I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

martedì 28 aprile 2015

Vizio di forma ( 2014 )

1970 , Gordita Beach, contea di Los Angeles : la bella Shasta va a trovare a casa sua il suo ex fidanzato Larry "Doc" Sportello e lo informa di un piano criminoso che prevede il rapimento del suo nuovo , ricco boyfreind ad opera di sua moglie e del suo amante e lui deve impedire che venga rapito e poi internato in una specie di manicomio.
Intanto a Doc viene commissionato anche un altro caso: la scomparsa di un membro della Fratellanza Ariana che guarda caso fa parte dell'entourage del boyfriend di Shasta.
Già che ci si trova Doc comincia a lavorare anche sul suo terzo caso: la scomparsa di Coy commissionato dall'ex eroinomane Hope.
E questo è solo l'inizio dei suoi guai.
Vizio di forma è la nuova escursione di Paul Thomas Anderson, probabilmente uno degli ultimi autori americani rimasti che si può fare beffe dei meccanismi "artistici " hollywoodiani, nel dorato mondo degli anni '70 e lo fa accompagnando uno dei personaggi meglio riusciti della sua filmografia.
Larry " Doc " Sportiello: capello lungo, moderatamente unto che gli ricade pigramente sulle spalle, basettone d'ordinanza, abbigliamento sgualcito almeno quanto lui e sotto tutta quella bardatura due occhi verdi , enormi, con le tonalità del ghiaccio che si guardano intorno vivaci e impauriti allo stesso tempo, spesso annebbiati dalle sostanze chimiche che affollano il cervello di Doc, ma sempre alla ricerca di un appiglio..
Doc si aggira stralunato in un mondo i cui contorni si perdono tra trip lisergici  e psichedelie assortite eppure non perde mai il suo sguardo "innocente", stralunato, quasi sorpreso ad ogni nuova scoperta.
Come un bambino che si trovasse al Luna Park e non ci fosse mai stato prima, meravigliato di tutti i giochi che può provare e su cui può divertirsi.
Ecco questa cosa del Luna Park lo accomuna allo spettatore di questo film, anche lui portato e tenuto per mano proprio da Doc, accompagnato a vedere tutte le attrazioni del nuovo film di Anderson.
Perché Vizio di forma è una sorta di Luna Park, un parco divertimenti fornito di tutte le giostre possibili e immaginabili e lo spettatore è introdotto in un mondo altro, colorato con tonalità vivacissime, in un tour caleidoscopico in cui segue il pellegrinaggio del protagonista, detective privato che capisce sempre tutto col classico attimo di ritardo, tra una disavventura e l'altra, tra un incontro e l'altro.
Il nuovo film di Anderson è un'opera corale cinica  come poteva essere Magnolia, è disilluso ma anche ironico come poteva essere Boogie Nights, è una sorta di road movie da fermo in cui non importa l'itinerario (che in fondo non esiste) ma tutte le tappe che lo compongono, gli incontri che Doc compie nel suo cammino randomizzato tra una divagazione e l'altra.
Anderson prende un personaggio letterario e lo trasfigura , lo trasforma e lo rende proprio catturandolo in quel periodo di passaggio tra gli anni '60 e i '70, tra il Vietnam e i fermenti di ribellione studentesca, tra le vagonate di erba da fumare e le distese di polvere bianca da sniffare, rendendolo un'icona del proprio cinema esattamente come lo erano i protagonisti dei precedenti suoi film.
E se Paul Thomas Anderson è la mente che ha ideato tutto questo, Joaquin Phoenix è un braccio perfetto, assolutamente a suo agio nei mezzi toni della recitazione creando un personaggio che rimane impresso nella memoria del cinefilo.
Vizio di forma è profuma di noir anni '40 ( vogliamo essere sacrileghi? allora citiamo Il mistero del falco o Il grande sonno) che però ha messo l'abito della festa squisitamente anni '70 ( tanto per rimanere in tema di sacrilegio diciamo Chinatown  , Il lungo addio ma anche Bersaglio di notte), ha come protagonista un'inconsapevole Marlowe che sembra riuscire ad incassare tutto quello che gli accade solo grazie a robuste dosi di droga.
Si gode a vedere Vizio di forma, si gode e si pensa al cinema del passato che non è più, frullato come è ora da logiche commerciali che castrano le ambizioni artistiche.
Paul Thomas Anderson mette ancora una volta in mostra tutta la sua libertà espressiva ed  artistica ma non vorrei che questo suo stile diventasse il canto del cigno del bel cinema d'autore americano, non vorrei che diventasse sempre più di nicchia come sta accadendo da un po' di tempo a questa parte.
Ho come l'impressione che uno come Anderson sia un ospite poco gradito in quel di Hollywood, sopportato a malapena e solo per motivi di facciata.
E questo solo perché la logica industriale della fabbrica dei sogni non fa per lui.

PERCHE' SI : confezione accuratissima, dalla fotografia ai costumi e alle musiche, cast stellare con un Joaquin Phoenix eccezionale, film da godersi sequenza per sequenza
PERCHE' NO . cerebrale e con uno stile rapsodico che taglia fuori gran parte del pubblico, la trama è poco più che un pretesto per mostrare un mondo coloratissimo e irreale.Chiaramente per me questi non sono difetti....

LA SEQUENZA : Doc si risveglia a fianco di un cadavere ed è circondato da un battaglione di poliziotti.

DA QUESTO FILM HO CAPITO CHE :
la droga ti fa perdere di prospettiva.
Fare il detective privato nella Los Angeles degli anni '70 non era professione raccomandabile.
Anderson continua a fregarsene bellamente delle strategie commerciali ( e fa bene )
Le donne ti portano spesso sulla cattiva strada

( VOTO : 8 / 10 )

 Inherent Vice (2014) on IMDb

15 commenti:

  1. Io, a differenza del romanzo da cui è tratto, l'ho trovato abbastanza pesante. Fermo restando tutti i pregi che hai descritto: indubbiamente è un bel ritratto di un'epoca, con attori straordinari e sequenze che, prese una ad una, sono strepitose. Però, dopo quasi tre ore di visione, questo 'viaggio' non è stato affatto lieve... l'ho trovato piuttosto compiaciuto, un bel 'divertissement' d'autore, ma sono altri i film di P.T. Anderson che preferisco.

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    1. sinceramente anche io preferisco altri film di Anderson, forse in fondo in fondo il mio preferito rimane Boogie Nights, ma qui mi sono divertito, non lo so, vero quello che dici cioè funzione meglio come flash di un'epoca che come quadro complessivo ma Doc Sportello mi ha letteralmente conquistato...

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  2. A mio avviso uno dei migliori film dell'anno, gran commento mi trovi molto d'accordo ;-) Cheers!

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    1. anche per me fino ad ora è uno dei migliori dell'anno...

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  3. ...sei stato il voto più basso che abbia letto su questo film...
    eppure mi incuriosisce molto

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    1. Il mio voto è alto per i miei standard, mi è piaciuto molto....

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  4. Volevo vederlo in lungua originale, per questo sono in ritardo. A questo punto dovrò recuperarlo in italiano, aspettative molto alte ovviamente.

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  5. Un grandissimo trip!
    Per una volta mi sa che io e te Bradipo abbiamo fatto uso delle stesse drog... pardon, abbiamo fatto il giro nello stesso luna park. :)

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    1. Eh eh eh ormai son troppo vecchio per quelle cose e tengo famiglia...

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  6. 'A pelle' ho sentito che mi è piaciuto, ma da una parte ci ho capito poco o nulla. Ho provato a dire la mia, ma mi smebra di aver sparato solo un sacco di buddhanate XD

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    1. Me lo sono goduto sequenza per sequenza

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  7. D'accordo in tutto e per tutto.
    Un trip che ha il sapore di Chandler, riprende bene lo spirito del romanzo e senza dubbio conquista.
    Promosso anche per me!

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    1. Già Chandler è la parolina magica...

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  8. Ma solo io sono uscita dalla sala dopo aver visto questo film chiedendomi... e quindi?

    Ammetto che mi sono sfuggiti parecchi passaggi, purtroppo non avevo letto il libro prima... se lo scopo era quello di farti entrare negli stessi trip di "Sportello" con me ci è riuscito, la stessa sensazione che si ha appena scena da una giostra che gira vorticosamente!! :)

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