I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

lunedì 27 maggio 2013

Nympha ( 2007 )

Una ragazza americana di nome Sarah arriva in Italia per meditare in un convento di clausura e prendere i voti. Deve rimuovere un passato doloroso e le suore del convento che ha scelto hanno dei modi piuttosto strani per cercare di metterla in comunicazione con Dio. La privano infatti dell'udito, della vista del tatto e della parola mediante indicibili torture fisiche portate a termine da un medico/macellaio. Nella solitudine totale in cui è lasciata , Sarah però comincia a non essere più così sola perchè "vede" attraverso gli occhi della mente la storia di Ninfa, bambina cresciuta in una spettrale con una soffitta carica di male inimmaginabile.
E' arrivato il momento della comunione con Dio e anche di andare fino in fondo con la storia di Ninfa, cresciuta da un nonno fanatico religioso....
E' il secondo film che vedo di Ivan Zuccon ed è il secondo centro: nonostante i cronici problemi di budget, nonostante l'evidente povertà di mezzi che si appalesa con un'ambientazione scarna e delle scenografie piuttosto spartane, il regista italiano riesce a fare di necessità virtù e rendere evidente la sua concezione di orrore viscerale usando al meglio il mezzo espressivo.
Nympha è comunque una produzione altamente professionale in cui gli aspetti tecnici sono curatissimi e che lascia intravedere il luminoso talento di Zuccon che si occupa brillantemente anche della fotografia ( in digitale ma con una resa ottima per come rende spettrali gli interni del convento), della produzione e del montaggio.
Insomma Nympha sembra un po' una di quelle cose fatte in casa, ma realizzate con la cura e il talento degli artigiani di una volta , quelli che infondevano vero e proprio amore in quello che facevano.
Pur usando una star della Troma come protagonista, la scream queen Tiffany Shepis, veramente bella ed espressiva che qui si immola anima e corpo in un personaggio doloroso, Zuccon lavora sull'estetica in modo assolutamente antitetico rispetto alla famosa ( o famigerata a seconda dei pareri ) factory americana.
Se per la Troma la ricerca  del weird equivale all'anelito verso un'attitudine trash capace di catturare fini esteti e dicitori della bruttezza che diventa armonia nel lavoro del regista italiano si respira un'aria contraria: Zuccon è un fine intarsiatore di immagini e suggestioni che pur scontrandosi con un budget misero riesce a dare al suo film un'impronta visiva raffinata nel nome di una ricerca dell'estetica dell'inquadratura che è assolutamente al di fuori della filosofia della Troma.
E poi ancora una volta al centro di tutto c'è un discorso religioso per certi versi iconoclasta: se in Colour from the dark il male si insinuava nel bene, scompaginando la fede in Dio dei protagonisti andando ad infangare letteralmente i simboli cattolici, qui sembra che sia proprio l'eccesso di fede a generare il tutto.
Prima del finale ( a sorpresa che naturalmente mi guarderò bene dal rivelare) l'orrore nasce proprio dalla volontà ottusa delle monache di questo strano convento, di arrivare alla totale deprivazione sensoriale ai danni di Sarah perchè , così dicono, quello è l'unico modo per avere una stretta comunione con Dio.
E anche un altro dei personaggi cardine della vicenda di Ninfa, il nonno, è animato da una fosca concezione religiosa nel nome della quale si sente come "autorizzato" a commettere atti di incredibile crudeltà.
Accanto a queste suggestioni religiose di stampo iconoclasta c'è l'orrore un po' più classico, vero quello fatto da crepe nelle porte, da scricchiolii, da sangue e da torture, da cadaveri decomposti e da sciami di mosche che assalgono per uccidere.
Un campionario di estetica horror applicata, centellinato abilmente per provocare ancora più spavento e raccapriccio.
Ivan Zuccon è regista di talento adamantino. Spero che prima o poi qualche produttore volenteroso si accorga di lui e gli permetta di lavorare con un budget adeguato.
E che questo budget non snaturi il suo stile.
Perchè Zuccon ha stile, cosa che molti suoi colleghi più acclamati sognano ad occhi aperti di avere....

( VOTO : 7 / 10 )  Nympha (2007) on IMDb

12 commenti:

  1. Un altro buon lavoro del nostro Zuccon, vanto per il cinema di genere italiano (che in Italia a malapena si conosce)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. è veramente una vergogna che uno col suo talento lavori in semiclandestinità!

      Elimina
  2. Il mio preferito ad oggi di Z.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io ho visto solo questo e Colour from the dark ed è una bella lotta...

      Elimina
  3. Mi stai incuriosendo con i lavori di Zuccon. Potrei pensare di recuperare il possibile e farmi una bella maratona!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. la cosa che stupisce è che ottenga così tanto pur avendo a disposizione così poco...cinema povero di soldi ma non di idee...

      Elimina
  4. sabato ho visto Colour from the dark, bello per quello che è riuscito a fare con quei mezzi.
    mi guardo anche questo!

    RispondiElimina
  5. Segnato. Lo (li) guarderò. Grazie :)

    RispondiElimina
  6. Omonero (il tuo horrorspacciatore) dice:
    Te l'avevo detto, no?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. è vero! sei dieventato il mio horror pusher! dovrò ricambiarti in qualche modo il favore!

      Elimina