I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

martedì 15 luglio 2014

Le origini del male ( 2014 )

Nel maggio del 1974 un giovane cameraman viene assunto da un professore universitario di Oxford per riprendere il suo esperimento riguardante una ragazza che in apparenza è posseduta da uno spirito demoniaco.
Il professore, il cameraman altri due ragazzi che collaborano e la posseduta si rinchiudono in una villa nel bel mezzo della campagna inglese per portare avanti l'esperimento dotati di tutte le attrezzature di ripresa necessarie.
I risultati , però, saranno ben diversi dalle aspettative.
Le origini del male ( traduzione italiota di The Quiet Ones) è ispirato liberamente al famoso  Philip Experiment, condotto in quel di Toronto nel 1972 in cui i ricercatori avevano creato un personaggio fittizio da cui "ricavare " un fantasma per dimostrare che in realtà tutte le entità presunte sovrannaturali ed ectoplasmatiche fossero solo creazioni della mente umana.
Certo, se uno si doveva soffermare solo al titolo e alla locandina , non avrebbe guardato il film perchè sembra tutto così banale e fatto al risparmio che si sospetta di trovarsi di fronte all'ennesimo mockumentary o found footage partorito dalla mente bacata di Oren Peli o dei suoi sodali.
E invece no.
Il famigerato israeliano non c'entra nulla, non è un mockumentary anche se abbondano in alcuni punti riprese fintoamatoriali con camera a spalla, anzi a dirla tutta Le origini del male non è neanche  totalmente americano , ma è una coproduzione con la Gran Bretagna ed è un prodotto della mitica factory Hammer.
Già solo per questo non gli si può voler male, ma a dir la verità non gli si può volere neanche troppo bene.
Diciamo che la confezione è accattivante, la fotografia vintage rende giustizia a un ambientazione anni '70 che fa la sua figura e dona al film un look che altre produzioni del genere non hanno.
Ha un' aria familiare, di casa Hammer, naturalmente rivista e modernizzata.
Anche la storia promette tanto in quanto a spaventi ma ahimè ben poco in quanto a originalità e tutto questo è confermato dallo svolgimento del film.
Abbiamo la classica escalation di spaventi, un continuo gioco al rialzo in cui lo step successivo è sempre più ansiogeno del precedente ma sembra tutto aridamente preordinato.
Si procede per accumulo e non c'è una reale progressione orrorifica nonostante si cerchi di stimolare le terminazioni nervose dello spettatore in maniera man mano più "energica " col passare dei minuti.
Sa di tutto di già visto, ci troviamo di fronte a una specie di Poltergeist meets L'esorcista in cui il demone si manifesta in forme sempre meno ambigue.
La scelta è quella di non investire in effetti speciali fantasmatici ( sono usati con parsimonia, forse anche per contenere il budget) ma di creare un clima sulfureo di ansie e paure e parzialmente Le origini del male riesce nel suo intento.
Ma, francamente , è poca roba, la solita fuffa, confezionata bene, con attori che assolvono decentemente il loro compito e non le solite braccia robuste sottratte all'agricoltura, con un regia che si muove decentemente nei confini del genere e con un nome glorioso , la Hammer films , che la supporta, che suscita benevolenza e che le dona un look diverso dal solito.
Però è sempre la solita fuffa.
Non il peggio visto in questa estate da schifo però è un po' pochino per far accorrere in massa gli spettatori fiaccati dalla spietata canicola estiva....

( VOTO : 5 / 10 ) 

The Quiet Ones (2014) on IMDb

6 commenti:

  1. Risposte
    1. dai, un po' meglio del preventivato...

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  2. Regola n.1: se arriva un horror al cinema è una m...a
    Io sono più per il 2 meno meno... ;)

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    1. sinceramente io mi aspettavo di peggio, il solito mockumentary ...

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  3. Mi sa tanto che lo eviterò.
    Quest'anno ho già fatto il pieno di horror inutili.

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    1. si può anche evitare ma personalmente temevo il peggio...

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