I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
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Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

lunedì 24 febbraio 2014

12 anni schiavo ( 2013 )

Saratoga , New York 1841 : Solomon Northup è un violinista affermato, marito felice e padre di due bambini. Un giorno viene attirato da due tizi a Washington con la promessa di un buon ingaggio. Invece viene drogato e rapito, consegnato a un losco affarista che lo rivende , prima a un padrone abbastanza illuminato, il signor Ford che però ha come sottoposto il viscido Tibeats che lo odia senza mezzi termini e poi viene rivenduto allo psicopatico Epps, uno schiavista duro e spietato che vede i suoi negri solo come schiavi senza alcun diritto. Questo inferno sarà la vita di Solomon in attesa che qualcuno venga a liberarlo.E un giorno conosce un abolizionista, guarda caso di origine canadese.....
Continua il nostro viaggio all'interno della lista dei film che concorreranno all'Oscar nella ormai sempre più prossima notte dedicata.
E questo rischia di essere il più autorevole: 9 candidature e un tema importante, come quello dello schiavismo che è ancora una ferita aperta, una piaga ulcerata nell'ancora giovane storia americana.
Si sa di come agli americani piaccia tanto sbandierare la loro storia ai quattro venti e 12 anni schiavo di Steve McQueen, oltre che regista , videoartista di grande pregio, in questo senso è perfetto.
E' in grado di toccare le corde emotive più nascoste, di stimolare adeguatamente nervi scoperti, getta una luce inquietante su tutta la retorica nazionalista che sta alla base del cosiddetto Sogno Americano raccontando una storia vera che ha dell'incredibile.
Solomon Northup vive 12 anni di incubo in una nazione schiavista e razzista, arretrata dal punto di vista dei diritti civili e dell'ordinamento giudiziario, la sua vita da schiavo è un urlo accorato contro la piaga della discriminazione razziale, un qualcosa da trattare un po' come si fa con la polvere da nascondere sotto il tappeto.
Il punto è proprio questo: Steve McQueen non lascia proprio nulla all'immaginazione, lavora come sa fare lui sui corpi stavolta martirizzati dalla frusta che vi apre solchi sanguinanti come autostrade, disegnando però personaggi eccessivi in un senso o nell'altro.
12 anni schiavo è un film in cui tra il bianco e il nero non c'è alcuna tonalità di grigio: o si sta da una parte o dall'altra. O si è un bianco schiavista o si è un negro schiavo.
E gli unici fattori di perturbazione , guardacaso sembrano non appartenere allo stesso mondo in cui vivono Epps e Northup, l'alfa e l'omega di tutto il film, i due estremi che diventano due simboli di umanità e di disumanità.
In questo McQueen dimostra di essersi abbastanza appiattito sui dettami hollywoodiani: se il suo lavoro visuale è estremamente personale, la scrittura è semplificata, quasi deteriore,.un bignamino ad uso e consumo del grosso pubblico che dovrà indignarsi e uscire dalla sala con le lacrime agli occhi, di rabbia e di commozione.
Un po' troppo didascalismo per far tracimare l'impegno civile di una pellicola come questa in cui tutto deve essere a vista, una sorta di open space in cui tutto dovrà essere perfettamente comprensibile alla vulgata cinematografica che poi assegnerà gli Oscar.
Il primo film hollywoodiano del britannico, nero, McQueen , rischia di averci fatto perdere un talento che aveva soggiogato e fatto girare la testa a molti con film come Hunger e Shame, film indubbiamente più astratti e cerebrali di questo 12 anni schiavo che risulta a conti fatti  quasi una semplificazione del lavoro di un regista che arrivato ad Hollywood per imporre il suo stile se ne torna a casa magari con la saccoccia piena di premi ma levigato nel suo modo di fare cinema altrove senza compromessi.
Eccellente il comparto attoriale che vede un protagonista come Ejiofor che lavora per sottrazione sul suo personaggio e un antagonista come Fassbender, la sua nemesi , che fa tutto l'opposto sovraccaricando il suo odioso personaggio, mentre fanno macchia i camei piuttosto insipidi di un Brad Pitt dalla barba caprina e di  Cumberbatch , nei panni del mite Ford ( uno dei personaggi meno spiegabili del film, gentile con i suoi schiavi ma allo stesso tempo incapace di rinunciare a loro....).
Insomma 12 anni schiavo è un film importante ma un filo deludente soprattutto per chi si aspettava da McQueen qualcosa di bello ed estremo.
Qui invece ci troviamo di fronte a un solido melodramma che lascia solo intuire le potenzialità di un regista che ha un talento come pochi.
Si riporterà a casa la sua bella vagonata di Oscar. Sperando che non abbia come al solito cannato il pronostico.
Durante i titoli di testa la bradipa mi fa sottovoce: "Ma di che parla, della storia di Kunta Kinte?"
E io " No, parla del fratello..." Lei un po' sospettosa che me ne stia uscendo con una delle mie solite cazzate un po' sostenuta mi dice " E chi sarebbe questo fratello?"
Sentendomi un po' come il George dell'immortale sitcom inglese George e Mildred le rispondo " Kunta Tore!"
E mi prendo subito il mio schiaffone d'ordinanza.....
Ecco con questa cosa vergognosa direi che per oggi la possiamo anche finire qui....

( VOTO : 6,5 / 10 ) 

12 Years a Slave (2013) on IMDb

18 commenti:

  1. Non è un capolavoro né il film che merita l'Oscar, ma a me è piaciuto molto, uno dei più bei film sull'argomento; non scade mai nel buonismo, crudo e risoluto, certe immagini, sequenze e chicche (come la consonanza con i ritornelli delle due canzoni) sono di forte impatto estetico ed emotivo.
    Peccato per il cameo di Brad Pitt: una furbata compiuta solo per avere un nome famoso in più da aggiungere alla locandina.

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    1. fare il produttore servirà a qualcosa...ah ah ah...secondo me questo film è un passo indietro nella filmografia di McQueen ma un passo avanti per il suo potere contrattuale...

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  2. Raddoppio lo schiaffone ridendo come una nescia davanti allo schermo XDXD
    Comunque a me è piaciuto moltissimo. Non un capolavoro ma sicuramente girato benissimo, molto crudo e, per fortuna, intriso di pochissimo buonismo!

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    1. vero , tutto fatto molto bene, anche troppo bene e tutto ben chiaro messo sbattuto in faccia allo spettatore..secondo me McQueen si è fatto condizionare dagli studios ed è venuto qualcosa di diverso dal suo solito stile...

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  3. uhm, solo un misero 6,5 per questo filmone??? per me è da 8, a parer mio il miglior McQueen, un film intenso come pochi

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    1. secondo me invece è il suo film meno efficace e personale...

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  4. Steve McQueen è nero, come ricordi, i grigi qui non servono, non è un saggio storico, è un film su uno dei peggiori crimini contro l'umanità, e c'è lo spettacolo, che fa molto male, e l'assoluta mancanza di ironia è necessaria.

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    1. tutto giusto quello che dici ma mi sembra che sia semplicemente cinema ombelicale, cioè l'America si bea a parlare di una delle sue più grandi vergogne e lo fa fare da un nero e inglese per giunta...non lo so c'è qualcosa che non mi torna e comunque lo stile di McQueen è meno immediatamente riconoscibile rispetto a Shame e Hunger....

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  5. Per quanto mi riguarda sei stato un pò troppo stretto, considerato che, a mio parere, la "semplificazione" della regia di McQueen ha reso il suo lavoro più emozionante e meno radical.
    Tra i suoi film, trovo sia assolutamente questo il più riuscito.

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  6. ah ah mai come stavolta il cinema è come il calcio....per me è il suo lavoro più debole e meno personale secondo me non ha saputo osare come Villeneuve in Prisoners, non è rimasto fedele al suo stile, seppur radicalchic....

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  7. Ma io perché mi devo andare a far del male al cinema? Mi chiedo. Devo ancora mettere a fuoco il Buono ed il Cattivo? Dove finisce la denuncia ed inizia la prurigine?

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  8. voglio proprio vedere che cosa ne scriverai...perchè tanto ci andrai a vederlo...ci andrai....

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  9. non aspettandomi un capolavoro, non sono rimasta delusa.

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    1. io invece avevo aspettative abbastanza alte....

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  10. Tra le recensioni che ho letto la tua è quella che si avvicina maggiormente al mio parere. Altri film come "The Help" sono riusciti ad emozionarmi maggiormente, sarà per colpa del cameo di Brad "zombie" Pitt? :D
    Baingiu

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    1. Bene, sono contento!!! Pitt è assolutamente inguardabile, ma visto che ha messo mani al portafoglio per fare questo film, il cameo ci doveva essere...

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  11. "Muoro" per lo schiaffone XD
    Non saprei dire molto sul film, dal momento che non l'ho visto. Però non sei il primo che ne parla con un filino di delusione...vedremo. ;-)

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    1. a me è sembrato abbastanza didascalico anche se mantiene una forza visiva fuori dell'ordinario...

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