I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

martedì 20 gennaio 2015

La teoria del tutto ( 2014 )

Cambridge 1963 : Stephen è un brillante studente di fisica , appassionato di cosmologia e un giorno conosce Jane, studentessa di Lettere .Scatta il colpo di fulmine ma Stephen, che di cognome fa Hawking, cerca di tirarsi indietro perché gli hanno appena diagnosticato una malattia nervosa degenerativa che al massimo gli concederà due anni di vita.
Jane invece gli sta vicino sempre e Stephen vive ben più dei due anni che gli erano stati concessi dai medici e ha modo per stabilire modelli matematici che studino da dove è originato l'Universo.
Hawking è considerato il successore di Einstein...
Scorrendo gli otto titoli che quest'anno concorreranno agli Oscar si nota un insolito affollamento di biopic, ben tre( American Sniper, The Imitation Game e La teoria del tutto di cui parliamo oggi), più un altro film, Selma, basato su avvenimenti realmente accaduti.
E tutto questo presta il fianco a un paio di considerazioni : si realizzano in gran quantità biopic perché c'è carenza di ispirazione e latitanza di buone sceneggiature che siano rigorosamente fiction oppure torniamo al solito discorso che la realtà è supera sempre la più fervida delle immaginazioni?
A me piace pensare che sia la seconda che ho detto ma il sospetto che c'entri anche la prima considerazione che ho fatto non è così assurdo dopo aver visionato tutti e tre i film candidati all'Oscar di cui sopra e dopo aver anche visionato Big Eyes di Tim Burton, biopic basato sulla vita di Margaret Keane.
Se American Sniper è abbastanza peculiare in virtù del personaggio che racconta, il più grande cecchino della storia dell'esercito americano, La teoria del tutto e The Imitation Game sono abbastanza simili tra di loro nel raccontare le vite di due geni assoluti del nostro tempo, Turing nel campo dell'informatica di cui è considerato il precursore , Hawking in quello dell'astrofisica in cui sarà ricordato nei secoli dei secoli.
Personaggi perfetti per essere raccontati perché con una vita problematica, non tutta lustrini e paillettes, anzi con  il loro genio messo continuamente a repentaglio da fattori esterni , vuoi che sia la disabilità fisica, vuoi che sia l'omosessualità.
Sotto un certo profilo personaggi anche scomodi da raccontare per il grosso pubblico,del resto come far capire il genio di Touring oppure spiegare i modelli matematici di Hawking, ma anche difficili per via della loro vita privata.
E qui che cosa fa lo sceneggiatore hollywoodiano provetto che vuole scrivere un film da Oscar?
Appiattisce tutti i dettagli spiacevoli delle vite dei protagonisti: in questo film per esempio si fa leva , ma non troppo sulla disabilità di Hawking, si bypassano praticamente del tutto le sue conquiste scientifiche e la sua difficoltà di comunicazione ( ha perso l'uso della parola da più di venti anni e comunica grazie a computer sempre più perfezionati che leggono i movimenti dei suoi occhi e della sue sopracciglia) mentre ci si focalizza sull'amore con Jane, il classico amore che travolge tutto, anche la malattia e una diagnosi medica
particolarmente infausta, arrivando addirittura a omettere ( se è stato citato, non me ne sono accorto), il suo divorzio a metà anni '90 e il suo successivo matrimonio con l'infermiera che lo accudiva, finito nel 2006.
La regia di James Marsh , apprezzato documentarista ( suo è il bellissimo Man on Wire) sceglie modalità piuttosto convenzionali per narrare una storia che ha dello straordinario e questa è la più grande colpa di un film che non si eleva da un'aurea medietà, per non dire mediocrità , nel raccontare la vita eccezionale di un uomo eccezionale.
Manca l'emozione: mi sono emozionato più a leggere la sua biografia su  Wikipedia che a vedere il film e con questo credo di aver detto tutto.
Temo che la sola cosa per cui sarà ricordato questo biopic è la performance da applausi di Eddie Redmayne, attore inglese di belle speranze che si mimetizza fisicamente in Hawking e regala una di quelle prove che piacciono tanto ai giurati dell'Academy che in passato non hanno lesinato premi a chi recitava in parti da disabile fisico o psichico.
Anzi quest'anno si rischia che vinca l'Oscar per il miglior attore protagonista, un attore che recita un disabile fisico ( l'appena citato Redmayne) e un'attrice, Julianne Moore, candidata per Still Alice  che recita la parte di una malata di Alzheimer, quindi una disabile psichica.
Ritornando a La teoria del tutto posso dire che non vi ho trovato l'emozione che cercavo, come The Imitation Game ho visto un prodotto che ha l'aspetto un po' leccato e ruffiano di una fiction inglese con confezione di qualità ma che sembra pianificato a tavolino per lucrare qualche premio in vista della notte degli Oscar.
Per adesso Redmayne è il mio favorito.

PERCHE' SI : confezione inappuntabile , la performance di Eddie Redmayne
PERCHE' NO : biopic molto convenzionale, anche troppo, manca il genio di Hawking, manca l'emozione, prodotto pianificato a tavolino per vincere Oscar...

( VOTO : 6 / 10 ) 

The Theory of Everything (2014) on IMDb

27 commenti:

  1. eh sì, mi sa che l'Oscar finirà per vincerlo

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    1. è una di quelle interpretazioni parecchio gradite agli Oscar...

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  2. Emotivamente, sarà che non conoscevo le svolte finali, mi ha colpito più The Imitation Game, anche se sono d'accordo. Sono entrambi biopic molto eleganti, classici, convenzionali. Però il fatto che siano british fino al midollo - delicati, puliti, patinati - non me li ha resi così piagnucolosi come mi sarei aspettato. Mi sono piaciuti e non piaciuti per quello.
    Qui bravissimi entrambi. Redmayne è il mio favorito, trasformazione impressionante; la Jones non vincerà, ma è bellissima e davvero in gamba.

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    1. io li trovo abbastanza equivalenti, troppo convenzionali e piatti, anche per me Redmayne è favorito proprio per la sua mimesi impressionante...

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  3. Il divorzio e conseguente matrimonio con l'infermiera vengono suggeriti nel corso del film e nelle scritte pre-titoli di coda viene detto che Jane si è risposata.
    A parte questo, io mi sono emozionata sul finale pensando che una persona così sfortunata esiste davvero ma il resto purtroppo è più una soap-opera che una biografia effettiva: amore che vince tutto un par di balle, Jane giustamente si è "buttata" per due anni ma con quest'uomo ci ha fatto tre figli e ha sicuramente passato una lunghissima vita d'inferno su cui gli sceneggiatori hanno "giustamente" glissato!

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    1. la confezione è inappuntabile ma in entrambi i film ci viene raccontato poco dei personaggi di Turing e Hawking appianando dettagli scomodi e soprattutto piallando quello che è stato il loro genio.

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  4. Non sono per niente d'accordo.
    Non è che ti sei fermato a vedere solo il trailer, Bradipo? ;)
    Il film è tra i più emozionanti che ho visto di recente e la storia si concentra sugli aspetti umani e sentimentali e non su questioni scientifiche pallose, essendo tratto dal libro scritto dalla moglie. E questo per me è solo un bene. :)

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    1. ah ah ah per scelta non vedo trailer dal 1939 essendo truffaldini e fuorvianti per natura...secondo me è impossibile raccontare uno come Hawking senza raccontare un minimo del suo genio e del suo lavoro, facendo leva solo sull'apparato lacrimogeno per colpire gli spettatori...

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  5. Uno dei film più noiosi e piatti mai visti. Per tutta la durata del film ho cercato di capire chi potesse produrre un film che non emoziona, non racconta nulla di interessante.
    Pessimo

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    1. Oddio, pessimo non direi, starei sul medio, mediocre..in fondo è confezionato troppo per bene...

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  6. The imitation game mi è piaciuto parecchio e, a sorpresa, mi ha pure emozionato. Per questo temo l'effetto soap opera. Ma ci darò un'occhiata appena possibile.

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    1. può darsi che ti piaccia anche questo, io li trovo abbastanza intercambiabili...

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  7. Visto ieri sera... Una delusione enorme, davvero. Non puoi raccontarmi la vita di un genio senza accennare un minimo al suo lavoro. E poi ha troppe lacune, troppi buchi, troppa voglia di commuovere. È un film che ti tiene sotto costante ricatto.
    Secondo me è diretto meglio di The Imitation Game ed è un po' meno convenzionale in alcune scelte. Ma per il resto, mamma mia che due palle

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    1. anche io sono stato deluso perché avevo aspettative altine...e poi hai ragione, impossibile raccontare Hawking senza accennare al suo lavoro...

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  8. Altro film che non ho ancora visto... ma davvero, proprio non mi ispira...

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    1. è un compitino ben fatto, nulla di più , un diludendo per me abbastanza cocente...

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  9. Mi è parso da subito uno di quei film 'vieni qui tesoro, siediti che piangiamo un po' insieme'.
    L'ultimo film ad avermi comunicato ciò è stato Colpa delle stelle, e non è certo un complimento.
    Lo voglio vedere perché se con un film (per quanto mediocre) si riporta l'attenzione su qualcuno che la merita veramente allora vale la visione. Ma so che con ogni probabilità non lo amerò.

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    1. anche io avrei voluto emozionarmi ma questo film mi ha lasciato completamente freddo sotto quel profilo...

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  10. Era passato al Torino Film Festival, e, nonostante ne avessi sentito parlar bene, non mi era venuta voglia di andarlo a vedere, pensando "tanto poi esce". E adesso che è uscito la voglia di vederlo non è ancora scattata.

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  12. Un filo meglio rispetto a The Imitation Game, almeno per quanto riguarda il comparto tecnico. Sul fatto che entrambi siano studiati a tavolino, lo sai, concordiamo. :)

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    1. io li trovo abbastanza equivalenti, forse qui la regia è migliore , come giustamente affermi,...

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  13. L'ho trovato di una stucchevolezza ai limiti del diabete... no, non è un film per me!

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  14. Concordo con te, Bradipo.
    Ottima confezione, ottima interpretazione, e poco altro.
    Stucchevole e troppo poco legato alle conquiste di Hawking.

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    1. ah ah uniti contro il Cannibale!!!

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  15. A me invece è piaciuto moltissimo, mi ha proprio emozionata diversamente da The Imitation Game. Del divorzio si capisce quando lui la "libera" dal stargli vicino visto che doveva vivere 2 anni ed invece fortunatamente sono molto di più. Anche quando vanno dalla regina si comprende che i due non sono più insieme. Come si sarà capito a me è piaciuto moltissimo per quanto riguarda la parte emotiva, però secondo me c'era comunque qualcosa da approfondire un po' meglio, i figli, il fatto che alla fine pur rimanendo amici prendono due strade diverse. Il suo genio come studioso si comprende molto bene. Un biopic molto simile a The Imitation Game ma quest'ultimo mi ha delusa parecchio mentre La Teoria del Tutto è stata una piacevole sorpresa. Magari non l'Oscar per miglior film ma quello per miglior attore Eddie se lo merita tutto...

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