I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

domenica 22 giugno 2014

Supercondriaco ( 2014 )

Romain ha quasi 40 anni e gli sembra di essere affetto da tutte le malattie di questo mondo. L'unico amico che gli è rimasto è il suo medico Dimitri che 18 anni prima ha avuto la sventura di incrociarlo sulla propria strada. Romain ha la fobia di tutti i contatti fisici e quando un suo collega, fotografo come lui per un dizionario medico on line, muore, la situazione precipita.
Dimitri , anche lui oltre il limite di sopportazione cerca di trovargli una partner: prima on line e i tentativi falliscono miseramente, poi si fa aiutare in un centro accoglienza profughi in cui dalla sorella di Dimitri viene scambiato per un rivoluzionario di un immaginario stato dell'est europeo.
E lui sta la gioco perchè la sorella di Dimitri è piacente e il gradimento pare ricambiato.
Ma la loro storia dovrà passare attraverso tutta una serie di complicazioni prima di imboccare la dirittura d'arrivo.
Ma si può guarire dall'ipocondria?
Dany Boon è considerato quasi il re Mida della commedia francese per i superincassi di Giù al Nord e di Niente da dichiarare.
Per invertire il trend al ribasso dell'incasso al botteghino tenta di mettere pesantemente in gioco anche un budget milionario ( 20 milioni di euro, uno sproposito per una produzione europea) e si presenta con questo Supercondriaco in cui il nostro eroe, si fa per dire, cerca di rilanciare sia come attore che come regista.
Ma , anche se per me è dura ammetterlo per quanto riguarda il cinema francese, non tutte le ciambelle riescono col buco.
Dany Boon sa di essere bravo e cerca di dare sfoggio a tutta la sua capacità mimica nella parte di un ipocondriaco patologico, una parte che starebbe a pennello a Carlo Verdone che lo è veramente, ma il gioco è bello quando dura poco e qui ci si stanca subito di un personaggio refrattario a tutti i contatti fisici e umani.
La commedia gira a vuoto nonostante la presenza di sodali affidabili come  Kad Merad , compagno di successi in Giù al Nord e numerose apparizioni ( come quella di Valerie Bonneton, con cui Boon ha recitato in Tutta colpa del vulcano) che cercano di risollevare il livello comico del film incancrenendosi però in una struttura episodica che ricorda parecchio da vicino le strips del fumetto.
Nella seconda parte Supercondriaco cerca di darsi un tono, Dany Boon lascia per un attimo da parte l'espediente comico dell'ipocondria per raccontare una storia e rispolvera il suo cavallo di battaglia, il  fil rouge dei suoi film da regista: la differenza linguistica, la diversità, la difficoltà a comunicare.
E non si accorge che questa seconda parte è praticamente una riproposizione della seconda parte di Niente da dichiarare, in cui ugualmente si innamorava della sorella del coprotagonista.
Boon è bravo come attore e anche come regista non commette sfaceli, confeziona decentemente un film che ha il budget del kolossal europeo senza averne la minima apparenza, si circonda di un cast funzionale e affidabile , ma il tutto non caglia e la commedia gira a vuoto in parecchi passaggi.
E poi, detto tra noi, a me l'ipocondria come espediente comico fa ridere poco, pochissimo, anzi per niente.
Eppure pur non essendo particolarmente impressionato da una prima parte incentrata sulla descrizone particolareggiata della patologia del protagonista ( e il Dany Boon regista lascia veramente il Dany Boon attore a briglia sciolta facendolo scatenare ) mi tocca quasi rivalutarla rispetto a una seconda parte che si insabbia in meccanismi comico sentimentali obsoleti ( lo scambio di persona, l'amore contrastato) e che non fanno giustizia all'intelligenza del regista sceneggiatore, nè a quella dello spettatore.
In Francia è stato comunque un successo al botteghino anche se l'emorragia di spettatori continua ( ha incassato quasi 35 milioni di euro, non male ma pochi rispetto ai 56 circa di Niente da dichiarare e ai 140 abbondanti di Giù al Nord).
Bocciato, ma a uno come Dany Boon si dà sempre un'altra possibilità.

( VOTO : 4 / 10 ) 

Supercondriaque (2014) on IMDb

10 commenti:

  1. Anche io amo molto il cinema francese, però ammetto a denti stretti che non sempre i loro film sono perfetti.

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  2. adesso che mi ero preso bene con tutta colpa del vulcano pensavo di recuperarmi anche il resto dell'opera di dany boon...
    ma mi sa che è meglio se non comincio da questo...

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    1. comincia dagli altri che è meglio...

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  3. Dany Boon mi sta simpatico e pensavo di vederlo, ma se me lo smonti così...

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    1. il fatto è che anche a me Dany Boon sta parecchio simpatico, lo trovo bravo ma qui è insopportabile...

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    2. Sarà che l'ho visto con la morosa, ma non mi è sembrato così terribile... ma ultimamente ho visto solo cosacce, quindi non faccio testo

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    3. come ho già detto da te , secondo me è l'effetto morosa che ammortizza...

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  4. 4? sei stato fin troppo buono!
    io dopo cinque minuti avrei voluto che morissero tutti.

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    1. eh eh ma lo sai che sono un buono ....comunque anche io ho sopportato poco di questo film...

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