I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

martedì 29 settembre 2015

Mommy ( 2014 )

In un Canada di finzione, appena un anno in avanti nel futuro, i ragazzi con problemi psicologici e relazionali possono essere internati in istituti specializzati nella cura di malattie mentali senza troppe complicazioni. Ed è per questo che Steve, figlio adolescente della madre single Diane, entra ed esce dai vari istituti.
Diane lo riprende con sé per un ulteriore tentativo ma il rapporto con Steve è veramente fuori da ogni schema nonostante la presenza della vicina balbuziente Kyla che costituisce una sorta di terzo polo magnetico per smussare tutte le tempeste che si scatenano tra i due...
Non conoscevo il cinema di Xavier Dolan, da qualcuno definito il regista bambino, prima di questo film , ma anche senza vedere gli altri suoi film non posso fare altro che inchinarmi di fronte a un tizio che a 26 anni ( ma quando ha fatto Mommy non ne aveva neanche 25) ha un curriculum così nutrito come il suo , sia come film diretti che interpretati.
E , a vedere questa sua ultima opera, il ragazzo ne ha di cose da dire: animato da una generosità narrativa difficile da riscontrare altrove , Dolan racconta un rapporto madre / figlio che più che una normale dialettica tra esponenti di diversa generazione , sembra essere la tempesta perfetta, un irripetibile conglomerato di perturbazioni che insieme determinano il caos totale.
Diane è una madre single che sopravvive più che vivere: piacente e sa di esserlo, dal look aggressivo e giovanilistico a tutti i costi deve fare i conti con una quotidianità che è poco generosa con lei e un figlio di cui ha paura.
Paura perché sa di non conoscerlo completamente, sa che l'accesso ai più profondi recessi della mente di Steve le è sostanzialmente negato, con un rapporto sempre in bilico tra amore e odio.
Steve ha problemi relazionali , psicologicamente è un campo minato in cui se tocchi la zolla di terreno sbagliata esplodi e vieni miseramente smembrato, è un collage di emozioni e pulsioni brutali, suggestioni ormonali e semplice incapacità di esprimere il caos che ha dentro.
E' evidente che due personalità così sono destinate a scontrarsi, è difficile per loro stare persino nella stessa stanza senza causare disastri, insieme sono un fuoco che brucia a fiamma altissima e che carbonizza tutti quelli che osano avvicinarsi loro.
Beh, proprio tutti no. C'è una vicina , Kyla , che forse è incasinata più di loro ed è per questo che riesce a stare con Diane e Steve senza bruciarsi, anzi quasi riesce a modulare l'ispido rapporto tra madre e figlio con i suoi silenzi legati alla sua difficoltà di esprimersi, è balbuziente.
Questo strano e fantasmagorico menage a trois è il filo conduttore di un film che si segnala , come detto prima, per una generosità rara nell'esporre sentimenti e sensazioni in modo ultrarealistico quasi a voler provocare shock programmatico nello spettatore.
A Dolan riesce il ritratto di tre personaggi a loro modo indimenticabili con tutte le loro imperfezioni e le loro piccole e grandi psicopatologie, tre persone più che personaggi in cui è facile trovarsi motivo per specchiarsi, oppure riconoscere una qualche sfumatura di se stessi.
Quello che forse mi piace di meno è il suo voler giocare con i formati cinematografici, non per reale fastidio di una visione stretta e alta che raramente si apre in un formato più cinematografico, ma per l'impressione che ricavo di un fighetto che vuole fare il sofisticato giocando con la forma.
Mommy ha il profumo acre e coinvolgente della verità, flirta con la sgradevolezza quasi a voler respingere qualsiasi forma di pietismo da parte di chi guarda, ha nella mente di Steve un mistero irrisolvibile per la madre e per noi tutti.
E se noi non abbiamo la soluzione per capire compiutamente i nostri figli nella vita di tutti i giorni, a Diane la soluzione, nel suo Canada di finzione , è data da una legge infida e bastarda che le permette di tirarsi indietro e di nascondere la polvere sotto il tappeto.
Steve non è fatto per vivere con lei e lei non è pronta a vivere con Steve.
Non si può restare indifferenti di fronte a questo film.
Dirò una cazzata , ma lasciatemela passare: per me questo film è il Qualcuno volò sul nido del cuculo del nuovo millennio.
Due film totalmente diversi ma che nella mia memoria cinefila sono stretti l'uno all'altro,
Vicini vicini.
E quel ballo silenzioso a tre sulle note di On ne Change Pas  a diversi giorni di distanza dalla visione , ce l'ho ancora davanti agli occhi.


PERCHE' SI : film di incredibile generosità narrativa, personaggi indimenticabili , come il finale
PERCHE' NO: leggero fastidio nel giocare con i formati cinematografici, sembra un orpello autoriale non necessario.


LA SEQUENZA : il ballo a tre sulle note di On ne Change Pas


DA QUESTO FILM HO CAPITO CHE :

Xavier Dolan è un altro nome da appuntare sul mio taccuino.
Raramente ho prestato così attenzione alla colonna sonora.
E chi se lo immaginava che On ne Change Pas fosse cantata da Celine Dion?
Se avessimo una legge del genere , quanti manicomi sarebbero pieni di figli problematici?


( VOTO : 8,5 / 10 ) 


Mommy (2014) on IMDb

16 commenti:

  1. In assoluto, il film più bello visto quest'anno.
    (E' uscito lo scorso anno, ufficialmente, ma nel listone ci finisce lo stesso.)

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  2. Tra i film che devo ancora vedere, ne state parlando tutti benissimo... Devo darmi una mossa ;-) Cheers!

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  3. film bellissimo, ma personalmente ho trovato anche io un difetto il fatto di gestire in maniera troppo "hipsterosa" e patinata la regia considerando i temi del film molto reali,freschi e viscerali.

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    1. ecco hai ragione....è hipsterosa la regia...

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  4. Una pellicola meravigliosa, hai ragione Xavier Dolan è uno di quei nomi da tener d'occhio.

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  5. Capolavoro totale!
    E per me il merito principale è proprio ciò che a te ha infastidito: il suo giocare con la forma.
    Quando hai la sostanza, e in più ci metti anche una maestria nel padroneggiare la forma per rendere in pieno quello che vuoi esprimere, cosa chiedere di più?

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    1. a me quell'allargare e stringere l'immagine non è piaciuto più di tanto...

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  6. Aspettative altissime, critiche sempre ottime, eppure non ho ancora trovato l'impegno mentale per vederlo.
    Ma prima della fine dell'anno rimedierò.

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  7. Dolan devo ancora capirlo bene come autore, ma ho visto i suoi primi due film - che ha diretto quando era ancora più giovane di me. Questo credo sarà una delle prossime visioni.

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  8. oh come aspettavo che lo recensissi!
    è il film che quest'anno ho più adorato, e quello che a te ha dato fastidio a me ha fatto scattare la lacrimuccia (il campo intero per il sogno di lei, la realtà che lei immagina e che vorrebbe a tutto schermo, ma che purtroppo è irrealizzabile)
    Sapevo che ti sarebbe piaciuto!
    che bello rileggerti!

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  9. Finalmente sei arrivato!
    (sia al film che a scrivere di nuovo, ti stavo per chiamare)

    non sono d'accordo sulla parte fighetta, credo che proprio quella ci dia il Dolan completo e ce lo differenzi, ad esempio, con uno stile Dardenne.
    Che se poi penso a 3 delle componenti più fighette (il sogno lucido, il formato che cambia e la colonna sonora) mi rendo conto che sono le scene o gli aspetti che più ho amato.
    Ma tanto lo sai, c'è uno sfondo nel blog che parla per me ;)

    per il resto, ovviamente, d'accordo!

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