I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

martedì 13 agosto 2013

Byzantium ( 2012 )

Due donne sono costrette a fuggire da letali assalitori nella piccola città in cui vivono. Sono Clara che cerca di sbarcare il lunario lavorando in locali equivoci o prostituendosi occasionalmente e Eleanor, giovane e tormentata. Arrivate in una imprecisata località costiera Clara conosce Noel, solitario, sull'orlo del collasso economico e psicofisico visto che ha perso da poco la madre e intanto convince Eleanor a stabilirsi con lei e Noel nella vecchia pensione di lui, il Byzantium, un albergo sull'orlo dell'abbandono. Grazie a qualche ragazza ingaggiata da Clara cominciano a guadagnare ma intanto Eleanor racconta tutta la sua storia a un ragazzo a cui si è affezionata, Frank ( Caleb Landry Jones , abbonato alle parti da malato )e i misteriosi inseguitori di cui sopra stanno arrivando di nuovo.
Il passato si mescola al presente in una miscela esplosiva che cambierà definitivamente le loro vite.....
Neil Jordan è di nuovo tra di noi con una storia di vampiri ma stavolta ritorna ai luoghi che hanno reso grande il suo cinema, l'alma mater Irlanda e l'Essex , per girare un film costato una miseria per gli standard hollywoodiani ( si parla di 10 milioni di dollari) in cui è praticamente impossibile non notare il cordone ombelicale che lo tiene unito a Intervista col vampiro.
Anzi quasi vien da dire che Byzantium è una versione al femminile di quel film , meno patinata , con quello stesso senso di pessimismo fatalista che pervadeva l'altro.
Ma dire questo vuol dire analizzarlo solo in superficie.
Anche perchè a differenza del cinema horror usa e getta che oggi infesta le nostre sale cinematografiche contiene al suo interno alcune tematiche profonde, fondamentalmente quella del tempo che passa e dell'impossibilità da parte del vampiro a legarsi affettivamente a un umano proprio per non subire il trauma della perdita.
Tutti temi sviscerati a suo tempo in Intervista col vampiro e ritrovati anche in quel piccolo grande cult scandinavo che risponde al nome di Lasciami entrare
Gemma Aterton ( Clara) e Saoirse Ronan ( Eleanor) nel fantasmagorico mondo di Neil Jordan possono anche essere credibili nel ruolo di madre e figlia: hanno duecento anni e le differenze di età , si sa, si appianano col passare degli anni.
Gemma è così decisa, una bomba erotica sempre sul punto di esplodere, una donna che delle sue grazie fa il punto di forza per ottenere quello che vuole, mentre Saoirse è sempre così timida, virginea , incapace di sottostare alla sua condizione maledetta.
Ed è questo il cardine del film: il passare degli anni, visto come un semplice dettaglio da Clara, che indossa sempre o quasi una corazza fatta di cinismo ed anaffettività tranne che con la figlia, mentre da Eleanor è visto come qualcosa di terribile, una condanna che è difficile da sopportare.
Ecco perchè cerca sempre di raccontare la sua storia scrivendola con mano malferma su fogli che poi si perdono nella brezza del mare. Fino a quando incontra Frank: il ragazzo giusto per lei, l'unico con cui voglia condividere tutto. Ma c'è sempre un muro tirato su tra loro. Ed è impossibile da valicare senza subire danni o modificare per sempre le loro vite.
Byzantium è in bilico continuamente tra passato e presente , un racconto femminile ( e femminista) in cui si scardina la mitologia del vampiro riportandola alle origini, al glorioso romanzo gotico di Le Fanu , senza troppi effetti speciali , privilegiando la sostanza alla forma.
E la sostanza è fatta di pathos, di infelicità, di una storia passata e presente fatta di violenze e prevaricazioni: Clara e Eleanor sono due reduci da un'epoca buia e androcentrica, due oggetti indesiderati che col passare degli anni hanno saputo riprendersi le loro rivincite, seppur molto parziali, visto il prezzo da pagare, cioè vivere in semiclandestinità facendo lavori umilianti ( in fondo il background di Clara, prelevata da una spiaggia mentre era nel fiore degli anni e portata a lavorare in un fatiscente bordello).
Più che di un horror moderno, Byzantium ha l'aspetto un po' naif dei film Hammer, gotico e decadente  che non fa leva sugli effetti speciali o su eccessivi stravasi ematici ( ma c'è quella sequenza delle cascate di sangue che rimane impressa per il suo selvaggio stile pittorico) ma esplora brillantemente le dinamiche dei rapporti tra i vari personaggi.
In fondo Byzantium non è solo una storia di vampiri, pardon di vampire. E' la descrizione di un particolare rapporto tra madre e figlia, un qualcosa di speciale proprio perchè Clara e Eleanor non hanno nulla di ordinario.
Non sarà un film perfetto , forse troppo classico se non retrò per incontrare i gusti del grosso pubblico, ma ha dalla sua una progressione drammatica inarrestabile e un'atmosfera che molti horror di oggi si sognano.
Forse perchè tra Byzantium e un "normale" horror passa la stessa differenza che passa tra un romanzo gotico e uno d'orrore.
Sottile, forse neanche tanto per i lettori più attenti, ma sicuramente decisiva.
Bentornato Neil Jordan!
Naturalmente non si parla neanche di un'uscita nelle nostre sale.

( VOTO : 7,5 / 10 ) 


  Byzantium (2012) on IMDb

8 commenti:

  1. Pare interessante. Direi che appena torno dalle ferie me lo recupero al volo, non fosse altro per il ricordo di Intervista col vampiro.

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    1. Intervista col vampiro riecheggia e anche parecchio ma Jordan va oltre...recupero direi doveroso...

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  2. "un'atmosfera che molti horror di oggi si sognano". Direi che proprio questa è la chiave. Ero titubante proprio perché temevo un (auto)emulazione do "Intervista col vampiro", invece merita la visione.

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    1. anche io avevo paura di una deriva autoreferenziale invece Jordan parte dal suo film precedente per andare oltre...

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    1. beh direi che è proprio difficile privarsene...

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  4. Mi sembrava di ricordare che ne avevi parlato. Al tempo non lessi ma dopo aver scritto la mia opinione ho voluto farlo. Che dire, forse l'unica cosa che ci distanzia è che per me questo è un capolavoro di genere.

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    1. per me forse è un pochino troppo evidente il cordone ombelicale che lo tiene collegato a Intervista col vampiro, però sicuramente mi ha impressionato molto positivamente!

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