottofondo che diventa sempre più forte e che innervosisce me e i piccoli pazienti che stanno aspettando.
La signora del gatto è anche senza trasportino ma tiene il micio dentro una borsa da ginnastica da cui esce solo la sua testa.
Ma quella dei trasportini strani è un'altra storia.
Dopo aver visitato e vaccinato un lagotto di due mesi, anche questo di un puccioso ai limiti della commozione, arriva Argo, un cucciolone di American Staffordshire che ha problemi con le zampe posteriori.
Ecco, dire arriva è piuttosto improprio perché la ragazza che lo porta pesa meno di lui e sta ficcato talmente dentro la macchina che quasi non riesco a disincastrarlo.
Per evitare di stressarlo ulteriormente e di fargli male seppure involontariamente opto per una visita in situ: nel bagagliaio della macchina. E alla signora dico che non faccio pagare nemmeno la domiciliare.
Argo ha un dolore alla zona lombare molto forte ma fortunatamente tutti i riflessi spinali sono presenti e quindi non dovrebbero esserci problemi nel rivederlo in piedi sulle quattro zampe a breve.
La signora del gatto da sterilizzare intanto comincia a dire che ha fretta e lo fa ogni volta che passo nella sala d'attesa quando entro ed esco dall'ambulatorio per vedere Argo.
Il nervosismo mio sale perché detesto fare aspettare la gente e perché detesto affrettare le cose: del resto se mi chiamo bradipo e se il mio ambulatorio si chiama così una ragione ci deve essere.
Riesco a guadagnare un po' di tempo segnando la terapia domiciliare ad Argo e appena dopo faccio entrare finalmente la signora.
Lei è in vena di battute e io normalmente non sono da meno: sono carico come una molla ma anche il suo gatto non scherza, non si vuole far toccare neanche per una veloce preanestesia.
La signora comincia a dirmi:" Dottore , non è che si sbaglia e che la puntura la fa a me?"
E io prontamente " Signora non si preoccupi, se sente la puntura dell'ago basta che alza la mano e mi avverte e io mi fermo subito"
Il terrore cala come una mannaia sul suo sguardo: " Dottore ma le è mai successa una cosa simile?"
E qui mi vendico mentendo spudoratamente : " Solo un paio di volte in quasi venti anni di attività...."
La signora ormai me la sono giocata, deve subentrare il marito e a nulla valgono le mie rassicurazioni, capisce che stavo scherzando ma non si sa mai...
Riesco a sedare il gatto e a portarmelo in sala operatoria e mentre sto ultimando l'intervento mia moglie se ne esce : " Che ne dici oggi se mangiamo la pasta in bianco con asparagi e speck?"
Ecco non so perché ma ogni volta che faccio un intervento si finisce a parlare di cibo.
Aspetto il risveglio del gatto e lo metto nella gabbietta e ho la brutta idea di avventurarmi nella sala d'attesa che trovo molto più piena di quanto l'avessi lasciata prima.
Ci sono due cani da vedere , ma fanno talmente tanto casino che sembrano venti, e la gattina da sterilizzare che da dentro il suo trasportino guarda tutti con occhio terrorizzato.
Il primo cane è una bracchetta tedesca che devo solo vaccinare ma siccome abita nel mio stesso paese e le votazioni si stanno avvicinando ci scappa la chiacchiera sul sindaco e sulla situazione politica nella città.
Abitando in un paese di poco più di diecimila anime ci si conosce praticamente tutti per nome e quindi la chiacchiera procede spedita fino a che mia moglie, il vero direttore sanitario dell'ambulatorio, mi richiama all'ordine.
Devo far entrare l'altro cane, Achille che è quello che sta facendo più casino di tutti: poco tempo fa gli ho suturato una brutta ferita sulla zampa anteriore , l'ho costretto a portare uno scomodissimo collare elisabettiano ( dal padrone ribattezzato collare tibetano) e quindi il nostro rapporto è andato un attimo a sud.
E gli devo mettere il microchip, pratica semplicissima ma in un cane che si impunta come un cavallo allo stato brado e che scalcia come un mulo , diventa un filino più difficile.
Il microchip si applica mediante iniezione sulla parte sinistra del collo e Achille non sembra molto d'accordo nel farselo mettere.
Mi ringhia , ma ormai ci ho fatto il callo, mentre non esita a mordere le mani della padrona, così tanto per spiegarle che non ha nessunissima voglia di farsi toccare.
A questo punto la lotta diventa una questione d'onore: Achille scenderà dal tavolo dell'ambulatorio solo con il suo bel microchip.
I suoi padroni sono due placidi vecchietti, pensionati che lo trattano come un nipotino e lui un po' se ne approfitta. Di me invece , che sono più brutto, più grosso e più cattivo di loro ha un po' paura e per questo gli rifilo un paio di urlacci per mettergli non dico paura ma almeno per renderlo un po' dubbioso sulle mie reali intenzioni.
Messa la museruola e immobilizzato per un attimo finalmente riesco a mettere il microchip e lui mentre la padrona gli toglie la museruola che fa? la morde di nuovo e la signora , stoica, sopporta tutto.
E' il suo nipotino.
Intanto in sala d'attesa si sta consumando un dramma: la proprietaria della gatta da sterilizzare è ormai nel panico totale. E' una mia amica con cui c'è una certa confidenza per cui mi dispiace parecchio che la prenda così.
Un po' è anche colpa mia e del suo fidanzato: qualche anno fa abbiamo sterilizzato un suo gatto maschio e  le facemmo uno scherzo veramente crudele ideato dal ragazzo.
Mentre il gatto riposava nella gabbietta placido e tranquillo, mi misi un fonendoscopio a tracolla come il George Clooney di E.R., presi un panno verde e lo avvolsi in modo da far sembrare che ci fosse qualcosa dentro e poi facendoci vedere da lei passammo da una stanza all'altra al grido di "Lo stiamo perdendo! Lo stiamo perdendo!" esattamente come succedeva nella serie americana.
Devo ammettere uno scherzo veramente stronzo, di pessimo gusto.Lei quasi svenne e al ragazzo non perdonò mai uno scherzo così crudele.
Mi perdonò solo perché la burla non l'avevo ideata io.
Addormentiamo la gattina e procediamo con l'intervento.
Va tutto bene, mi siedo su uno sgabello, stanco, con i piedi che fanno un po' male e leggermente sudato.
Si è fatta l'una ormai, la mattinata è finalmente finita e tutto è andato nel migliore dei modi.
E mia moglie : " Ma allora ti va bene la pasta con asparagi e speck?"
" Va bene, amore, va benissimo. Tutto quello che vuoi tu."

17 commenti:

  1. Ahahah altro che venerdì 17, povero Bradipo! Però bello lo scherzo ai danni della poveretta, chissà che trauma XD

    P.S.
    Bentornatooo!!!

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    1. grazieee! quello scherzo fu veramente tremendo...

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  2. Bastardissimoooooooooooooo! XD
    Io ti avrei preso a mazzate. Giuro.
    Però dev'essere bello, la tua vita è un'avventura continua e una grossa responsabilità. La vita è uguale, per tutti, e tu lo sai. Ma la cosa più bella è la signora Bradipo che ti stuzzica con il menu del pranzo...meravigliosa!
    P.S. non te sei regolato a fa inversione a U...ora lo dico a Persia!!!
    ;-)

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    1. Una pigna in faccia me la sarei meritata, mia moglie quando mi vede armeggiare con palline, uterini e tumorini vari mi chiede sempre che cosa voglio per pranzo....:) L'inversione a U vedila come un rifiuto di cedere alla scaramanzia...e se poi fosse successo qualcosa? avrei dato la colpa al gatto nero...

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  3. Scherzaccio!!!Comunque mi mancavano i tuoi stupidari veterinari....e complimenti alla calma della signora Bradipo...grandissima!

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    1. se non ci fosse lei volerebbero veramente gli stracci nella mia sala operatoria....

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  4. Ohhhh, tornato tu e tornati gli stupidari, finalmente!
    Che pazienza dovrai avere, con sti padroni...!
    Ma con sto scherzone, a me sarebbe venuto un attacco di cuore!
    (Adorabili le parole per tua moglie!)

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    1. grazie, so di avere fatto cosa gradita a molti con il racconto delle mie piccole avventure...scherzo veramente perfido , mia moglie se le merita tutte quelle parole...

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  5. Fai un lavoro bellissimo, per me sei un eroe.
    Lo scherzo mi ha fatto morire dal ridere ma ammetto che mi sarebbe preso un colpo!
    Il gatto di mia suocera, un bianco e nero dolcissimo e buono vissuto fino a 18 anni, quando era dal veterinario per fare "il tagliando "diventava una furia. Dovevano tenerlo in quattro, il vecchio Pasqualino.

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    1. grazie Ciccola , troppo gentile. Diciamo che quando salvo la vita a un essere vivente mi sento veramente utile e realizzato..ce ne sono di gatti di Satana....anche da me...

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  6. Mi eran mancati gli stupidari, e questo venerdì 17 si è rivelato particolarmente ricco!
    Con tutte quelle foto pucciose mi hai fatto venire gli occhi a cuoricino :)

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    1. le prime due foto sono le mie, una e Macchia , l'altra è Bea che mangia uno spaghetto al sugo...contento di aver fatto cosa gradita...

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  7. È la prima volta che leggo un tuo post dello Stupidario Veterinario e mi è piaciuto moltissimo *.*
    Da piccola io volevo fare il veterinario, solo che non penso di esserne in grado per motivi di sangue eccetera, perciò mi sono data alle lingue. L'amore ed il rispetto che provi per gli animali dei tuoi pazienti è ammirevole! Complimenti per l'animo che ci metti nel fare questo mestiere!

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    1. se vuoi in giro per il blog ne trovi qualcuno...io amo gli animali e da veterinario forse non dovrei mostrarlo così spudoratamente , dovrei avere un attimo di distacco per essere più professionale...ma francamente non me ne frega nulla, me li spupazzo anche di fronte al cliente...

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    2. Fai bene! Non c'è cosa più bella per i clienti perchè sanno che si possono fidati dato che li ami! Anche io ho due gatti e fanno parte di me, non saprei come fare senza di loro! Magari un giorno scrivo anche io qualcosina su di loro ^^

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  8. Erano anni, giuro, che non mi tenevo la pancia per il troppo ridere come è successo oggi leggendo di quell'episodio. ^_^ Immagino che quei due non siano più fidanzati, no?
    P.S.: se hai un defibrillatore a portata di mano, potresti di tanto in tanto urlare "Libera!" e saggiare le reazioni dei presenti.

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    1. ah ah no, no , sono felicemente conviventi ma lui quel giorno non se l'è passata troppo bene, lei lo malmenò anche sotto i miei occhi e sicuramente gli ha dato pure il resto a casa....

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