I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

martedì 6 gennaio 2015

Interstellar ( 2014 )

La Terra sta languendo in attesa dell'esaurimento delle risorse alimentari, ormai solo il mais resiste all'inquinamento globale e alle tempeste di sabbia che percorrono il pianeta.
Cooper, astronauta che non ha mai visto lo spazio, ora riconvertitosi ad agricoltore dopo aver trovato un drone di sorveglianza indiano precipitato vicino i suoi campi, scopre che la NASA è ancora attiva in gran segreto, che hanno fatto missioni per cercare di capire come evacuare il pianeta e che non sono andate tanto bene.
E scopre che ne stanno organizzando un'altra sfruttando un buco spaziotemporale vicino Saturno.
Cooper deve partire nonostante la disperazione dei figli. Vuole partire.
E' l'unico modo per avere la speranza di un futuro per i suoi figli.
Ed è solo l'inizio di un'avventura nello spazio e nel tempo...
Interstellar si, Interstellar no, Interstellar forse...
Da buon ultimo, o penultimo, dai ci sarà ancora qualcuno che non ha parlato di questo film , arrivo a scrivere le mie quattro parole in croce sul capolavoro annunciato di Christopher Nolan per cui sono stati scomodati paragoni illustri, vedi 2001 Odissea nello Spazio evocato sciamanicamente ogni 3 X 2 ( o forse dovrei dire  2 X 3 ) quasi in ogni recensione.
Ecco, su , fate i bravi.
Kubrick lasciatelo lì, nel suo pianeta a parte, un pianeta su cui nessuno è riuscito ancora ad arrivare.
Neanche Nolan.
E credo che un paragone così illustre sia una sorta di pietra tombale sul film di Nolan, vada solo a suo detrimento perché non dimentichiamo che Kubrick era un uomo in missione contro gli studios hollywoodiani e non, orgogliosamente diverso nel suo modo di fare cinema al punto tale da essere visto come la Morte Nera da produttori e distributori, Nolan è un regista di talento, ma è essenzialmente un uomo degli studios, da loro cooptato a cui , per via degli incassi sempre all'altezza, hanno deciso di dare un po' di corda, concedendogli i giocattoli da lui preferiti per la sua idea di cinema, alternando cinema alimentare che magari non rientra neanche tanto nelle sue corde emotive, a qualcosa di più personale.
Per come vedo io la sua carriera,  il cinema di Nolan è come un cubo di Rubik, ogni volta il nostro si diverte a comporre e scomporre facciate di diverso colore ma si ritrovano tratti distintivi delle sue passioni in molte delle sue opere.
Ad esempio l'ossessione per le dimensioni parallele che lui risolve usando ed abusando il montaggio alternato, optando per un meccanismo di composizione e scomposizione della materia filmica più tipica di un ingegnere o meglio di un contabile abituato a far combaciare tutto e ai bilanci in pareggio, che di un vero appassionato sci fi.
Forse sta qui anche la sua furbizia:  in Memento c'erano due film che andavano in senso contrario, quello in bianco e nero e quello a colori,  in Inception si contavano ben cinque piani narrativi, se in The Prestige tutto il meccanismo era sublime illusionismo filmico in previsione del ribaltamento di prospettiva finale, inInterstellar ritornano in pratica i due film, uno ambientato sulla Terra e uno da qualche parte in mezzo allo spazio con i fratelli Nolan che da prestigiatori cercano di (tele)trasportare  l'attenzione dello spettatore dove vogliono loro per servirgli meglio l'illusione finale.
Come in The Prestige.
Ma anche come in Memento.
E pure come in Inception.
Ritorna quindi  la sua ossessione per la chiusura del cerchio perfetto pur infiltrandosi nel territorio, minato , per cui pericolosissimo se non lo percorri con la cura necessaria, dei paradossi temporali.
Qui purtroppo mi casca l'asino.
Perché mi fai ingoiare una specie di buco spazio temporale nei dintorni di Saturno in cui le astronavi passano come se stessero facendo una gita domenicale fuori porta, mi fai ingoiare pure due pianeti , uno totalmente ricoperto d'acqua e l'altro di ghiaccio senza uno straccio di Sole o di giustificazione minima sul perchè due posti di merda simili siano compatibili con la vita, mi fai ingoiare anche che la NASA è ormai una specie di setta di carbonari senza finanziamenti che però riesce a sparare in orbita di nascosto una dozzina di astronavi ( che si sa al mercatino dell'usato vengono via a poco, solo qualche
miliarduccio di dollari l'una) facendole partire dal parcheggio del loro ufficio sotterraneo, mi fai ingoiare anche la diversa velocità del tempo in questi due cantucci di universo e anche un'improbabile sfida all'ultimo sangue tra due astronauti ( Cooper e Mann, ma perché se avesse voluto non c'era spazio per lui per tornare? ) e poi te ne esci con un paradosso temporale for dummies giò visto e letto in passato svariate volte e che  solo nell'anno appena trascorso ho avuto modo di vedere ben due volte ?( leggasi Predestination, piccolo film australiano di cui abbiamo parlato qui, in cui la soluzione che adotta pavidamente Nolan è portata alle estreme conseguenze e nell'horror venezuelano del 2013, capisci Christopher, dal Venezuela, La casa del fin de los tiempos di cui abbiamo amabilmente chiacchierato qua ).
Capisco che il problema sono io, appassionato di genere e quindi ben lontano dallo spettatore medio che magari non si accorge di queste piccole magagne.
Magagne, sì magagne,  perché per uno che ha già visto cinema che si muove in codesti territori, la soluzione di Interstellar arriva con una buona oretta d'anticipo e nell'attesa ci si rigira i pollici.
Eh si , perché due ore e cinquanta nette sono lunghe da far passare una volta che a metà film o giù di lì hai in mano la soluzione di tutto l'ambaradan che è stato messo su dai fratelli Nolan.
Per poi arrivare alla spielbergata che ti colpisce fortissimo come un randello nodoso nelle gengive: il mondo sarà salvato dall'amore indistruttibile tra un padre e una figlia.
E qui non ci sto più dentro: insomma quasi tre ore per dirmi questo.
Bastava molto meno, bastava l'ora e venticinque del film terrestre mentre ci potevamo risparmiare il giretto per il Sistema Solare e quell'accenno di Gravity de no' antri che quasi mi faceva rigurgitare la cena.
No, caro Christopher, Gravity no. Non me lo puoi fare che mi è bastato e avanzato l'altro.
Ma non voglio ridurre Interstellar a una roba per ragionieri perché visivamente spara le sue belle frecce e il suo budget multimilionario.
Visivamente fa la sua porca figura e sotto questo profilo Nolan è una garanzia, regista degli studios che però in confronto agli altri diventa una specie di gigante in un mondo di nani.
Ma non dobbiamo andare a scomodare i giganti, quelli veri perché quello è un altro campionato a cui Nolan forse non arriverà mai.
E lo dico con tutta la mia ammirazione per lui e per il suo cinema da illusionista, un cinema che forse è ampiamente sopravvalutato più che altro per mancanza di concorrenza.
Perché a Nolan ci voglio bene e anche a Interstellar  non riesco a volerci male ma lo vedo come un'americanata di quelle un po' così, sul banalotto andante.. 
Perché comunque  pur con tutti i suoi limiti è un qualcosa che cerca di andare oltre la mediocrità che impera in molto cinema contemporaneo.
Perché Nolan riesce comunque a fare il cinema che vuole imponendo il monte di dollari che incassa ogni volta agli impiegatucci degli studios che lo spingono per fare qualcosa di ancor più commerciale ( e se durasse due ore o meno sarebbe ancora meglio).
Per come la vedo io Interstellar non è il capolavoro atteso da tutti e salutato da schiere di recensori entusiasti, anzi lo vedo abbastanza nelle retrovie nella mia classifica personale del cinema di Nolan.
Vuole darsi un tono che crolla  però sotto la messe di banalità scientifiche di cui è infarcito e che dietro quei paroloni spesi sulla vita e sull'amore, dietro a quegli spiegoni lunghissimi per dare una minima plausibilità al tutto ( sia dal punto di vista della scienza che della fantascienza e della semplice progressione drammaturgica) nasconde una certa qual debolezza.
Proprio quando Nolan vorrebbe spiccare il volo per arrivare lassù , come un novello Icaro si accorge che i raggi del sole bruciano. 
Cazzo se bruciano.
Si frigge a miliardi di gradi anche dentro a un buco nero e Matthew McConaughey lo attraversa in tuta spaziale nel viaggio di ritorno.
Ma qui torniamo alla contabilità del ragioniere...

PERCHE' SI : impalcatura visiva eccellente, effetti speciali all'altezza così' come tutti gli aspetti della confezione, copione ambizioso.
PERCHE' NO : banalità assortite scientifiche e non mascherate da discorsi sui massimi sistemi, in fondo sono due film in uno come succedeva in Memento, paradossi temporali for dummies, troppo lungo.

( VOTO : 6 / 10 ) 

Interstellar (2014) on IMDb

24 commenti:

  1. Io me ne rimango tra le schiere che gridano al capolavoro.. comprendo benissimo tutte le eccezioni e le critiche ma proprio tu, Emidio, sai meglio di me, che l'amante del cinema cerca ogni volta un filo invisibile che ti leghi a quello schermo, e quando il miracolo accade, non c'è critica che tenga.. ;)

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  2. ma lo sai che mentre rileggevo pensavo a te e che si fossero ribaltati i ruoli tra me e te? Il tuo commento potrei averlo scritto io alla tua recensione di Inside Man, per esempio....non trovi? Stavolta sei tu che evochi l'emozione e il miracolo, mentre altre volte l'ho fatto io...certo che il cinema è proprio strano...

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    1. ..per quello ci affascina così... ;)

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    2. infatti....al prossimo ribaltamento allora :)

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  3. Io sono un po' nel mezzo. O meglio, il film l'ho amato tantissimo, ma parlo da un punto di vista strettamente emotivo, perché se parliamo di tecnicismi scientifici io non ci capisco una mazza quindi non mi ci metto nemmeno. Quindi, mio grande amore sì, capolavoro no, non nel senso assoluto. E lo dice una che quel tale film di quel tale Kubrik ancora non ha avuto la forza di vederlo...

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    1. anche io mi ritrovo un po' nel mezzo, capisco che è un film che possa essere amato ed empatizzato ma non rientra in quelli che considero capolavori, anzi tutt'altro.E' un bel giocattolone hollywoodiano confezionato per benino...

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  4. Assolutamente d'accordo. Sì, Kubrick è meglio lasciarlo stare... se la smettiamo di fare certi paragoni allora 'Interstellar' possiamo anche prenderlo per quello che è: un buon film di fantascienza, piuttosto discontinuo, certamente troppo lungo, che alterna sequenze indubbiamente bellissime e di pura commozione ad altre di un'ingenuità sconcertante. Senza parlare poi di tutte le disquisizioni tecnico-scientifiche che Nolan ci propina per confutare, a suo dire, la plausibilità di quello che si vede sullo schermo... ma quando mai un film di fantascienza necessita di tanto didascalismo? Kubrick (appunto) ha mai spiegato qualcosa? Tali pipponi appesantascono il film e lo fanno durare almeno 30-40 minuti di troppo. Una cosa è certa: Interstellar potrà piacere ma di sicuro non cambierà la storia del cinema, nemmeno di quello di fantascienza

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    1. si, hai ragione, ogni tanto in Interstellar compare una insopprimibile ansia di spiegare di circostanziare scientificamente quello che si sta vedendo. Ho letto che di magagne scientifiche ce ne sono e anche parecchio ma sinceramente mi interessa poco.Kubrick era altro, era oltre, è ancora oltre....

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  5. Concordo. Un film visivamente eccellente, con un paio di sequenze notevoli, ma che è "solo" un buon prodotto.
    Kubrick è davvero su un altro pianeta.
    Comunque, ho apprezzato il cuore lanciato oltre l'ostacolo di Nolan.

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    1. l'ambizione di Nolan di andare oltre i paletti del cinema commerciale di oggi la ammiro tantissimo, ma pur riconoscendola non posso dire che è della stessa pasta dei giganti di cui parlavo nella rece....

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  6. Per me Interstellar è un CAPOLAVORO e non si discute. Adoro il cinema di Nolan, così come ho amato il cinema di Kubrick... non vogliamo scomodare il defunto? Be', per me Nolan a Kubrick se l'è mangiato vivo, e parlo di gusti personali. Sarà che Kubrick è stato un pionierie di quel cinema a cui Nolan si è saputo ispirare, sarà che il suo fascino post mortem ha enfatizzato le sue opere ecc... ma certe cagate rimangono, come Shining (a detta di King) fu davvero uno scempio... ok, c'era Nicholson... grazie al cielo, ma chi ha letto il romanzo e poi ha visto il film... non c'è Nicholson che regga.

    Torniamo ad Interstellar: di quelle domande che ti sei posto, le risposta sono arrivate a profusione sia da Nolan che dagli utente attenti che, come me, han voluto vedere il film per ben 3 volte in sala prima di stilare un giudizio definitivo. Ma, se ancora si parla di Interstellar a distanza di mesi, be', questo è tutto dire. :)

    Ispy 2.0

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    1. liberissimo di considerare Interstellar un capolavoro, non sono certo io a volerti far cambiare idea: Ecco se però mi scendi nel confronto tra Kubrick e Nolan e mi dici che Nolan se lo mangia vivo a colazione allora non ci sto più. Credo che ci sia più cinema in un singolo fotogramma di Barry Lyndon che in tutta la carriera di Nolan per come la vedo io. E King non mi pare un buon metro di giudizio, lui e il cinema mi sembrano due rette parallele che si incontreranno ben oltre l'infinito. Definì il film di Kubrick una bellissima macchina senza motore peccato che la miniserie da lui realizzata fosse una emerita schifezza.Ho letto anche il romanzo e per quanto mi riguarda è molto meglio il film che il romanzo.Secondo me si parla ancora di Interstellar per la povertà della proposta che abbiamo in questi ultimi mesi, non mi sembra abbia la statura del capolavoro e mostra il fianco a diverse critiche...e poi questa ansia di spiegare tutto....

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  7. Per una volta completamente in disaccordo, ed è quasi scontato avvenisse con Nolan, il regista con cui nel bene e nel male chiunque perde un minimo di obbiettività, ci si schiera quasi sempre.

    Ciao!


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    1. ah ah per una volta stiamo dalle parti opposte della barricata...

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  8. A me ancora manca, non so perché ma non mi viene voglia di vederlo. Primo o poi recupererò.

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    1. visione impegnativa, 3 ore piene e bisogna fare attenzione...

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  9. Nolan che si mangia Kubrick? Shining brutto? Ma dove siamo? Ai confini della realtà?

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    1. eh eh no, siamo sul mio blog dove vige l'assoluta libertà d'espressione...anche dire cose che per me non stanno in cielo , nè in terra...

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  10. Magagne, sì magagne, perché per uno che ha già visto cinema che si muove in codesti territori, la soluzione di Interstellar arriva con una buona oretta d'anticipo e nell'attesa ci si rigira i pollici.

    Ecco, per l'appunto.
    Tecnicamente ineccepibile, va bene, ma robe già viste, sentite e messe meglio in altri film.

    E ora, scusa, ho una bruschetta nell'occhio e il cuore spezzato, vado a riguardare Shining per la ventordicesima volta.

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    1. sicuramente non il capolavoro annunciato in tutto il globo terracqueo e sono convinto che il tempo sarà galantuomo come sempre , dandogli il suo ruolo giusto...

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  11. un film ricco di difetti, però ha anche i suoi buoni momenti...
    non essendo un nolaniano sfegatato non sto però a prendere troppo le sue difese, anche perché è lontano dall'essere un capolavoro e poi sopra c'è già chi ci ha pensato... :)

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  12. eh si, Ispy 2.0 l'ha difeso a spada trattissima...mi tocca essere d'accordo con te ancora una volta, ha i suoi buoni momenti e i suoi difetti...

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  13. nella sostanza sono d'accordo :)

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  14. sono contento che la pensiamo alla stessa maniera...

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