I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

domenica 26 aprile 2015

Wild ( 2014 )

America anni '90 : la giovane Cheryl Strayed ha perso da poco la madre per un tumore che l'ha portata via in pochissimo tempo, ha distrutto consapevolmente il suo matrimonio a furia di droga e sesso occasionale e cerca un'occasione per guardarsi dentro e rinascere.
Decide di affrontare con pochissimo allenamento uno dei percorsi di trekking più famosi al mondo , il Pacific Crest Trail, circa 4000 km, che parte dal confine tra Stati Uniti e Messico e arriva al confine tra Canada e Stati Uniti.
Avrà occasione di riscoprire se stessa e di incontrare un'umanità variegata che le darà la forza di ripartire.
Ho affrontato la visione di questo film con sentimenti abbastanza contrastanti: da una parte mi sembrava di avere a che fare con una versione al femminile di Into the Wild, film di Sean Penn che qui a bottega è stato molto molto gradito, anche se non riuscivo a visualizzare Reese Witherspoon come un Emile Hirsch in gonnella, dall'altra la lettura di diverse recensioni positive e del tutto inaspettate mi aveva fomentato una certa curiosità.
Altro pregiudizio che avevo e ben radicato è quello sulla protagonista di Wild quella Witherspoon che si è guadagnata urbi et orbi una fama da stracciamarroni da competizione e che anche io non sono mai riuscito a digerire.
E poi l'ho sempre vista come la classica arpìa da salotto, una che pontifica solo col culetto ben piantato sulla poltrona in pelle umana che fa bella mostra di sé nel suo soggiorno.
O meglio la vedevo così prima di apprestarmi alla visione di questo film..
Perché Wild me l'ha fatta in un certo senso scoprire pur se ha l'aspetto di un abitino sartoriale cucitole addosso su misura.
Del resto la nostra amica sta apparendo sempre di meno su grande schermo nonostante l'età ancora piuttosto verde (il tassametro dice 39 ) e sta diversificando la sua attività interessandosi alla produzione ( oltre a Wild ultimamente ha prodotto Gone Girl di Fincher) con discreto fiuto.
Quindi ha letto il romanzo della vera Cheryl Strayed , ha scelto il regista,Jean Marc Vallée, lo stesso di Dallas Buyers Club ( e in un certo senso la continuità stilistica dei due film mi è parsa piuttosto evidente, hanno lo stesso stile frammentato di raccontare le cose esaminando le vite dei protagonisti attraverso una miriade di flashback e narrano entrambi di un percorso di rinascita) e ha scelto anche lo sceneggiatore, il gettonatissimo Nick Hornby, uno che ormai scrive romanzi e sceneggiature col pilota automatico.
Inevitabile poi confrontare Wild con Into the Wild : diciamo che sono caratterizzati da avere due prospettive radicalmente diverse.
Il film di Penn è una scoperta continua della natura che circonda e coinvolge il protagonista sempre più, spingendolo all'isolamento , al raccoglimento per godersi fino in fondo questa comunione tra lui e il selvaggio mondo che lo circonda.
Il film di Jean Marc Vallée ha invece i riflettori puntati esclusivamente su Cheryl, artefice e protagonista di una viaggio alla riscoperta di se stessa, i luoghi che attraversa sono un corollario, uno sfondo bellissimo ma si ha la sensazione che non siano mai i veri protagonisti del film , al contrario di quanto succedeva in Into the Wild.
La variegata umanità che incrocia la strada con Cheryl la accompagna in questo percorso di rinascita e di crescita dimostrandosi indispensabile.
Le ceneri della vecchia Cheryl sono volate via sulla tomba della madre.
Ora da quelle stesse ceneri è rinata una nuova Cheryl, più forte di prima e più pronta ad affrontare il mondo.
Reese Witherspoon in questo ruolo mi è sembrata brava, non avrei puntato un centesimo bucato sulla bontà della sua performance avendola sempre ritenuta una principessa sul pisello arrivata fuori tempo massimo.
Mi sbagliavo.
Addirittura a tratti mi è sembrata anche bella.
Oddio ,  bella forse no.
Caruccia.
E per una che ho sempre pensato fosse la figlia segreta di Willem Dafoe è già un bel traguardo.

PERCHE' SI : un road movie intenso e ben condotto da una regia sicura nell'utilizzo dei flashback, la Witherspoon è brava oltre ogni mio pregiudizio, ottima fotografia ed eccellente anche la colonna sonora.
PERCHE' NO : il personaggio di Laura Dern ( la madre) è trattato un po' male,in un viaggio così avventuroso mi sarei aspettato molti brutti incontri sia animali che umani, finale all'insegna della retorica.

LA SEQUENZA : quella iniziale, Cheryl si strappa un unghia dal suo alluce dolorante e facendo un movimento sbagliato fa cadere i suoi scarponcini nel precipizio.

DA QUESTO FILM HO CAPITO CHE :
i pregiudizi sono sempre una brutta cosa.
Ci vuole fegato e incoscienza per affrontare 4mila kilometri a piedi così giusto per poter dire di averlo fatto.
Continuo a preferire l'albergo al campeggio.
Rimettersi in gioco è cosa buona e giusta.

( VOTO : 7 / 10 )

 Wild (2014) on IMDb

18 commenti:

  1. Ne state parlando tutti quanti bene, devo davvero trovare il tempo di vederlo questo film... Cheers! ;-)

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    1. io ero partito abbastanza prevenuto ma mi sono dovuto ricredere...

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  2. Una bella e imprevista sorpresa. Anche a me lei sta sulle scatole, ma è brava brava. La scena in cui, dopo l'incontro col bambino nel bosco, si inginocchia e piange mi ha messo un magone...

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    1. è vero, è bella quella scena....

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  3. Bella in effetti no, molto brava però in questo ruolo. Jean-Marc Vallée lo apprezzo molto, anche se l'intensità di Into Wild è superiore.

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    1. anche per me Into the wild è ad un altro livello ma per essere un film su cui avevo aspettative pari a zero...

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  4. In rampa di lancio da qualche giorno, non dovrebbe mancare molto al decollo! :)

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    1. curioso di sapere che cosa ne pensi...

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  5. Ecco, tu Into the wild l'hai gradito, io come ben ricorderai lo odio quanto Casa Pound. E dato che quetso film in parte me lo ricorda, l'ho evitato...
    Anche se tutti lo stanno promuovendo. Ma per completezza prima voglio vedere "Dallas Buyer Club".

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    1. Dallas buyers Club è da vedere se non fosse altro per Mccoso e Leto, su Into the wild la pensiamo in maniera diametralmente opposta...

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  6. Anche io preferisco l'albergo al campeggio, ma un'impresa di questo tipo mi attrae non poco.
    Ad ogni modo, vedo che, finale a parte, concordiamo praticamente su tutto.

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    1. eh eh diciamo che preferisco le comodità...anche un agriturismo va bene...

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  7. rimettersi in gioco è per persone che non temono il campeggio, ma che hanno l'accortezza di scegliere le comodità

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  8. A me sinceramente è piaciuto. La Reese è una continua scoperta xD

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    1. anche a me è piaciuto e sinceramente ero partito per stroncarlo...

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  9. Ce l'ho, ma è il classico film che faccio un po' fatica a guardare e quindi rimando all'infinito (ho visto settimana scorsa "Still Alice", che avevo sul pc dal momento della sua uscita, per dire xD). Cercherò di rimediare :)

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  10. piano piano li vedi tutti...anche quelli che ti stanno sull'esofago...

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