I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
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Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

venerdì 30 gennaio 2015

Seria(l)mente : Happy Valley ( 2014 )

Provenienza : UK
Produzione e distribuzione : BBC, Red Production Company, Netflix
Episodi : 6 da 60 minuti cadauno

Catherine Cawood è un sergente di polizia di un piccolo paese in una valle dello Yorkshire, vicino Halifax.
Ha un passato doloroso che le ha impedito di fare carriera ( era detective e ora si ritrova a capo di una piccola stazione di polizia in un paesino) e un presente fatto di un ex marito con cui ancora si frequenta e si confida, una sorella ex tossicodipendente con cui vive, un figlio con cui praticamente non parla e un nipote di otto anni , frutto di una violenza sessuale sulla figlia poi suicida.
Non succede mai nulla nel paesino fino a che la figlia di un importante imprenditore della zona viene rapita e vi è implicato anche Tommy Lee Royce, l'autore della violenza sulla figlia e ora di nuovo a piede libero dopo otto anni di galera.
Le cose prendono da subito una piega inaspettata e sanguinosa.
Non ci vuole molto per intuire che quel titolo, Happy Valley che suona più o meno come " vallata felice" sia qualcosa di profondamente sarcastico e amaro, il classico humour inglese ma stavolta virato al nero.
Di felicità se ne trova ben poca in questa serie ambientata ( benissimo) nella profonda provincia inglese dove pare che l'unica attività criminale fiorente sia la droga di cui si fa un consumo procapite smodato.
Della serie : è un posto di merda per vivere e quindi ci droghiamo fino a scoppiare per far finta di non vedere quello che abbiamo davanti agli occhi ogni giorno.
Nell'introduzione del personaggio si capisce subito che Catherine ha un trascorso doloroso che sta gettando pesanti ombre anche su un suo presente non particolarmente eccitante.
E per quanto si dimostri forte, il suo personaggio è stracolmo di debolezze, come quella di continuare a frequentare l'ex marito, un po' per compassione perché lui ha perso il lavoro e un po' per avere una spalla su cui piangere metaforicamente e confidarsi. E poi ci scappa anche qualche altra cosa, sempre a proposito di debolezze
Della carne stavolta.
Happy Valley formalmente è una serie di genere poliziesco ma l'indagine che fa da filo conduttore alle varie puntate non è il punto focale di tutto: a testimonianza di questo c'è la scelta , abbastanza originale, non mi viene altro aggettivo per descriverla, di chiudere il caso criminoso alla quarta puntata per poi amplificare il discorso del dramma familiare.
Non aspettatevi sequenze action sul filo dell'adrenalina ( anche se ci sono esplosioni improvvise di violenza inaspettata) ma personaggi verosimili, dialoghi ottimamente scritti e un 'atmosfera malsana nonostante si parli di una cittadina di provincia in cui non dovrebbe mai accadere nulla di sconveniente.
E invece...
In fondo questa è la storia di Catherine e della sua nemesi , quel Tommy Lee Royce che le ha violentato la figlia e ne ha provocato il suicidio.
Suicidio di cui Catherine si sente responsabile, il senso di colpa arriva a ottenebrarne il buon senso.
Un senso di colpa per l'inadeguatezza con cui ci si pone di fronte al libero arbitrio che permea un po' tutti i personaggi della serie, tutti costretti a scegliere e praticamente tutti con un talento particolare per scegliere l'opzione sbagliata.
La storia del rapimento ricorda abbastanza da vicino il plot di Fargo , il film dei Coen , con un contabile meno che mediocre l'impareggiabile Steve Pemberton( uno degli attori più incredibili della televisione inglese, trasformista e istrionico come pochi altri) che ha una meravigliosa idea in testa: snocciolare a una banda di balordi il piano per rapire la figlia del suo capo.
E anche qui drammi su drammi perché il contabile ha una moglie molto malata, così come il suo capo e si trova invischiato in una ragnatela inestricabile di equivoci e fraintendimenti.
Il risultato è che le cose vanno di male in peggio.
La serie, creata da Sally Wainwright, nativa proprio dello Yorkshire, ha un punto di vista prettamente femminile e si capisce subito che chi l'ha scritta sa bene di che cosa stia parlando.
L'Happy Valley del titolo è popolata di donne volitive che cercano di far leva sulle proprie debolezze per venire a capo di un mondo che verso di loro si mostra profondamente ingrato.
Catherine ha il volto e il fisico imperfetto di Sarah Lancashire, attrice superba che fino ad oggi non conoscevo e che le dona un'energia e una verosimiglianza impressionanti.
Nonostante ci sia la chiusura perfetta del cerchio narrativo , Happy Valley è stata rinnovata per una seconda stagione che sarà trasmessa nel 2016.
Trasmesso dalla fine di aprile del 2014 per sei settimane  si è rivelata essere una delle serie BBC con più alta audience televisiva di tutto l'anno.
Visione altamente consigliata perché come al solito English do it better!

PERCHE' SI : una protagonista eccellente, poliziesco e dramma familiare vanno a braccetto, personaggi verosimili, dialoghi ottimamente scritti.
PERCHE' NO : all'inizio il passo è un po' lungo, i fanatici del poliziesco potrebbero essere spiazzati perché  il caso si risolve alla quarta puntata.

( VOTO : 8 / 10 )

 Happy Valley (2014) on IMDb

8 commenti:

  1. Mi lascia un poco perplesso la scelta di chiudere l' indagine alla quarta puntato concentrando le ultime due puntate sui rapporti interpersonali dei vari personaggi.
    Magari mi ricredo...però mi sa tanto di mancanza di idee.

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    1. in realtà non posso spoilerare ma riparte un altra importante storyline...la quinta e la sesta puntata sono appassionanti ugualmente, fidati...

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  2. "dramma familiare" più voto 8 e mi hai già conquistato! :D

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    1. per me è notevole, poi mi dirai...

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  3. Avendo apprezzato Broadchurch, mi segno anche questo.
    I recuperi si fanno infiniti. ;)

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    1. se ti è piaciuto Broadchurch non vedo perchè non dovrebbe piacerti questo...

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  4. Alla fine ho fatto come mi avevi consigliato e l'ho finita. Devo dire che sono sostanzialmente d'accordo con quel che scrivi, anche a me ha ricordato Fargo e anche io do la tua stessa chiave di lettura. Mi sbilancio meno col voto visto che manca (a parer mio) quella spinta emotiva che mi aspettavo nelle prime puntate perché, appunto, l'inizio è un po' lento. E mi mancavano i finali di puntata più spinti. Però siamo comunque su alti livelli.

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  5. sono contento che ti sia piaciuta...col voto ci vado pesante perché mi entusiasmano queste serie poliziesche inglesi...

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