I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

mercoledì 28 ottobre 2015

Janara ( 2015 )

Marta e Alessandro tornano al paese di lei, San Lupo , nel beneventano, a causa di questioni legate al testamento del nonno.Trovano un paese oltre la crisi di nervi perché i bambini spariscono e la polizia brancola nel buio credendo che si tratti di un inafferrabile pedofilo,
Gli abitanti del paese credono che sia in realtà tutta colpa della Janara, una strega mandata al rogo mentre era incinta proprio lì a San Lupo e che ora viene a prendersi tutti i bambini del paese.
Più passano i giorni e più Marta si accorge che in qualche modo è legata alla Janara ed è per questo che non esita a mettere in gioco se stessa , il suo matrimonio e la sua gravidanza...
Janara è l'esordio alla regia di Roberto Bontà Polito che per il suo primo film attinge alla tradizione popolare campana contadina rievocando la figura di una misteriosa strega che aleggia sul destino di un intero paese incastonato nella parte più nascosta del Sannio, luogo aspro e impervio che diede molto filo da torcere assieme ai suoi indomiti guerrieri anche alle potentissime legioni romane che di lì a qualche decennio avrebbero conquistato quasi tutto il mondo conosciuto.
Ed è proprio l'ambientazione in questo paese in mezzo alle montagne, chiuso non solo metaforicamente a causa di abitanti ben poco ospitali, ma proprio dal punto di vista geografico, è il pregio principale di un film che avrebbe tutte le possibilità di essere un buon prodotto di nicchia, destinato agli aficionados del genere.
Roberto Bontà Polito riesce a costruire una bella cornice , una ragnatela fitta di suggestioni, di misteri e di intrighi dietro facciate peraltro poco rassicuranti ( vedi il personaggio del prete), ha tra le mani una leggenda bellissima da raccontare che fa parte della millenaria tradizione contadina del luogo, ma poi non ha lo scatto definitivo per andare oltre un bello spunto,
E' proprio quando viene dipanato il mistero della strega che vengono alla luce tutte le debolezze di scrittura di un film che pur non brillando in sede di sceneggiatura ( diciamo che ci sono alcuni dialoghi e alcune dinamiche tra i personaggi del film che se ne infischiano allegramente del buon senso e della verosimiglianza) nella prima ora aveva catturato l'interesse per il suo essere ibrido tra vari generi e soprattutto per essere italiano, per raccontare un pezzetto del nostro folklore e mostrarlo orgogliosamente al mondo intero.
Quello che si può imputare al regista ( e anche co-sceneggiatore ) è una certa mancanza di coraggio per come si trincera dietro soluzioni già viste troppe volte ( vedi la caccia alla strega da parte dei paesani e i vari tentativi di linciaggio) fino ad arrivare a un prefinale a mio parere poco riuscito proprio perché sbatte in faccia allo spettatore tutto quello che aveva abilmente suggerito per tutto il resto del film.
La solita storia che l'orrore è meglio evocarlo che mostrarlo, Roberto Bontà Polito cade in questo errore.
La regia è comunque apprezzabile nella composizione dell inquadratura , sfrutta bene le scenografie spartane del film ( ma non è un demerito, nelle scene in  interni si ha come la sensazione di tornare nella casa dei nonni con quegli arredamenti vecchi ma non antichi e tanto tanto tristi ) e ha una fotografia che privilegia i toni insaturi decolorando il tutto in maniera innaturale ma abbastanza suggestiva soprattutto nelle sequenze notturne.
Il punto di criticità è la recitazione che convince poco sia nei protagonisti , sia negli attori secondari.
Il livello mi sembra un po' troppo basso.
Su Imdb.com si parla di un budget di poco più di un milione di euro: mi sembra esagerato, a me sembra un film fatto con molto meno...
Magari qualcuno riuscirà a risolvere questo mistero.
Comunque non è così brutto come lo si dipinge.
Gli appassionati troveranno punti di interesse.



PERCHE' SI : bella ambientazione, prima parte suggestiva, buona confezione.
PERCHE' NO : la seconda parte non funziona , livello recitativo basso in generale.



LA SEQUENZA : il rito religioso nel bosco.



DA QUESTO FILM HO CAPITO CHE :

Ho conosciuto il mito della Janara che prima mi era sconosciuto.
Ho conosciuto il paesino di San Lupo.
In Italia la scena horror è in fermento.
Basterebbe trovare produttori illuminati...


( VOTO : 5,5  / 10 )

Janara (2015) on IMDb

11 commenti:

  1. Io, invece, conosco molto bene il mito. Nella zona dei miei nonni, è diffusissimo.
    Magari darò un'occhiata, chissà. ;)

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  2. Conosco molto bene i miti sulla janara, seguirò con interesse il film.

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    1. eh eh lo supponevo...se non li conosci tu questi miti...

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  3. Le leggende nostrane sono sempre molto interessanti, peccato per il basso livello qualitativo di buona parte delle nostre produzioni :(

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    1. tecnicamente non è così infimo ma certo non sembra un film fatto con un milione di budget...

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  4. Concordo in pieno con la tua analisi sul film. L'ho visto quest'estate e non mi aspettavo nulla di buono a priori ma i miei genitori sono di quelli parti ed ero molto curioso. Ho vissuto fin da bambino col mito della Janara e con mia nonna che mi diceva sempre "Sott all'acqua e sott u vient, sott u noce e Benevient" cioè "Sotto l'acqua e sotto il vento, sotto il noce di Benevento". Infatti si riteneva che le streghe beneventane svolgessero i loro sabba sotto un albero di noce.

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    1. non conoscevo il mito della Janara e proprio per questo il film ha solleticato la mia curiosità...ho letto bene? condividi in pieno la mia analisi del film? allora nevica....ah ah ah scherzo!!!

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  5. alla fine una visione la può anche meritare soprattutto per la prima parte...

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  6. l'ho visto un po di tempo fa.... e per me, dirò una cavolata :-), uno dei peggiori film che ho visto quest'anno

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  7. Senza infamia e senza lode. La storia poteva funzionare ma ci sono delle incongruenze e dei fili non annodati, per esempio il figlio di Giulia non è scomparso ma è stato ferito quindi non collima con la storia dei rapimenti della Janara, e non viene detto che fine faccia. Anche i toni eccessivamente scuri della fotografia stancano

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