I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

sabato 2 novembre 2013

Rango ( 2011 )

Nel West sabbioso e desertico si aggira un camaleonte in profonda crisi di identità,. A un passo dalla morte per sete e per eccessivo calore trova una cittadina che è sotto il dominio dei banditi e di affaristi senza alcuno scrupolo.Hanno bisogno di uno sceriffo e il camaleonte è pronto ad assumersi questa responsabilità.
Il suo nome è Rango e ha deciso di mettere ordine. O forse no perchè la paura lo domina assieme a un generoso pizzico di vigliaccheria...
Fino a a prima di questo film il western non era un genere per cartoni, tranne qualche sporadicissima eccezione ( un Fievel se non ricodo male). 
Oggi tra Ringo e Django c'è di mezzo Rango, eroe di squame mimetiche che suo malgrado si ritrova a essere il salvatore di paesello assetato da sindaco latifondista.
E ' in totale crisi di identità al pari delle sue squame che non sanno più di che colore diventare
Rango è un film di esordi: quello di Verbinski e della Industrial Light & Magic che in mezzo a tanto effettare non aveva pensato mai nemmeno allo straccio di un film di animazione.
Tutto sommato una scommessa vincente, sia al botteghino ( di poco perchè è costato un botto di dollari) ma soprattutto dal punto di vista sostanziale.
Non tutto funziona alla perfezione ma il film di Verbinski è un'ottima piattaforma da cui partire per nuove sfide planetarie ai masterminds dell'animazione Pixar e Dreamworks.
Il mondo del west è un pozzo di San Patrizio a cui attingere copiosamente ma l'idea che sta alla base di Rango cioè citare, filtrare e rileggere comunque un pò di tutto in un gigantesco frullatore di generi, è talmente sovraccarica da far stentare la partenza del film, come appesantita da tutto quello chassis di citazioni che si porta dietro.
E questo problema si ha anche nella chiusura: sono tante e tali le tracce aperte che è difficile chiudere tutto senza scompensi.
Il pregio maggiore di Rango risiede nell'originalità: è un eroe brutto, ai limiti della repellenza( forse anche oltre) , riesce sempre a sopravvivere per una miracolosa combinazione di furbizia e buona sorte, diventa sceriffo di Dirt senza colpo ferire e bastano due parole al posto giusto per farlo diventare pistolero sanguinario e infallibile.
Non mente ma è bravissimo a omettere.
Riassumendo è un furbetto del quartierino che quasi vorresti vedere spiaccicato su qualche parabrezza di passaggio ma guardando bene il film non si trova niente di meglio. 

A questo punto bisogna tenerselo. E il nostro come in ogni risalita dagli inferi che si rispetti si guadagnerà il suo posto al sole, volente o nolente.
C'è Sergio Leone con i suoi spazi sconfinati in attesa di progresso, c'è l'High Noon di Zinnemann ma senza Gary Cooper , c'è la geometria di Ford e il sentimento di Hawks, un inseguimento stile Intrigo Internazionale di Hitchcock ma ci sono anche l'ossessione dell'acqua come in Chinatown di Polanski e tutta una serie di trovate sbilenche che fanno pensare ai Coen. 
Di tutto e di più, ognuno ci troverà il proprio film.
L'unico dubbio che permane è quello del target: è forse operazione che si rivolge più agli adulti che ai bambini, snobisticamente cinefila che forse ai più piccoli sembrerà incomprensibile in più di un passaggio.
Rango è per certi versi un esperimento bizzarro, magari non riuscito al 100% la cui pecca maggiore risiede forse nel non aver organizzato al meglio la sovrabbondanza di materiale narrativo alla sua base. 
Ma ad avercene.
Da vedere,  ma direi soprattutto da sentire con le voci originali di Depp, Winstone, Alfred Molina, Bill Nighy e tanti altri.

( VOTO : 6,5 / 10 ) 

  Rango (2011) on IMDb

11 commenti:

  1. Recuperato qualche mese fa mi era piaciuto parecchio.
    Alcune citazioni sono delle vere chicche, per non parlare dei tre gufi mariachi che "gufano" di tutto al povero rango per tutta la durata del film. Li ho amati!

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    1. anche a me è piaciuto , ai bradipini un po' meno forse perchè un po' sovraccarico di citazioni che qua e là lo appesantiscono e lo rendono più adatto agli adulti che ai pupi...

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  2. Io sarei stato un po' più largo sul voto. Decisamente una bellissima sorpresa.

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    1. ho trovato un po' faticoso l'inizio e anche il finale , c'era un po' troppa carne al fuoco ma mi sono divertito. L'unica cosa credo che molti bambini si perderanno metà del divertimento perchè non coglieranno tutte le citazioni...

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  3. mi trovi daccordo, sopratutto sul fatto di vederlo con le voci originali.. decisamente un MUST

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    1. visto in originale è un'altra cosa...

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  4. Lo vidi qualche anno fa piacque parecchio anche a me, in voti credo sul 7,5 :) davvero spassoso e divertente

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    1. anche a me ha divertito anche se non l'ho trovato del tutto centrato...

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  5. ecco questi cartoni appartengono a quella categoria di cose per le quali scelgo tranquillamente una tortura alla Jigsaw piuttosto che visionarli XDXDXDXD

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    1. no, questo è gustoso da vedere soprattutto se ti diverti a trovare le citazioni...un gioco cinefilo di ottimo livello...

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    2. uhm non lo so considera che a me l'animazione non piace per niente, nemmeno da bambino, gli unici due cartoni che amo (perchè non li considero tali) sono griffin e simpson, il resto.....

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