I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

domenica 7 luglio 2013

Suicide Club ( 2001 )

Tokyo: alla stazione della metropolitana di Shinjuku 54 studentesse vestite con la classica divisa scolastica si prendono per mano e si gettano sotto il treno che arriva. E l'ondata di suicidi non si arresta qui ma coinvolge anche altre scuole del paese. La polizia indaga e scopre che su ogni scena del delitto c'è un sacchetto contenente della carne umana fatta a quadretti e cucita assieme. Un hacker inoltre fa scoprire alla polizia un sito web che conta le vittime dei suicidi ancor prima che accadano.
Il suicidio come moda dilagante, il suicidio di massa come congiunzione di corpi votati a riappropriarsi definitivamente del proprio libero arbitrio. Il suicidio come atto estremo per avere audience e popolarità almeno per un secondo. Molto meno dei 15 minuti di warholiana memoria.
Il film di Shion Sono(altri riportano il titolo Suicide Circle ed è forse  un titolo che calza meglio alle tematiche del film) non è un'esaltazione del suicidio, nè un apologo sullo stesso.
E'una riflessione profonda sullo stato d'alienazione che corrode da dentro i giapponesi ed è la certificazione di quanto siano distanti gli adulti dai giovani.
E'catalogato come horror ma in realtà come un serpente nell'atto di perdere le exuvie cambia pelle ogni volta, cambia protagonista, muta di genere sollecitando di continuo la rielaborazione di tutta la materia trattata da parte dello spettatore .
Si comincia con un tremendo suicidio di 54 studentesse sotto un treno in corsa della metropolitana di Tokyo, si continua con altri suicidi inspiegabili e con lo scoppio di una vera e propria epidemia di suicidi. A questo punto sembra che ci troviamo di fronte a un nipotino di Ringu e invece il film cambia un'altra volta per diventare un horror in cui è presente il deus ex machina ma si sottace sul perchè dello scatenare di una siffatta epidemia, sconfina poi nella metafisica assoluta in un finale aperto a qualsiasi tipo di intepretazione.
Forse sappiamo chi è stato (il Charles Manson dell'era della comunicazione come urla lui stesso in lustrini e pailettes), forse conosciamo il mezzo, ma non veniamo a conoscenza della questione fondamentale.
Perche?
Non è un film di fantasmi giapponesi, nè di video maledetti. Più che al cinema di Hideo Nakata qui siamo dalle parti del Kairo di Kiyoshi Kurosawa (che però presuppone una presenza soprannaturale) o di certi eccessi splatter di Takashi Miike, mentre lo sguardo che Shion Sono posa sui giovani del film è ancora più inquieto di quello di Kinji Fukasaku in Battle Royale.
La differenza è che i protagonisti di Suicide Club decidono autonomamente di morire senza alcuna imposizione esterna. 

A Shion Sono piace colpire basso con  numerose scene splatter fatte in maniera piuttosto artigianale ma discretamente efficace (commentate da musiche allegrotte che donano al tutto un effetto straniante), ma gli piace anche affabulare con una visionarietà di primo ordine mediante la quale si pone un gradino sopra il semplice contenitore di immagini sanguinolente.
Questo è un film che è horror in superficie ma spaventa molto più per quello che nasconde dentro. Perchè scatta l'emulazione di gesti eclatanti(che non siano solo il suicidio)?
Perchè c'è quasi la necessità fisica di ognuno di emergere  dalla massa anche perdendo il bene più prezioso?
Perchè c'è l'invito a riparare la connessione con se stessi e a ripossedere la propria capacità di scelta?
Perchè ci si riprende la propria vita perdendola?
Sono tutte domande che non hanno risposta...e chiamatelo pure horror...

( VOTO : 8 / 10 )  Suicide Club (2001) on IMDb

16 commenti:

  1. Finalmente un film che ho visto anche io. Siamo sulla stessa lunghezza d'onda...

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    1. Sion Sono è un grandissimo...non si può fare altro che adorarlo...

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  2. Non sono ancora riuscito a recuperarlo, ma è da parecchio che spero di vederlo.
    Spero di poter rimediare in tempi non troppo lunghi, perchè questo pezzo ha fatto salire l'hype di parecchio.

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    1. a mio modo di vedere questo è imprescindibile nella sua filmografia...quindi il recupero è doveroso :)

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  3. Mi interessa tantissimo, sembra una di quelle cose che potrebbero piacermi!

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    1. visto che sei appassionata di horror una visitina nella filmografia di Sion Sono è assolutamente doverosa...

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  4. ogni tanto un film di sion sono me lo guardo volentieri...
    volentieri magari non è la parola giusta, visto che di solito sion sono strepitosi ma sion sono anche dei bei pugni allo stomaco.
    questo ancora mi manca, prima o poi rimedierò

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    1. beh, questo è un bel pugno nello stomaco...

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  5. Capolavoro!!! Uno dei film più disturbanti che io abbia mai visto!

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    1. Ecco, credo che disturbante sia la parola giusta per descriverlo!

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  6. una bombissima.. visto tantissimo tempo fa e apprezzato appieno. voglio rivederlo assolutamente! concordo bradipo.

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    1. da vedere , studiare e idolatrare!!!!

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  7. ce l'ho lì in attesa, Sono è un genio

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  8. Ottimo film, tra i più disturbanti del nuovo millennio, e ottimo riepilogo dei J-Horror fondamentali (Kairo è un film che ti cambia la vita). Piccola nota, il titolo originale del film di Sono è "Jisatsu Saakuru", dove saakuru è la romanizzazione del termine inglese "circle". Quindi sì, Suicide Circle è certamente più appropriato :)

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  9. grazie per l'ottima e graditissima segnalazione!

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