I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

domenica 18 maggio 2014

I DISCHI CON CUI SONO CRESCIUTO

Le liste del Cannibale non ci abbandonano mai. Giammai.
Questo post effettivamente è un po' fuori tempo massimo perché il solerte blogger di cui sopra è già passato ad altro pontificando sui vari generi musicali , quasi del tutto inauditi alle mie orecchie, ma sono giustificato per il ritardo...sono bradipo, no? e poi diciamo che sono stato assente un tre settimane....
Allora come ho inteso questa lista che compilo dopo quella delle canzoni con cui sono cresciuto?
In maniera mista: ho preso la musica un po' come il cinema, un viaggio, un'esplorazione continua, uno scavallare continuamente di genere per arrivare sempre più all'estremo, almeno nel mio caso.
Poi si dovrebbe fare il viaggio di ritorno, ma nel mio caso ancora non è iniziato.
Ci sto benissimo in quel limbo di musica estrema , in cui la parola estremo è un concetto da prendere nel senso più lato possibile.
Quindi da una parte ci sono i dischi di quando ero bambinetto e mi hanno formato " fisicamente" ponendo le basi per i miei gusti futuri, dall'altra quei dischi che mi hanno fatto "crescere" dal punto di vista della consapevolezza e della scoperta di generi nuovi e forme espressive differenti.
E ora basta col pippone.
Cominciamo .

1) ALBERTO CAMERINI : RUDY & RITA

Uno dei primi vinili che acquistai, avevo dieci anni o giù di lì. Nonostante fosse in cima alle classifiche i fans di Camerini erano sempre piuttosto nascosti perché lui dava un'immagine di sè piuttosto alternativa, sempre mascherato da Arlecchino.Anche i miei mi prendevano per il culo quando lo ascoltavo eppure io andavo avanti nonostante tutto. E a distanza di tanti anni posso dire che Alberto Camerini era un po' come i Rockets: decisamente avanti rispetto ai suoi tempi e per questo non compreso appieno.
Cioè lui nell'80 parlava di computer, di comunicazione globale , di progresso tecnologico e di tanti altri temi che all'epoca non erano trattati da nessuno.
Ho fatto ascoltare le sue canzoni anche ai miei figli e loro apprezzano. Moltissimo.
E a me fa un grandissimo piacere.

2) DEEP PURPLE : MADE IN JAPAN

La scena l'ho già raccontata. Era una fiera sotto Pasqua, il centro cittadino agghindato a festa e andai a curiosare tra le cassette esposte da un venditore.
Tra i vari Claudio Villa, Mino Reitano e Fausto Papetti la mia attenzione fu catturata da una cassetta, anzi due, perchè era un doppio con una copertina color oro.
Me ne avevano parlato a scuola, avevo due tre ripetenti di lungo corso in classe che mi davano un sacco di dritte e tra queste c'erano i Deep Purple.
Avevo pochi soldini in tasca ma mi dissi perché non investirli in cassette?
E tanto feci: la sera tornai a casa quasi emozionato e misi la prima cassetta nel mio vecchio radioregistratore stereo Samsung, all'epoca una marca sconosciuta , per poveracci, non era manco giapponese ma coreano.
E da lì è partito il mio viaggio: la chitarra di Blackmore che macinava riffs senza soluzioni di continuo, la tastiera di Jon Lord a colorare le melodie, la batteria furiosa di Ian Paice a disegnare tappeti ritmici assieme al basso ultrapreciso di Roger Glover e poi, lui, Jan Gillan, la sua ugola d'oro, all'epoca potentissima,un timbro vocale inimitabile, con un acuto ai concerti spettinava i giapponesi delle prime file. Highway star, Child in time, Smoke on the water, Woman from Tokyo, Space Truckin'.
Fu subito ammmmore.

3) BLACK SABBATH ; BORN AGAIN

E' tuttora il disco dei Black Sabbath che amo di più e prima che insorgano tutti i puristi spiego anche il perchè.
Dopo Made in Japan era scoppiata in me la Jan Gillan mania e cominciai a cercare tutti i dischi con la sua voce.
E il destino volle che mi imbattei in questo disco dalla copertina satanica in cui sul retro campeggiava il faccione e i capelloni di Gillan.
Acquistato all'istante e amato fin da subito.
La sua voce , già un po' differente da quella di Made in Japan, diciamo migliaia di whisky e sigarette dopo, arriva a vette inarrivabili per il 99% dei vocalist terrestri. Pezzi bellissimi come Disturbing the priest, la title track o Zero the hero sono tuttora nei miei ascolti più frequenti.
Eppure è un disco amato poco o nulla da Jan perchè dice che la sua voce è inghiottita dal basso in un mixaggio da codice penale.
E' vero, hai ragione, ma va bene anche così....

4) AC / DC : BACK IN BLACK

A dir la verità il riff di Back in black lo conoscevo fin da quando ero molto piccolo perché era la sigla di un programma di catch giapponese che davano su una tv locale e che era commentato dal maestro Tony Fusaro ( non chiedetemi chi è, conosco solo il nome ). Acquistato il disco fui sorpreso di ritrovare quella musica che mi piaceva moltissimo. E poi trovai tanto altro, tanta roba veramente , tra cui anche Hells Bells, forse una delle canzoni che ho ascoltato di più nella mia vita, tanto che attualmente è anche la suoneria del mio telefono.
All'epoca mi prendevano quasi per satanista" ma come ti piace una canzone che comincia con le campane a morto?"
Certo che mi piace...la so tutta a memoria!!!!

5) QUEENSRYCHE : OPERATION MINDCRIME

Questo è il classico disco che mi porterei sull'isola deserta ammesso che possa avere con me un lettore cd o mp3.Anche questo comprato a scatola chiusa su consiglio dell'amico che ne sa sempre un po' più di te.
Comprato in cassetta, vinile e anche in cd , ogni volta che cambiavo il supporto per ascoltare musica, cambiava anche il formato di Operation Mindcrime.
In piena esplosione grunge i Queensryche from Seattle armati di un cantante da quattro ottave di estensione ( e ora ridotto in verità abbastanza maluccio) e di musicisti eccellenti facevano sentire forte e chiara la loro voce con una successione di dischi invidiabile, perché questo non è il loro unico bel disco.....

6) MORBID ANGEL : ALTARS OF MADNESS

Già bazzicavo la musica estrema, non mi piacevano eccessivamente i Metallica, mi garbavano parecchio gli Slayer e l'anno prima di questo disco avevo conosciuto il death metal con quella elegantissima mazzata nelle gengive che è Leprosy dei Death capitanati dal mai abbastanza compianto Chuck Schuldiner, un musicista geniale che un brutto male si è portato via troppo presto.
Altars of madness è il rovescio della medaglia di Leprosy: a differenza di questo punta tutto sull'ultravelocità dotato di un batterista che era una vera e propria piovra ( Pete Sandoval che in concerto all'epoca andava anche più veloce che in studio, sembrava avesse più braccia di Bravo Simac o di una dea Kali).
Poi c'era David Vincent e il suo non timbro vocale, lacerante, maligno, che ti entrava fin dentro le ossa....
E poi come si fa a non amare gente che nel successivo, bellissimo, Blessed are the sick, nella title track cantava ( per modo di dire, diciamo che espettorava) " Blessed are we to taste life of sin".
Ci ho consumato le corde vocali con questi due dischi....e questo mi ricorda il mio amico Luca che si vantava con me di aver messo su una band death metal. Dopo due prove finì al pronto soccorso con una grave infiammazione alle corde vocali e dovette appendere la voce al chiodo....

7) MY DYING BRIDE : TURN LOOSE THE SWANS

Prendete un violino, intonate una melodia triste, aggiungeteci una voce melodica che spesso tracima nel growling , prendete anche una sezione ritmica potentissima e chitarre ultracompresse e avrete il perfetto doom metal che viene dalla brughiera inglese.
Brani lunghi , appassionati, tristi, questa band dal nome bellissimo ancora allieta i miei padiglioni auricolari con una musica oscura che se ne infischia delle regole.
Musica che ti arriva lentamente e gradualmente ma che poi entra in profondità e non ti lascia più.
Questo disco e anche il successivo The Angel and The Dark River, ancora più triste e se possibile delicato sono l'epitome del meglio che è racchiuso nel doom metal che non sia ispirato così chiaramente ai Black Sabbath...
Anche questa musica estrema, in tutti i sensi, anche nella durata : 7 brani e oltre 72 minuti di durata....

8) CRADLE OF FILTH : THE PRINCIPLE OF EVIL MADE FLESH

Oggi Dani Filth e i suoi vampirelli inglesi sono solo una caricatura ma all'epoca, quando ancora non li conosceva nessuno, tirarono fuori dei dischi niente male.
E mi introdussero al mondo del black metal, mondo che tuttora bazzico e che loro hanno abbandonato da anni e anni, prigionieri di un gothic metal che può riservare emozioni solo a chi non ha conosciuto la loro musica degli esordi.
Il nano Filth usava aiutini piuttosto corposi per la voce ma il suo scream era piuttosto efficace e peculiare e soprattutto erano i pezzi che spaccavano.
Peccato che si siano persi per strada per le smanie di grandezza del loro vocalist.
La scena inglese di quei tempi era parecchio vivace e ricca di gruppi incredibili....

9) IN THE WOODS : OMNIO

Non avrei mai pensato che una band partita con la scena black norvegese si convertisse poi a una musica così profonda e atmosferica e che sfornasse un disco del genere.
Omnio è un disco metal che sembra realizzato dai Pink Floyd, anche qui il concetto di musica estrema viene rivisitato e sovvertito alle basi per dare alle stampe un disco di genere inclassificabile.
Certo metal, ci sono le chitarre distorte, ma ci sono tastiere, lunghe fughe strumentali, l'alternarsi di voce maschile e femminile e una suite di 26 minuti , divisa in varie parti che occupa più di un terzo del disco.
Per chi pensa che la musica non siano solo canzonette, questo è un disco perfetto, emozionante , unico nel panorama musicale e non solo metal.
5 brani per 65 minuti abbondanti di durata e un disco successivo "Strange in stereo" talmente avanti che sarà capito da pochi, pochissimi. Bellissimo anche quello.

10) THERION : THELI

Mi ricordo ancora quel giorno nel negozio di dischi: avevo un gruzzoletto da investire ( mai come quello che avevo quando andai a Norimberga a un negozio di dischi a vari piani e un piano era dedicato solo al metal. Praticamente mi sembrava di essere arrivato in paradiso e mia mogli riuscì a trascinarmi fuori solo dopo una decina di cd e un 150 euri sputtanati in meno di un quarto d'ora) e già avevo preso Stille dei Lacrimosa  quando fui attirato da questo disco dei Therion: li conoscevo per un loro vecchio disco death metal ma li avevo persi di vista.Così misi il cd nel lettore e skippata la intro mi trovai letteralmente schiaffeggiato da una brano trascinante, una partitura metal suonata da un orchestra sinfonica e cantata da un coro lirico.
Metal , orchestra e musica lirica, la ricetta dei Therion che resiste ancora oggi che sono passati quasi 20 anni.
Inutile sottolineare che passati due minuti , senza neanche ascoltare i brani successivi, tolsi il cd dal lettore e mi presentai alla cassa per il conto.....

Questo è quanto: ci sono tanti altri dischi con cui sono cresciuto ( Haggard, Angizia, Sopor Aeternus , Mago de Oz ) e che tuttora mi stanno facendo crescere ma questi credo che siano i più importanti nel mio viaggio di scoperta di nuovi orizzonti musicali....
Già immagino l'orrore e il raccapriccio del Cannibale nel leggerla questa lista....


10 commenti:

  1. altroché orrore e raccapriccio.
    è persino peggio di quanto potessi immaginare! °___°

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  2. Mentre solo aprivo il post, pensavo a Made in Japan. Immagina la soddisfazione trovando subito quella mitica copertina.. ;-)

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  3. Wao, e chi se lo aspettava che eri così metallaro? XD

    Moz-

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    1. la mia corazza è sempre lucida....

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  4. Ahahaha quanti ricordi "metallici"! ;)
    Lista mitica!

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  5. troppo metallo per i miei gusti, ma chapeau per i Deep Purple. devo farla anch'io 'sta cosa dei dischi appena ho un attimo da dedicarci

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    1. eh eh il mio background è quello...ma è partito tutto dai Deep Purple....aspetto la tua lista...

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