I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

giovedì 19 settembre 2013

A Royal Affair ( 2012 )

1767: la giovane principessa inglese Caroline Matilda va in sposa quindicenne , come da promessa, al cugino, re Christian di Danimarca di appena due anni più grande. Il suo matrimonio si rivelerà presto un inferno: il re è fragile psichicamente , se non squilibrato e preferisce la compagnia delle matrone del bordello a quella della regina. Ma riescono lo stesso a procreare un erede. Christian è praticamente prigioniero del Consiglio di Corte che lo tratta come un minus habens e lo esclude da tutte le decisioni politiche finchè non conosce un medico tedesco,Johann Friedrich Struensee, seguace delle nuove idee illuministe che stanno prendendo piede in Europa.Il medico grazie a terapie oculate fa migliorare lo stato mentale del giovane re, diventa suo buon amico e  riesce ad instillargli idee nuove in politica attuando riforme impensabili fino a pochi anni prima.
Ma il dottor Struensee commette un tragico errore: si invaghisce , ricambiato, della regina Caroline Matilda e questa diventa un'arma formidabile nelle mani di quel Consiglio di Corte, fatto di nobili conservatori fomentati dalla matrigna del re Christian, per metterlo in cattiva luce anche a  causa delle sue idee illuministe e riprendersi il potere mandando in esilio la regina.
A Royal Affair di Nikolaj Arcel, già cosceneggiatore della serie tv scandinava Millennium e, tra gli altri,  del film Uomini che odiano le donne, tratti dai fluviali romanzi di Stieg Larsson, racconta un pezzo di storia danese che è ignorato dai più, soprattutto alle nostre latitudini.
C'era il rischio di fare qualcosa di polpettonesco, la durata ampiamente sopra le due ore in questo senso predispone e magari ci si accorge che , specie nella parte centrale , il passo è quello lungo della fiction televisiva. Ma stavolta non è un male: il tempo che Arcel si prende per raccontare la sua storia è ben impiegato nel comporre un quadro variegato ed esaustivo delle personalità complesse dei tre protagonisti in campo tutti alle prese con le proprie debolezze e contraddizioni.
Christian VII di Danimarca è un re solo di facciata, pusillanime prigioniero dei suoi dignitari, interessato più ai suoi giochi e scherzi che alle sorti del suo popolo.
La regina Caroline Matilda è prigioniera di una vita consacrata all'opulenza e al lusso sfrenato ma senza neanche un barlume di felicità e per questo è quasi portata a cedere le sue grazie al dottor Stuensee, di idee illuministe ( quasi socialiste ) ma allo stesso tempo assiduo frequentatore di bordelli e dedito al libertinaggio come pochi.
Eppure dalla sinergia di queste tre personalità differenti e uniche venne fuori una stagione di riforme irripetibile per la Danimarca.
A Royal Affair è fondamentalmente la storia dell'ascesa e della caduta del dottr Struensee a cui Mads Mikkelsen dona fascino e fisicità e proprio la passione che lega tra di loro i protagonisti è un qualcosa che gli permette di andare a un livello superiore rispetto ai soliti film ricchi visivamente, curati sotto ogni aspetto formale, ma fondamentalmente senza anima.
Il film di Nikolaj Arcel oltre a offrire particolare ricchezza nelle ricostruzioni d'epoca e uno sfarzo raramente riscontrabile in una produzione europea ( per di più scandinava, non proprio la cinematografia più ricca) regala una storia di amore, di passione in vorticoso crescendo e con delle pagine assolutamente vigorose in cui il fuoco che arde dentro i cuori dei personaggi viene efficacemente contrappuntato dal gelido clima danese, con il ghiaccio che avvolge tutto e tutti.
E poi ci sono delle prove d'attore assolutamente straordinarie: detto della prova eccellente di Mads Mikkelsen, ormai una garanzia anche a livello internazionale, la vera scoperta di questo film è Mikkel Boe Folsgaard nella parte di Christian che disegna un personaggio memorabile  afflitto da problemi di paranoia e di schizofrenia, vittima delle proprie pulsioni e insicurezze senza mai scivolare nell'eccesso dell'overacting o nella caricatura.
A Royal Affair ha anche concorso come miglior film straniero agli Oscar del 2013.
Continua a esserci del marcio in Danimarca.

( VOTO : 7,5 / 10 ) 


A Royal Affair (2012) on IMDb

14 commenti:

  1. Pur non essendo un'amante dei film storici e in costume questo mi è piaciuto davvero parecchio!

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    1. a me piacciono costumi e ricostruzioni d'epoca ma qui c'è molto di più...

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  2. Ce l'ho lì da vedere, mi ispira davvero parecchio!

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    1. allora vedillo ( imperativo! ) perchè ne vale veramente la pena...

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  3. Questo film è bello, anche essendo un amante dei film in costume, ammetto che questo è molto diverso dai suoi "simili".

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    1. giusto, è diverso, ha molta più anima...

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  4. Devo vederlo ma ancora non ho avuto il tempo.

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    1. lo devi trovare perchè ne vale veramente la pena...

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  5. Bellissimo film, il mio preferito tra quelli che furono in corsa per la statuetta di miglior film straniero lo scorso anno.

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    1. a me manca il film canadese, ma tra quelli che ho visto devo dire che meritava parecchio...

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