I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

venerdì 14 dicembre 2012

La "parte" degli angeli ( 2012 )

Robert è  condannato a 300 ore di lavori socialmente utili per aver pestato a sangue un ragazzo per futili motivi. La sua vita in compenso è un mezzo disastro : ha un figlio che sta nascendo dalla sua compagna Leonie, una banda di piccoli teppisti lo sta inseguendo per vendicarsi  e i parenti della sua ragazza cercano di cambiargli i connotati ( e in subordine il "suocero" gli offre 5 mila sterline per sparire).
L'unico spiraglio di luce nella sua vita è l'amicizia con i nuovi compagni di lavoro tra cui Rhino, Albert( idiota dalle idee geniali, seppur totalmente fortuite e oltre la sua comprensione) e Mo,afflitta dalla mania di rubare tutto quello che trova a portata di mano.
L'unico che crede in Rob e nella compagnia squinternata di cui sopra è Harry, il loro tutore dei servizi sociali.
Un giorno a una degustazione di whisky in quel di Edimburgo , Mo ruba una mappa dove è segnata l'ubicazione di un barile di whisky che è considerato il Sacro Graal dei whisky. Presto si terrà un'asta milionaria per vendere il prezioso barile.
Perchè non prenderne qualche bottiglia?
Giusto La "parte"degli angeli, quel 2 % di whisky che ogni anno viene perso con l'evaporazione dell'alcol.
Ken Loach ci ha abituato a un'idea di cinema militante che spesso è andata oltre il concetto di manicheismo. Talvolta il messaggio che ha voluto lanciare è stato talmente "politico" da divorarsi tutto il film intorno.
Quando invece la sua cinepresa si è soffermata su quello che succede nel proletariato ( o nel sottoproletariato) , quando il suo approccio è stato più rilassato e meno politicizzato , allora francamente il suo cinema vitale e oltraggioso è diventato irresistibile.
Sceneggiato da Paul Laverty ( a cui sono legati alcuni degli esiti migliori del cinema di Loach) La "parte"degli angeli appartiene a questa ultima categoria di film: sguardo disincantato su reietti in cerca di redenzione, un'ironia palpabile dalla prima all'ultima sequenza, messaggio politico ben presente ( perchè questa società è un qualcosa a cui ribellarsi sempre e comunque, ognuno con le proprie armi ovvero le proprie capacità) che però non appesantisce una narrazione lieve e fruibile anche da uno spettatore non per forza avvezzo alle dinamiche del cinema d'autore.
Si sorride spesso e si ride anche di questi quattro soliti ignoti al doppio malto ( o meglio al malto singolo come il Lagavulin di cui vengono magnificate le doti) che fanno di tutto per uscire dalle secche in cui la loro vita è precipitata.
La vicenda di Robert parte come un dramma ma poi abbraccia i toni più scherzosi della commedia e della speranza di un domani migliore da costruire con la propria famiglia.
E pazienza se il resto della truppa ha uno sguardo a cortissimo raggio.
Onore a Ken Loach che a 76 anni suonati ha ancora la freschezza di un ragazzino, non snatura la sua idea di cinema ma lo rende leggero e divertente nonostante la realtà sociale in cui è immerso .
Incredibile la prova del non professionista esordiente Paul Brannigan che dà vita a un protagonista che rimane bene impresso nella memoria,  mentre una citazione doverosa va a Gary Maitland, nella parte dell'idiota (genio inconsapevole) Albert a cui sono consegnate le battute più esilaranti del film.
Indimenticabili i suoi "piccoli " problemi col kilt.
Sono sicuro che la scelta di non ritirare il premio al TFF per solidarietà con dei lavoratori precari impiegati nel Festival sarà un'ottima cassa di risonanza mediatica per questo film che comunque merita ampiamente la visibilità.

( VOTO : 8 / 10 ) The Angels' Share (2012) on IMDb

13 commenti:

  1. Risposte
    1. sono curioso di leggere che cosa ne penserai...

      Elimina
  2. Lo vedrò stasera... neve permettendo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    2. qui da me ieri l'altro avevano messo neve per tutto il giorno e invece manco mezzo fiocco, in compenso c'è stato anche il sole, pallido e freddo ma sempre sole...

      Elimina
  3. ce l'ho il lista, e tutti ne parlano bene... sono fiducioso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. è un film assolutamente da vedere...fidati!

      Elimina
  4. Che balle qui da me nessuno lo ha preso u.u aspetterò qualche rassegna perché voglio godermelo

    RispondiElimina
  5. Film bellissimo, profondo e leggero ad un tempo.
    Loach in una delle sue prove migliori, direi quasi il lato "speranzoso" di My name is Joe.
    Domani lo posto anche io.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io sono letteralmente innamorato di My name is Joe e questo film in qualche maniera lo ricorda.Domani passo a leggerti!

      Elimina
  6. Dardenne e Loach ormai fanno film con speranze, non più drammi bui, e mi è piaciuto molto (e ti ho ance citato)

    RispondiElimina
  7. letto! e grazie per la citazione, sei sempre troppo buono con me...

    RispondiElimina