I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

lunedì 15 giugno 2015

We Are Still Here ( 2015 )

Dopo la tragica morte del loro unico figlio Bobby in un incidente automobilstico, Anne e il marito Paul decidono di trasferirsi in una casa nelle campagne innevate del New England. Paul vuol fare cambiare aria ad Anne che è entrata nel vortice di una profonda depressione.Una volta arrivati nella nuova casa, Anne avverte la presenza di Bobby e convince il marito a chiamare la sua amica May, una specie di medium, e suo marito Jacob. 
I due arrivano ma continuano ad avvenire strani fenomeni e anche i vicini sembrano sapere qualcosa di cui loro non sono a conoscenza.
Sembra proprio che quella casa abbia bisogno di una famiglia...
In genere non guardo molto alle locandine dei film in cui c'è scritto "dai produttori di..." perchè sotto sotto penso che ci sia sempre la fregatura.
Si nasconde il nome del regista , evidentemente non spendibile perché sconosciuto ( ed è il caso di questo film scritto e diretto dall'esordiente Ted Geoghegan, con alle spalle una discreta carriera di produttore alle spalle).
Ma qui quando mi si nomina The House of the devil e poi quando si va a vedere più in profondità nel carniere dei produttori ci sono titoli come The Innkeepers, Stake Land e il recente e gradito Starry Eyes, beh , come dire, avete catturato la mia attenzione.
Speravo poi in cuor mio di trovarmi di fronte a un horror dallo stile vintage sulla falsariga di  The House of the devil che , guarda il caso, era il titolo scelto per invogliare gli spettatori.
E per una volta il mio desiderio è stato esaudito.
Ambientato nel 1979 , We Are Still Here mette subito in chiaro il suo gioco: casa infestata , fantasmi, difficile elaborazione del lutto,una comunità chiusa che dietro l'apparente simpatia mostra segni di ostilità senza preoccuparsi di nasconderli,  un'ambientazione innevata, immacolata che aspetta solo di essere colorata col rosso del sangue.
Anne avverte subito la presenza di Bobby al contrario del marito, i vicini hanno un'aria misteriosa, insomma Geogheagan non si perde tanto in preamboli e comincia subito col picchiare duro in termini di atmosfera e suspense in una prima parte in cui la tensione si affetta col coltellaccio da cucina.
E poi arriva lei , madama violenza, che seppur attesa, scoppia in modo improvviso e incoercibile verniciando con il rosso del sangue tutto quello che trova sulla sua strada.
Naturalmente mi guarderò bene dal spoilerare quello che succede  ma vi assicuro che We Are Still Here è una boccata di aria fresca in un panorama inflazionato come quello dell'horror contemporaneo e se per fargli guadagnare ossigeno dobbiamo rivolgerci al passato non vedo perché non dovremmo farlo.
Altra cosa che mi ha fatto veramente grandissimo piacere in questo film è l'omaggio che viene fatto a Lucio Fulci con quella deferenza che di solito è dovuta ai grandi maestri.
E lui grande maestro lo era, se solo lo avessero lasciato lavorare in pace.
Un rispetto per il nostro regista che probabilmente non abbiamo noi neanche in Italia.
Diciamo che vengono omaggiati i titoli migliori di Fulci ma anche qui se li nominassi spoilerei selvaggiamente.
We Are Still Here dimostra ancora una volta che si possa fare del bel cinema di genere pur lavorando su un canovaccio consunto.
Merito di una regia che scandisce i tempi come un metronomo, merito di una recitazione più che all'altezza, cosa non scontata per il genere.
Rivedere poi Barbara Crampton nella parte di Anne è per me fonte di ricordi bellissimi, dei tempi della mia adolescenza cinematografica vissuta con titoli come Re-Animator e From Beyond, film di cui prima o poi mi toccherà parlare, così come predispone bene la presenza di Larry Fessenden , una delle icone più luminose della scena indie horror, che qui somiglia tanto, ma proprio tanto al Jack Nicholson / Torrence che abitava assieme a tutti i suoi fantasmi l'Overlook Hotel, che condivide con questo l'ambientazione innevata.
Altro merito da ascrivere al film è anche  quel senso di nostalgia che pervade il film senza divorarlo.
Fatevi un favore : investite 85 minuti della vostra vita in un bell'horror.


PERCHE' SI : aria vintage e nostalgia che però non divora il film, gore e splatter a ottimi livelli, atmosfera tesa , buon livello degli attori.
PERCHE' NO : lo script non brilla per originalità, l'aria vintage potrebbe scoraggiare qualcuno, ipercitazionista ( ma per me va benissimo), la locandina forse spiega un po' troppo.


LA SEQUENZA : c'è una sequenza che sembra presa di peso da L'esorcista ( ma non la descrivo per non spoilerare) e che riesce a far passare lunghi brividi nella schiena.


DA QUESTO FILM HO CAPITO CHE :

Non sempre bisogna diffidare della dicitura " dai produttori di " presente sulla locandina.
Questo film mi ha avocato un bellissimo flusso di ricordi cinematografici horror.
C'è sempre qualcuno che riesce a tirar fuori qualcosa di nuovo da canovacci consunti per il troppo uso.
Il cognome italiano dei protagonisti sarà stato un ulteriore omaggio?


( VOTO : 7,5 / 10 )  

We Are Still Here (2015) on IMDb

21 commenti:

  1. In rampa di lancio. Italiafilm, e i suoi commenti per una volta sensati e approfonditi, già mi aveva messo sull'attenti.

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  2. Hmmmm mi sa tanto che segno e recupero allora, ché a me l'aria vintaggia piace sempre molto!

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  3. Mi hai incuriosito.
    Lo segno. E devo ancora recuperare Starry eyes.

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  4. Perfettamente d'accordo con te. Una vera sorpresa, ma con Fessenden alla produzione, è anche difficile ormai sorprendersi troppo di queste perle.
    In soli 85 minuti riesce a cambiare tre registri narrativi e a fare tutto fluidamente e senza che si avverta alcun cambiamento. E quindi, quando il gore arriva, arriva inaspettato e colpisce il doppio.

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    1. ero sicuro che ti sarebbe piaciuto...Fessenden è una garanzia di qualità...

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  5. Eh, ma quando 'Dai produttori di...' è seguito dal titolo di un gran bel film io mi faccio comprare subito! Recupero asap, anche se ho già paura della scena che cita il mio odiatissimo Esorcista.

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    1. io invece tendo a non fidarmi...ma su questo film vai tranquilla...

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  6. L'ho veduto e anche io l'ho trovato ben confezionato ma non mi ha entusiasmato eccessivamente (anche se ammetto che io sono prevenuto sui film incentrati sul sovrannaturale). Penso che le ambientazioni vintage influenzino troppo i giudizi dei nostalgici di "epoche passate". Non c'è nulla di nuovo sotto il sole e tutto è sempre molto prevedibile. I fantasmi poi li ho trovati esteticamente ridicoli. Sono d'accordo invece con te sul fatto che Larry Fessenden è un grande, infatti ancora una volta sfodera una prestazione di alto spessore. Mi ha fatto impressione rivedere una Lisa Marie tutta rifatta (male) rispetto a quella che mi ricordavo in Sleepy Hollow e Mars Attacks. Ad ogni modo non mi sono pentito di averlo visto.

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    1. a me invece appassionano i film sul sovrannaturale, quei fantasmi li ho visti come un omaggio a Fulci e sono meglio così rispetto a come sarebbero stati in una ridicola computer grafica...diciamo che secondo me il loro design è funzionale all'aria vintage del film ( che a me piace moltissimo)...

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  7. Un altro ottimo suggerimento, anche se si prospetta parecchio doloroso...

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    1. no, dai, doloroso no...io l'ho trovato divertente...

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  8. Fessenden è come sempre spassosissimo, il film è girato bene e possiede una dose di crudeltà (che non è efferatezza o eccesso di sangue) assai superiore ai comuni horror contemporanei, ma alla fine mi ha lasciato una sensazione del tipo "E allora?...". Il finale è coraggioso e persino poetico, ma è lo sviluppo in sè che non ha nè capo nè coda, e la tematica della "comunità sotto scacco" non è sviluppata appieno a mio parere.
    Non so, spiace parlarne male, ma non me la sento nemmeno di parlarne granchè bene. Se non si è grandi appassionati di horror, probabilmente non vale la pena di vederlo.
    Ottimo comunque il tuo riferimento a Fulci, durante la visione non c'avevo pensato ma col senno di poi effettivamente i richiami al grande Lucio sono tanti.
    Blissard

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    1. Ciao Blissard, è vero forse l'ostilità dei locali andava sfruttata meglio così come quella della minaccia che si ripresenta ogni 30 anni ( un po' come It che si presentava ogni 27 anni), ma il film mi è piaciuto molto con la sua aria vintage e il suo stile che sembra appartenere a un'altra epoca.

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  9. e ti assicuro che c'è anche molto altro...

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  10. Bellino, eh? Ha due o tre sorprese niente male, svolte che uno non si aspetta.

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