I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

venerdì 21 dicembre 2012

Submarine ( 2010 )

Il quindicenne Oliver Tate, precisamente non il più popolare all'interno della sua scuola , si è posto due obiettivi a breve termine per l'estate: avere una relazione sentimentale stabile con Jordana in modo da perdere a stretto giro di tempo la verginità e riportare il sereno nel matrimonio dei genitori, sabotando l'incipiente relazione della madre con un ex amante fascinoso,ora apostolo dello stile new age che è ritornato impetuosamente dal passato.
Piccoli Wes Anderson crescono.
E' questa la prima frase che viene in mente mentre si guarda il film che sembra pieno zeppo di tutti quei personaggi stralunati e sghembi classici oramai del cinema del regista americano.
E poi vuoi mettere lo studiatissimo decor anni '80, l'ambientazione strepitosa in un villaggio gallese sulla costa che a malapena è conosciuto al di fuori dei patrii confini, la fotografia che accentua i colori pastello e gli umori saturnini dei personaggi in scena?
Siamo in un limbo dove convivono , oltre al cinema di Anderson, una spruzzata di stile Sundance, la libertà totale della messa in scena  della Nouvelle Vague, il nero sarcasmo e la tenerezza di una perla come Harold e Maude ,echi de Il calamaro e la balena di Baumbach e  richiami del Van Sant de L'amore che resta ( film comunque posteriore a questo ma probabilmente più conosciuto) soprattutto per come viene trattata la relazione tutta ups and downs che c'è tra Oliver e Jordana su cui incombe sempre un alone funereo.
La voce fuori campo di Oliver incornicia il film, diviso in tre parti più epilogo, con un'ironia caustica, tipicamente british, che diventa un valore aggiunto alle immagini.
Submarine è un romanzo di (de) formazione in cui si mescolano i massimi sistemi ai minimi comuni denominatori, si parla dei problemi che a quindici anni sembrano montagne invalicabili da scalare e poi l'estate dopo sembrano quisquilie a cui guardare con quel pizzico di nostalgia che accompagna sempre il passato che si vuol ricordare.
Incredibile la performance dell'allora esordiente al cinema Craig Roberts ( la faccia da nerd di chi non ha mai dimostrato in vita sua quindici anni ma sempre molti di più) che contribuisce all'empatia che subito il film scatena allorchè entra in scena Oliver e tutta la sua sarabanda di dubbi amletici, pipponi mentali e proiezioni deviate per il futuro.
Finale a bagnarsi i piedi sulla battigia: se non fosse che Oliver conosce benissimo il mare per abitare praticamente accanto alla spiaggia e per essere figlio di un biologo marino, quel correre sulla riva con l'acqua che lambisce i piedi e quello sguardo così estasiato mi hanno fatto pensare di trovarmi di nuovo di fronte ad Antoine Doinel e alla sua meraviglia nello scoprire finalmente quanto possa essere bello il mare come nell'immortale finale de I 400 colpi.
Eccellente anche il cast di supporto ( Noah Taylor, Sally Hawkins e un inguardabile Paddy Considine versione gallo cedrone con una cresta che te la raccomando) così come è centrata la colonna sonora.
Per essere un esordio al cinema , Richard Ayoade dimostra talento e personalità nel non scegliere facili scorciatoie.

( VOTO : 7 + / 10 )  Submarine (2010) on IMDb

6 commenti:

  1. una delle migliori perle made in britain degli ultimi tempi!

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    1. è molto british, una piccola perla di humour sapido...

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    1. oddio, per me siamo al di sotto del cultissimo personale ma l'ho molto gradito...

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  3. Mi pare una di quelle robe un pò radical chic e un pò cannibalesche che non fanno per me.
    Ma prima o poi lo recupererò comunque! :)

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    1. secondo me ti può piacere anche se so che Wes Anderson non ti fa proprio impazzire...

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