I miei occhi sono pieni delle cicatrici dei mille e mille film che hanno visto.
Il mio cuore ancora porta i segni di tutte le emozioni provate.
La mia anima è la tabula rasa impressionata giorno per giorno,a 24 fotogrammi al secondo.
Cinema vicino e lontano, visibile e invisibile ma quello lontano e invisibile un po' di più.

mercoledì 4 giugno 2014

Il mio quattrozampe e io: Zorba, Pio IX , Pio X , i bombi e le osmie

Zorba
Eccoci ad una nuova puntata della rubrica Il mio quattrozampe e io.
L'intervista di oggi è un po' speciale perchè sono speciali gli animali protagonisti , diciamo che non hanno tutti precisamente quattro zampe o giù di lì e non sono dei pelosoni convenzionali.
Anche il personaggio che ha animato questa intervista è un po' particolare, molto speciale e lasciatemelo ringraziare fin da ora perché so che per lui rispondere a queste domande è stato uno sforzo ( perlomeno fisico ) non indifferente e già il fatto che abbia voluto partecipare come promesso qualche mese fa a questa rubrica mi riempie di orgoglio, Orgoglio vero.
Lui è Mario, alias bombus lapidarius, animatore del blog Impervie, ardue visioni, un blog dove convivono passione, competenza e garbo al servizio del cinema d'autore raccolto qua e là per il mondo.
Pio X in relax

Una lettura davvero interessante.
1)Ciao Mario, permettimi di ringraziarti per questa piccola intervista perché so in quali condizioni difficili stai vivendo in questo momento ( in un casolare in mezzo alle montagne, senza corrente elettrica, nè acqua).Cominciamo con la solita domanda. Presentati e presenta i tuoi amici a quattro ( o più ) zampe.
Sono bombus lapidarius ( Mario per gli amici ) e da un anno circa gestisco il blog di cinema " Impervie, ardue visioni".
Nel tempo libero faccio l'apicoltore, l'agricoltore ( biologico) e per incrementare i guadagni produco e vendo anche qualche quadro ( mosaici con sabbia in rilievo).
Per qualche anno ho allevato anche bombi.
Pio IX

La società dei bombi non è perenne come quella delle api , ma " anarchica".
Ogni anno la regina viene uccisa e la colonia si sfalda per rinascere l'anno successivo.
L'allevamento rende bene , ma è stancante e , per me, psicologicamente frustrante  perché tendo ad affezionarmi alla mia regina . Il regicidio come regola mi inquieta.
Ho sempre avuto gatti, fin dalla più tenera età. 
Apprezzo la loro indipendenza, la loro dignità, con loro instauri un rapporto da pari a pari.
Adesso ho due gatti : Zorba e Pio X.
Zorba l'ho trovato sotto un fico d' india , "rapito" dal padre. 
Piangeva disperatamente e non ho potuto fare a meno di adottarlo. L'ho nutrito per una decina di giorni con latte in polvere e poi sono riuscito a farlo adottare da una gatta con dei cuccioli appena nati.
Ancora Pio X 

E' cresciuto benissimo ma il trauma subito da piccolo l'ha segnato profondamente, ha mille fobie ed è terrorizzato da tutto e da tutti.
Adesso ha dodici anni.
Fino a tre anni fa ha vissuto assieme ad una gatta fantastica, Pio IX.
Lei lo proteggeva e lo difendeva dagli altri gatti, lo coccolava, gli ha insegnato tutto. 
Era una gatta meravigliosa.
D'estate venivano con noi in villeggiatura , in giro per le isole siciliane
Era bellissimo vederli aspettarmi davanti alla porta della casa di campagna per la passeggiata serale. Era un rito con regole stabilite da loro: io camminavo dietro , loro avanti; io dovevo seguire il sentiero, loro potevano andare dove gli pareva.
Facevamo chilometri in questo modo e quando io rallentavo un po' troppo, mi venivano vicino e guardandomi dritto negli occhi quasi sembrava che mi volessero dire : " E che cavolo, voi umani siete così dannatamente lenti!"
E di nuovo Pio IX

Quando Pio IX è morta, per il povero Zorba è stata una tragedia. Tutte le sue fobie si sono accentuate e ha cominciato anche a soffrire di leccamento compulsivo.
Si lecca il pelo in modo parossistico fino a sanguinare. E' inguardabile.
Abbiamo così deciso di prendere un'altra gatta , pensando che la cosa potesse fargli piacere. 
Ma è stata una pessima idea.
Pio X ( sì , chiamo tutte le gatte con il nome di papi, abbiamo avuto anche un Karol e un Leone II), si è rivelata una gatta egoista, cinica e vendicativa.
Una piccola guida alle varie osmie

Ha sottomesso il povero Zorba , gli ha tolto tutti i suoi spazi vitali, ha cercato di strappargli tutti i suoi privilegi ( lo spazio nel letto o sul divano accanto a me).
Ogni tanto il povero Zorba si ribella, si riprende per qualche giorno quello che considera suo a tutto diritto, ma poi , stanco di una guerriglia continua, desiste, intristendosi, autoflagellandosi e continuando a soffrire.
La casa in cui abitiamo a Palermo non è molto grande, ma per fortuna possiamo usufruire del tetto.

Più di 100 metri quadrati!
Lì ho costruito delle grandi aiuole di mattoni e ho messo a dimora una quantità impressionante di cactus ( ho decine di specie di mammillarie, astrophytum, ferocactus, echinocactus) e passiflore, tra cui due edulis che ci danno centinaia di ottimi frutti.
Tre anni fa abbiamo deciso di impiantare un orto nel tetto. Abbiamo piantato pomodori, peperoni, pomodorini, lattughe e tantissime fragole...ma avevamo bisogno di insetti impollinatori.
Le poche api cittadine non bastavano.
 Così ho tagliato delle grosse canne palustri, le ho intrecciate insieme, le ho chiuse in fondo con delle pezze di cotone, e le ho posizionate in ombra sotto il gazebo. 
Potevo aspettare che qualche osmia decidesse di nidificare lì, ma ho preferito andare a recuperare qualche esemplare in campagna per poi liberarlo sul tetto. Molte volavano via lontano, ma due femmine hanno trovato di loro gradimento i nidi. 
bombus lapidarius

Adesso ho una colonia florida. 
Sono delle impollinatrici meravigliose ed è un piacere stare a guardarle mentre passano da fiore in fiore. 
Non mi è mai capitato di essere punto.
In natura le popolazioni di osmia rufa sono considerate in drammatico declino (come tanti imenotteri, purtroppo), ma qui, sul mio tetto, la colonia si va espandendo. Sono quasi sicuro che abbiano fatto nidi anche nei palazzi vicini. 
D'estate le devo difendere dalle vespe crabro, killer spietati.
Ah, dimenticavo: facciamo anche "lotta biologica". In primavera andiamo a raccogliere decine di larve di coccinella. 
Le larve sono efficacissime nel difendere le piante dagli attacchi di afidi. 
Gli adulti, di solito, volano via. Qualcuno però rimane. 
Qualche insetto da predare lo si trova sempre. 
bombus lapidarius al lavoro
E poi le mie coccinelle hanno preso un'abitudine particolare: passano la notte dentro gli enormi fiori di passiflora della varietà "principessa eugenia". 
Il fiore, chiudendosi, le protegge e le premia con una goccia zuccherina, molto apprezzata. 
La mattina vengono fuori tardissimo: quasi a mezzogiorno. 
Bella vita!
2) Non sono un entomologo ma mi hai fatto quasi appassionare. Per la prima volta in questa rubrica ci troviamo a parlare di amici animali non precisamente convenzionali. Non sono neanche a quattrozampe. Da dove nasce la tua passione per le osmie?
Adoro gli imenotteri come si può apire facilmente dal mio nickname. Mi danno da vivere, ma adoro anche guardarli passare di fiore in fiore instancabilmente.
Non posso fare a meno di averli vicino.
vespa crabro

 Come ho detto in città ho "costruito" un orto sul tetto della mia palazzina e non essendoci condizioni per tenere un'arnia, ho deciso di costruire dei nidi di canne per le osmie, le api solitarie.
Nidi che fortunatamente sono stati colonizzati da diverse femmine.
Le osmie non formano una vera e propria società ma hanno un istinto gregario. 
Il rapporto con loro è di reciproco scambio: io procuro loro i nidi e le difendo dalle vespe crabro ( killer terrificanti e spietati), loro ricambiano impollinando le mie piante.
A modo loro, ne sono certo, mi si sono affezionate. Si sono abituate alla mia presenza ( non le infastidisco e non faccio movimenti bruschi) e non mi hanno mai punto.
D'estate quando il sole è meno cocente passo ore ed ore ad osservarle.
Per ora nidificano solo osmie rufe, ma questa promavera ho visto diversi esemplari di andrena ( forse l'agilissima) e , anche se è molto difficile, spero che nidifichino da me.
Ho costruito per loro dei nidi scavando dei mattoni di cotto. Non si sa mai....
3) Quando ti ho contattato qualche giorno fa mi hai detto che in questo periodo stavi vivendo in mezzo alle montagne per degli accoppiamenti tra vari ibridi di osmie ( se non ho capito male), senza acqua corrente , nè energia elettrica.
Io dubito che riuscirei a fare una cosa simile. Tu come ci riesci?
vespa crabro

E' vero, da più di un mese mi sono stabilito ( con le mie api) in un casolare senza acqua corrente , nè elettricità, tra le montagne.
Ero stanco di praticare l'apicoltura "nomade".
Il posto si presta benissimo per l'allevamento stanziale: ci sono fioriture abbondanti e molta biodiversità.
Oltretutto in zona non ci sono altre arnie, non rischio così di ibridare le mie colonie.
Ho solo api nere sicule, una sottospecie dell'ape mellifera però più resistente ai parassiti e dallo sviluppo precoce.
Tende però a ibridarsi facilmente con la sottospecie più diffusa, la ligustica.
Cerco di evitarlo in ogni modo , perchè i pacchi di ape sicula ( cioè la regina con il numero sufficiente di operaie) si vendono più facilmente.
Certo le comodità mi mancano , ma ci si abitua presto.
Apis mellifera ligustica

Pesa molto di più la solitudine ( in queste montagne non c'è quasi nessuno); la sera passo le ore a leggere. Per fortuna ho un fantastico ebook reader con una batteria eterna o quasi....
4) Scusa ma sono tremendamente curioso riguardo a questo periodo in cui stai vivendo in condizioni molto speciali: mi racconti una tua giornata tipo?
La mia giornata tipo: sveglia all'alba, colazione veloce, passeggiata alla sorgente a prendere l'acqua nella giornata, lavori nell'orto. Alle dieci, quando il sole è già alto, visita alle arnie e lavori necessari alla loro manutenzione ( eliminazione celle reali in esubero per evitare sciamature indesiderate, controllo eventuali parassiti...). Poi svago: riempire le mangiatoie per uccelli e passeggiate nei dintorni , raccogliendo , se capita, asparagi e verdure selvatiche.
Apis mellifera siciliana

Nel primo pomeriggio ricontrollo le arnie, raccolgo la pappa reale, il polline e il veleno d'api. Poi cucino ( preparo soprattutto sushi e onigiri vegetariani) e mi dedico alla lettura.
Due volte alla settimana vado in bicicletta al paese ( non ho la macchina) per la spesa e per controllare la posta all'internet point ( il paese è a 15 km e al ritorno c'è una salita che ti spezza le gambe...
5) Avendo vissuto in condominio, so quanto possa essere difficoltoso fare certe cose: ma tu come hai fatto a organizzare il tuo tetto in quella maniera senza che nessuno si lamentasse?
Per fortuna viviamo in una palazzina a due piani e il tetto è nostro. Altrimenti non avrei potuto costruire 8 aiuole in mattoni, nè "allevare" le osmie, nè mettere dappertutto mangiatoie per uccelli...
6) Sembri così tranquillo eppure è evidente che sei un tipo decisamente votato all'avventura: come riesci a conciliare tutto questo con la famiglia?
E' vero adoro l'avventura. Se non faccio almeno due viaggi l'anno ( in foreste equatoriali, paludi, atolli corallini) scoppio.
Cassette per insetti utili

Mia moglie mi accompagna quando può, quando il suo lavoro glielo permette.
Certo la mia mancanza le pesa ( come a me pesa la sua ) ma sa , conoscendomi bene, che non può trattenermi.
In questi mesi , in montagna, viene a trovarmi tutti i fine settimana.
7) Mi sembra che tra Zorba e Pio X non ci sia tutto questo feeling ( e questo alle volte tra gatti succede, anzi direi piuttosto spesso): ma tra Pio X e voi della famiglia invece le cose come vanno?
Si, tra Zorba e Pio X non c'è troppo feeling, ma hanno imparato a convivere, sopportandosi a vicenda.Pio, anche se con Zorba è vendicativa e spesso perfida, con me e mia moglie è una gatta dolcissima e affettuosa.
Fa sempre le fusa e adora acciambellarsi sulle gambe.
In questi mesi è a dieta ed è ossessionata dal cibo.
8) Perché questa curiosa usanza di chiamare le tue gatte con nomi di papi?
Lo ammetto, è una strana usanza. 
Probabilmente deriva dal fatto che non sono molto religioso e detesto soprattutto il maschilismo della Chiesa. Il vero motivo, però , sfugge anche a me.
Chissà che cosa avevo in testa quando ho "battezzato" la mia prima gatta!
9) I tuoi gatti conoscono le osmie?
Qualche arnia....

No, le osmie nidificano sul tetto, che è raggiungibile soltanto attraverso una scala a chiocciola senza protezioni. I miei non sono gatti coraggiosi e non ci provano neanche a venir sopra.
Una volta, quando Pio era piccola, l'ho aiutata a salire ma si è terrorizzata e non ho più provato.
10) Quale è la persona che vorresti far gonfiare di punture da parte delle tue api?
Sai, il veleno d'api è una vera e propria medicina. E' portentoso contro le artriti, dolori alle cartilagini e tante altre patologia. E' di moda usarlo contro le rughe. A me non dispiace affatto essere punto ( provo pena però per la povera ape.
Per questi motivi farei pungere dalle vespe ( le loro punture sono davvero spiacevoli) chi non sopporto:tutti coloro che considerano la natura come loro proprietà.
Inquinando , sporcando, deturpando, cacciando e distruggendo.
11) Parole sante. Solita domanda marzulliana : se i tuoi animali fossero un film? Una canzone ? O un libro?
Il film è facile e scontato:" La gabbianella e il gatto " ( Zorba è il nome del gatto protagonista).
 La canzone potrebbe essere Crying, waiting, hoping di Cat power ( un po' per il testo e un po' per il nome della cantante).
Il libro " Sei una bestia Viskovitz" di Alessandro Boffa ( in questo libro gli animali si raccontano. Se lo facesse Zorba verrebbe fuori una storia bella e toccante!)
12) Titoli di coda: dammi qualche ragione per appassionarmi alle osmie come hai fatto tu....
Le osmie sono gli animali più adatti da tenere in casa! Non sporcano, sono indipendendi, non trasmettono malattie, non mordono , non pungono, non fanno capricci, non hanno bisogno di vaccinazioni, si procurano da sole il cibo ( non costano un euro) e impollinando le tue piante ti danno frutta e ortaggi.
Ed è bellissimo stare a osservarle.

E con questo abbiamo terminato una chiacchierata un po' fuori dal comune con bombus lapidarius , per gli amici Mario .
E' stato veramente un piacere parlare di animali di cui francamente sapevo poco o nulla.
Vi ricordo che potete sempre mettervi in lista per essere "intervistati" in questa rubrica ( che devo dire è molto seguita e mi sta dando davvero parecchie soddisfazioni) e lo potete fare o commentando qui o commentando negli altri post appartenenti a questo piccolo gruppo ( che mano mano sta diventando sempre più grande).
La prossima in lista è Mari con il suo piccolo Matteo: ho letto che è impegnata in un trasloco quindi spero di non disturbarla troppo proponendole le mie domande....
Qui sotto i link degli altri posts di questa rubrica. 
Alla prossima settimana!!!
Il mio quattrozampe e io: Panna , Ugo , Micho e Micino
Il mio quattrozampe e io: Fiocco di neve Capuano
Il mio quattrozampe e io . Settechilidigatto
Il mio quattrozampe e io: Persia, Milo e Nina
Il mio quattrozampe e io : Bianca
Aria di novità per il blog...






martedì 3 giugno 2014

Non- Stop ( 2014 )

Bill Marks è un agente federale che fa servizio di sicurezza sui voli transatlantici.
E , imbarcato in incognito su uno di questi voli comincia a ricevere sulla sua linea protetta dei messaggi in cui gli si chiede di far versare 150 milioni di dollari su un conto svizzero altrimenti cominceranno a morire i passeggeri, uno ogni 20 minuti.
Bill cerca di individuare il criminale ma viene lui stesso sospettato di essere un dirottatore anche perché il conto in cui dovrebbero essere accreditati i soldi è a suo nome.
La lotta sarà senza esclusione di colpi anche perchè i passeggeri cominciano a morire uno a uno....
Liam Neeson dopo un passato da attore se non impegnato, diciamo abbastanza serio, appena passati i cinquanta ha trovato la gallina dalle uova d'ora riciclandosi come eroe action, attempatello ma sempre cazzuto.
E da allora sono fioccati i due Taken ( e visto che le disgrazie non vengono mai da sole , pare che nel 2015 ci sarà un terzo episodio) oltre al meno conosciuto Unknown che però era un discreto thriller dai risvolti hitchcockiani che valeva molto più degli altri due film nominati.
Unknown era diretto da Jaume Collet Serra, regista catalano proveniente dalla pubblicità con un già un nutrito curriculum cinematografico ( La maschera di cera, Orphan) , esattamente come questo Non-Stop, thriller ad alta quota in cui Neeson letteralmente sguazza come una paperella in uno stagnetto.
Il suo background di attore non totalmente incapace  permette di dare un vissuto al suo personaggio che è quello del classico superman poliziotto che gli avvenimenti della vita hanno ridotto a una larva totalmente inaffidabile dal punto di vista lavorativo e prigioniera dell'alcool .
Questa zavorra al suo personaggio ( perché in realtà in un film come questo non sappiamo che farcene del suo trascorso) lo rende un minimo più credibile e forse anche leggermente più simpatico , cosa che sicuramente non succedeva nei due Taken.
Ci sono due modi per guardare un film come Non- Stop: mettersi belli comodi sulla poltrona, bere Coca Cola con la cannuccia e ficcare le mani dentro un secchio gigante di pop corn godendosi lo spettacolo senza stare troppo a sottilizzare sulla logica dei vari passaggi e sulle varie incongruenze che mano mano vengono fuori, oppure stare lì con la mentalità del ragioniere e fare le pulci a tutto quello che si vede, dimostrando a ogni passaggio poco chiaro la totale inattendibilità di quello che sta passando sullo schermo.
Ora se si riesce a vedere il film nella prima modalità , allora uno può anche gradire un thriller veloce e ritmato, giocato sugli spazi angusti dell'aereo che non lascia spazio per la noia.
Neeson fa il suo lavoro da eroe action un po' da fermo ma il regista riesce lo stesso a valorizzare un impianto thriller classico , che più classico non si può, anche un bel po' risaputo.
Inquadra un gruppetto di personaggi e lascia la quasi totalità dell'aereo sullo sfondo evitando così l'effetto soap opera e sappiamo benissimo che da quel piccolo drappello verrà fuori la sorpresa, anzi le sorprese perchè Jaume Collet Serra cerca di ravvivare l'attenzione moltiplicando i colpi di scena che cambiano sempre la prospettiva dello sguardo dello spettatore.
Se invece si guarderà il film con la modalità ragioniere on, allora ci si divertirà a triturarlo senza pietà , ridendo di tutto quello che succede in questo aereo sfigatissimo...
Comunque sia Non-Stop è un prodotto di consumo che vale soprattutto per il suo esplorare gli stereotipi del genere, sfiorandoli e non affondandoci in maniera irreversibile.
Del resto si può fare sinceramente a meno, sia del trascorso del protagonista ( che assolve solo alla funzione di creare un minimo di empatia con lui, ma anche no) e anche della soluzione dell'intrigo che è poco convincente .
Ma è un male abbastanza comune ai film di questo genere che si sgonfiano come un soufflè mal riuscito proprio sul finale.
E qui succede esattamente questo .
Non - Stop è comunque intrattenimento non più becero di altri, con una buona realizzazione tecnica e un solido cast di supporto ( c'è anche Julianne Moore versione babbiona zitella  o qualcosa del genere) a un protagonista ammaccato ma che mena come un ossesso....

( VOTO . 6 + / 10 ) 

Non-Stop (2014) on IMDb

lunedì 2 giugno 2014

Blood Glacier ( 2013 )

Janek è un tecnico di una stazione di ricerca situata in una zona impervia delle Alpi Austriache nel Sud Tirolo, che sta effettuando studi sul riscaldamento globale e sulla progressiva diminuizione della superficie dei ghiacci perenni. Durante una delle sue escursioni scopre una rilevante parte di un ghiacciaio colorata rosso sangue e nel contempo il suo cane viene attaccato e morso da una specie di volpe, almeno così crede. 
Intanto una delegazione del Ministero Dell'Ambiente con a capo la ministra sta venendo a fare un'ispezione.
Ma è il momento sbagliato perchè l'essere che ha morso il cane di Janek provoca grossi cambiamenti genetici e ha la tendenza a infettare nuovi ospiti....
Letta la sinossi pensi al solito horroraccio girato con la mano sinistra con l'aggravante di essere talmente debitore de La cosa di Carpenter da andare oltre il plagio e che anche il remake di un paio di anni fa può arrivare a essere un capolavoro a confronto.
E poi gli austriaci, ma quando mai hanno fatto un horror?
Si vabbè Haneke, Seidl, tutta bella gente , ma gente che si sporca fino ai gomiti con sangue  e frattaglie non ce n'è...
E poi ti sovviene che tu 'sto Marvin Kren lo hai già sentito da qualche parte: è tedesco  e assieme al fido sceneggiatore Benjamin Hessler ha realizzato un filmetto ( nel senso della durata che supera di poco i  60 minuti) che si intitolava Rammbock ( di cui abbiamo all'epoca sparlato qui ).
Beh, allora la situazione cambia, uno sguardo bisogna darglielo.
E , tutto sommato, si fa  anche bene, perlomeno non è tempo buttato via con ignominia,  pur se non ci troviamo di fronte a un prodotto che fa dell'originalità il suo marchio distintivo , devo dire che ci si diverte ed è quanto era richiesto a questo Blood Glacier.
A proposito del titolo: lo potreste trovare in giro con vari titoli, da quello originale ( Blutglescher) a quello internazionale con cui ho intitolato questo post, a un inopinato The Station.
Dicevamo che l'originalità non abita qui: è vero ma l'ambientazione sulle Alpi del Sud Tirolo riserva una discreta dose di suggestione e poi questo film con la sua aria un po' vintage provoca subito un bel po' di benevolenza.
Il budget è bassino, direi che è tutto abbastanza spartano ma il regista, Marvin Kren, è tutto fuorchè uno sprovveduto e riesce quasi a trarre forza espressiva da questi fondi limitati.
Riesce a creare claustrofobia in esterni a perdita d'occhio e la sua regia sceglie di non giocare sul vedo non vedo come di solito fanno molti registi di genere.
Lui osa facendo vedere le creature , certo usando qualche artificio per mascherare la povertà di qualche particolare ma decide di affidarsi ai tecnici del trucco e del make up per consegnare ai posteri un lavoro che sicuramente non è memorabile ma apprezzabile lo è di sicuro perché raggiunge egregiamente il suo scopo, cioè divertire senza avere pretese di riscrivere la storia del genere horror o di creare qualcosa di straordinariamente originale.
Quindi sangue e frattaglie mostrati in modo intelligente dall'alto di una regia sapiente e precisa, teutonica oserei dire.
C'è da dire anche che è aiutato anche da un livello di recitazione piuttosto alto per trattarsi di un horror e azzecca anche un personaggio mica da ridere, quello della cazzutissima Ministro dell'Ambiente austriaca, una specie di vecchia virago a prima vista indifesa ma che da sola ha più coraggio e determinazione di un intero battaglione di cavalleria prussiana.
Blood Glacier è l'ennesimo esempio di come un libro non debba essere giudicato dalla copertina, o meglio di come un film non debba essere cassato dalla lista di visioni solo perché assomiglia un po' troppo a qualcosa che avete già visto e che è anche abbastanza leggendario.
E, detto , tra noi, Marvin Kren a Matthjis van Heijningen, regista del remake/ prequel de La Cosa, se lo scarta come un cioccolatino e se lo mangia a colazione....

( VOTO : 7 / 10 )

Blood Glacier (2013) on IMDb

domenica 1 giugno 2014

Have a drink on me

Whisky gin and brandy
with a glass I'm pretty handy
I'm tryin' to walk a straight line
on sour mash and cheap wine
So join me for a drink boys
we gonna make a big noise
So don't worry 'bout tomorrow
take it today
Forget about the cheque 
We'll get hell to pay
Have a drink on me,
Yeah Have a drink on me...
Mi sembrava giusto intitolare e cominciare questo post con Have a drink on me degli AC / DC, post che fa parte
ancora una volta di quelle liste che il Cannibale continua a proporci su e giù per la blogosfera.Oggi la lista delle bevande preferite che naturalmente io ho inteso come amarcord di periodi legati a bevande particolari perchè a dire la verità oggi giorno la bevanda per me più gettonata è l'acqua Lete, vino non ne bevo, birra ogni tanto, è passato anche il tempo dei cocktail superalcolici e delle sbronze prese facendo i mischioni più assurdi ed è da tempo che non metto più alla prova la mia proverbiale capacità di reggere l'alcool ( diciamo per meriti di strutturazione fisica). E' la vecchitudine che avanza?
No, sono i figli che crescono e che ti hanno reso più responsabile, resettando la tua vita e riconducendola a più miti consigli. Cominciamo la lista che già mi sono dilungato abbastanza...
1) Biere du Demon: degustata spesso nei pomeriggi in compagnia al chioschetto di Mario a Santa Maria degli Angeli, Assisi.Si studiava e nel tardo pomeriggio si prendeva la classica pausa da studente che andava avanti
studiando per un quarto d'ora e poi prendendosi pause di due ore. Il chioschetto di Mario era una delle mete preferite di queste pause e si sorseggiava questa birra alcolicissima che noi prendevamo come aperitivo, a digiuno. Risultato? Piedi che diventavano tondi e difficoltà estrema a portare la macchina a casa....
2) Sheridan : la crema di Whisky mi è piaciuta sempre più del whisky stesso e qui già i puristi mi staranno schifando. Una sera un mio amico , intenditore , ben più del Michele del Glen Grant mi ha fatto assaggiare alcuni whisky che a lui piacevano molto. Ne ricordo due il Lagavulin e il Talisker che per lui erano nettare degli dei e per me sapevano solo di legno bruciato. Ma sono ignorante, lo so. Lo Sheridan è un po' come una crema al whisky, un liquore per palati semplici come il mio, è stato una scoperta dei mie ultimi anni universitari, ma mi ha tenuto molta, moltissima compagnia. E qualche volta ancora è qui con me, anche se ho casa che è praticamente off limits ai superalcolici....
3) Whisky e Cola: ignoranza per ignoranza proprio perchè il whisky non riesco a digerirlo in nessuna maniera ,
spesso lo annegavo in fiumi di coca cola... e qui l'estate in cui mi sono laureato ci ho dato parecchio. Appena finito il lavoro ( facevo pratica presso un ambulatorio) invece di tornare a casa per cena, andavo a casa di un mio amico armato di Whisky ( mi ricordo che una volta ne tirò fuori uno ignorantissimo , credo che si chiamasse Long John, una cosa praticamente imbevibile) e di casse di coca cola , dividevamo le spese e uscivamo ogni sera col giusto tasso di gradazione alcolica. Molto alto!
4)  Negroni: quando non bevevamo Whisky e Cola a casa sua allora andavamo in un cocktail bar in quel di Pescara in cui c'era sempre un fottio di gente perchè a dir la verità i cocktail erano buoni,alcolici il giusto ( bisognava dargli atto che non lesinavano l'alcool ) e non costavano un cazzo, tipo 4 mila lire . Noi andavamo avanti a Negroni e noccioline, si chiacchierava, si beveva e poi si partiva per la serata sulla riviera in qualche altro locale o in uno di quei stabilimenti balneari aperti la sera per il ballo e il cazzeggio a sfondarsi di....
5) Gin Tonic :da un barista raccattato chissà dove e che la sera lavorava per due lire dietro al bancone di uno
stabilimento balneare illuminato a giorno per bere e per fare casino non potevi pretendere un cocktail di quelli da barman internazionale. E per ridurre i rischi di imbattersi in qualcosa di poco bevibile si andava di Cuba Libre ( ma , col senno di poi, metteva sete e qiuindi faceva spendere di più perché dopo una mezzoretta avevi la gola che reclamava a gran voce qualcosa che ne spegnesse i bollenti spiriti) ma soprattutto di Gin Tonic. Non c'era il rischio che il barista sbagliasse, se lo faceva era solo perché metteva troppo gin e a noi andava benissimo e soprattutto non metteva sete. Credo di averne bevuti centinaia e centinaia....
6) VOV: qui torniamo veramente all'infanzia, magari non lo dovrei neanche dire perché corro il rischio di passare
per una vecchia spugna senza possibilità di redenzione. Ero bambino e spesso i miei mi mandavano a casa di mia nonna. A dire la verità, mi annoiavo, mi facevo due palle così, non c'erano compagni di gioco perchè il più giovane del vicinato ormai andava per gli 80 cercavo di rendere più eccitanti le giornate passate lì sfogliando il catalogo lingerie dei cataloghi di Postal Market e Vestro, per dire a che livello di scoglionamento ero arrivato.Rovistando nella dispensa di nonna però feci una scoperta interessante: a mia nonna oltre al Cynar che a me faceva schifo ( e tuttora mi fa schifo) piaceva molto il VOV. E piaceva molto anche a me, bevuto di nascosto in un'età verdissima che era adatta al massimo all'orzata. Non mi ci ubriacavo però era una buona abitudine quotidiana quando stavo da lei. Accorciava le giornate e le rendeva più felici....
7) Ginseng: questa è una scoperta relativamente recente, ho diminuito molto il numero dei caffè perchè li ho
sostituiti col Ginseng , questa bevanda che a qualcuno sembra sciacquatura di piatti ma che a me piace molto. E ho la fortuna che al bar sopra l'ambulatorio lo sanno fare benissimo, in tazza di vetro, grande, fumante.Ormai è diventato una sosta quotidiana al bar e , da quando ho smesso di bere ...latte, perchè mi dava un po' di problemi, è diventata la parte principale della mia colazione.
8) Latte e succo di pera: fino a quando ho bevuto latte , questa bevanda è stata parecchio gettonata a casa mia. In frigo sempre latte fresco , meglio se intero e ad alta qualità e succo di pera. Mettere freddi di frigorifero nel bicchiere, diciamo un 30 % di succo e il resto latte. Sempre freddo. Non si mescola, al massimo si aspetta un po' per far amalgamare un po' i due elementi ( si lo so , fa molto James Bond) e poi si beve...il latte e il succo si mescolano in bocca quasi per magia...molti di voi
penseranno che è uno schifo imbevibile e invece ...
9) Irish Coffee: la bevanda preferita dal sottoscritto quando nelle lunghe serate invernali si andava a fare qualche chiacchiera al pub irlandese. Diciamo che era una specie di religione, in mezzo al fumo delle sigarette e ai boccali di Guinness che volavano letteralmente da una parte all'altra del locale...Inutile sottolineare che per il sottoscritto che ha scelto per il viaggio di nozze proprio l'Irlanda, l'Irish coffee assieme alla Guinness è stata la compagnia di molte serate passate da me e dalla bradipa in quella terra bellissima...
10) Foster's : non è la birra più buona che ho bevuto, nè quella più particolare però per me rappresenta un ricordo indelebile. Mi ricorda la settimana trascorsa a Londra con alcuni amici, diciamo compagni di bevute con cui si faceva il giro dei pub ogni sera , senza fermarsi a mangiare da nessuna parte. Si
beveva e basta ma tanto eravamo a piedi. Modestia a parte riportavo in corpo una media di sei pinte a sera e riaccompagnavo gli altri alle loro stanze perché la mia panza era un discreto cimitero di birrozze.La più gettonata era questa lager australiana, non la migliore ma andava giù decisamente bene....

E anche oggi per la lista domenicale abbiamo dato. In alto i bicchieri....








sabato 31 maggio 2014

Poliziotto in prova ( 2014 )

Ben, la cui unica esperienza con le armi è quella fatta con i videogames, è una guardia di sicurezza scolastica che vuole diventare poliziotto e per questo fa domanda per entrare all'Accademia di Polizia. Deve dimostrare qualcosa, anzi molto, al fratello della fidanzata, James, uno dei mejo poliziotti di Atlanta, impegnato sempre in missioni più che pericolose  e che lo considera meno di una cacca sotto la scarpa.
E fanno una specie di scommessa: Ben seguirà James nel lavoro di un giorno per vedere un po' l'effetto che fa ed eventualmente rinunciare alla carriera di poliziotto.
James naturalmente organizza tutto per rendergli la vita impossibile in questo training day ma non tutte le ciambelle riescono col buco e si trovano entrambi nel mezzo di un gran casino.
Stavolta i videogames saranno anche utili....
Se un film come questo, diretto dal modesto , per non dire altro, Tim Story, interpretato da un cast di seconde linee , riesce a ottenere negli USA un incasso di circa 135 milioni di dollari, forse dobbiamo cominciare a pensare seriamente che anche a Hollywood non se la passano tanto bene.
E non basta a giustificare questo incasso monstre neanche la notorietà televisiva e cinematografica acquisita da Kevin Hart, una specie di Minion che parla a raffica e che ha una faccia che non ricorda esattamente l'intelligenza e questo addizionat a una statura che supera poco quella di Brunetta è un' accoppiata micidiale.
Imdb lo dà a 1,57 ma secondo me come al solito è generoso( l'1,70 a Tom Cruise è una macchia indelebile)
Del resto fa comunella in questo film con Ice Cube che è alto poco più di 1 e 70, quindi un altro che è tutto tranne che un gigante e che con artifici registici sembra ancora più gigantesco di Hart.
Comunque  lo supera e di parecchio in larghezza, perchè Hart ha un fisico più che asciutto ( se era chiatto
con quella statura rotolava , non camminava) mentre Ice Cube pare avere esagerato con le lasagne
ultimamente.Ecco, a proposito di lasagne o di tagliatelle in genere: un altro che sembra averne abusato e che ritroviamo in questo film è il redivivo Laurence Fishburne che da un po' era scomparso dal mio radar e che ora ritrovo con  un faccione a luna piena  e un collo alla Tyson però non perchè pieno di muscoli.
Mi ha fatto veramente impressione , molto più del film che , diciamocelo senza tanti eufemismi di sorta è una minchiata bella e buona , utile al massimo per riempire il palinsesto di seconda serata di Italia Uno.
Poliziotto in prova è il classico filmetto sulla coppia di poliziotti, qui all black, che tenta la carta dell'action comedy e del buddy movie e che cerca di sfruttare la verve di uno come Kevin Hart che è impossibile da fare stare zitto, neanche con un assegno a svariati zeri.
Se piace la comicità di questo nuovo Eddie Murphy formato tascabile, allora il film potrà essere anche gradito.
Se invece accadrà . come è successo a me, che questo tizio mi sta simpatico esattamente come un riccio di mare dentro le mutande, allora avremo un grosso problema e i 90 minuti o poco più di questo filmetto sembreranno lunghi quanto Satantango di Bela Tarr.
Ecco ci mancava solo che nominavo Bela Tarr parlando di questo Poliziotto in prova.
Mi sa che anche io non sto messo tanto bene....

( VOTO : 4 / 10 ) 

Ride Along (2014) on IMDb

venerdì 30 maggio 2014

Nemico pubblico N.1 - L'ora della fuga ( 2008)

Vita ,opere e morte di Jacques Mesrine,parte due.
Dove ci eravamo lasciati? Se nel primo film Richet aveva cercato di dare adeguato sfondo storico al personaggio e costruire la sua reputazione miticamente noir a piccoli passi grazie a un pigmalione ributtante con faccia e adipe di Gerard Depardieu, qui nella seconda parte si parte col piede affondato sull'acceleratore,si raccontano le gesta di questo personaggio controverso con il giusto grado di concitazione,si vivono con lui rapine, evasioni, il rapimento del vecchio riccastro e tutto l'armamentario della vita di un nemico pubblico.
Si introducono curiosi compagni di percorso e un avversario , il commissario Broussard (un Olivier Gourmet che non somiglia per nulla all'attore feticcio di quasi tutto il cinema dei fratelli Dardenne),che rispetta e da cui viene rispettato.
Molti accostano questo film al nostrano Romanzo criminale:l'inquadramento storico è sicuramente lo stesso,nel film di Richet si parla più volte del rapimento Moro, Romanzo criminale ha i suoi innegabili pregi ma dal punto di vista registico non c'è proprio competizione.
Mentre Placido si dimostra regista di oneste intenzioni , qui Richet gira come il dio del cinema comanda le innumerevoli sparatorie , le numerose scene di inseguimenti e architetta incidenti spettacolari, girati da dentro l'auto che tolgono realmente il fiato.
Una meraviglia per gli occhi e per le orecchie perchè anche il suono è qualcosa di sconvolgente.
E poi c'è il mostruoso, pantagruelico, immane Vincent Cassel.
Cercando qualcosa sul vero Jacques Mesrine e vedendo come viene impersonato acquista valore la prova dell'attore francese , stupisce la mimesi ed è incredibilmente bravo quando sembra andare fuori dello spartito a non essere mai grossolano. Eccede ma sembra sempre sotto controllo.
Una domanda che mi frullava in testa in continuazione mentre guardavo il film, ma anche durante la visione del primo, è questa: ma perchè Jacques Mesrine è un idolo così acclamato nell'area calda delle banlieue parigine?
A leggere le sue gesta e a vedere il film  ci troviamo di fronte a un personaggio che vive di pensieri estemporanei, che ha un ideologia confusa, che cerca di farsi passare per rivoluzionario (ma il complice lo fa ritornare alla realtà:loro sono rapinatori,non rubano ai ricchi per dare ai poveri o al proletariato, rubano per loro stessi),che vive in una sorta di autocompiacimento narciso, che vuole stare sulle prime pagine dei giornali(e se la prende con "quel" tale Pinochet che facendo un colpo di Stato in CIle gliele ha rubate),che sentendo l'orgoglio ferito da un giornale di destra non esita a far finta di concedere un intervista al giornalista per poi picchiarlo quasi a morte.
Un personaggio oltre le righe con un suo codice d'onore, lucido eppure guascone, sanguinario ma capace di slanci di inaspettata generosità. E la mia domanda ancora è senza una risposta certa: Richet non ci regala un agiografia del personaggio,si tiene alla giusta distanza,ma del resto non è generoso neanche con la BRI, il corpo di polizia che riesce finalmente a prenderlo.
La sequenza della sua cattura, già vista in parte all'inizio del primo film con uno splendido split screen molto anni 70,è girata magnificamente con un montaggio diverso. e fa vedere chiaramente quello che per molti è più di un sospetto.
Jacques Mesrine non è stato solo preso e ucciso, è stato sottoposto a una vera e propria esecuzione con tanto di colpo in testa finale.
Una macchia difficile da cancellare.
Resta il piacere di aver visto complessivamente un grande film , le oltre due ore di questo passano in un attimo per il ritmo imposto dalle innumerevoli azioni del protagonista, un personaggio tout court,a tutto tondo,uno di quei personaggi che si mangiano il film.
E Cassel è realmente magnifico.
Rimane la delusione per il mancato riconoscimento di un successo meritatissimo, un esempio di cinema moderno che guarda ai classici con rispetto e cerca di rielaborarne la lezione (vedendo questo film più di una volta mi è venuto in mente Corneau o I senza nome di Melville) a futura memoria delle nuove generazioni di cinefili...
Assolutamente da vedere

( VOTO : 8 / 10 )

giovedì 29 maggio 2014

Nemico pubblico N.1 - L'istinto di morte ( 2008)

La prima parte della storia di Jacques Mesrine vera e propria incarnazione mefistofelica di nemico pubblico.Dall'inizio come topo d'appartamento alla fuga continua attraverso tre continenti in una vita segnata dal crimine e da un rapporto irrisolto con i media.
Quello che ne vien fuori è il ritratto di un uomo di un egocentrismo pazzesco  che ha vissuto la sua vita senz alcun compromesso.
Nel flm di Richet non c'è nessun afflato romantico o umana comprensione nel descrivere la figura di questo gangster che ha mosso i primi passi negli anni 60. Sembra partire tutto da un rigurgito di coscienza (il non voler ammazzare una donna durante l'occupazione francese in Algeria) ma a dir la verità non sappiamo se in un uomo simile è possibile parlare di coscienza.
Brillante,di intelletto pronto, assai permaloso (da vedere il primo incontro scontro con Depardieu) e con la pistola sempre pronta all'uso. Da topo d'appartamento rapidamente scala la piramide sociale del crimine e diviene un criminale a tutto tondo capace di fare tutto,di picchiare e uccidere.
Senza rispondere a particolari principi.
Depardieu, qui in una parte da laido ciccione sfregiato dagli stravizi di una vita , gli dice che nel crimine ognuno ha i suoi principi etici.
Ebbene Jacques Mesrine di questi principi etici non sa che farsene
Uccide uno sfruttatore arabo perché ha massacrato di botte una prostituta a cui era affezionato e da lì un escalation di violenza senza fine in più continenti.
Ha anche una moglie spagnola con cui ha il tempo di fare tre figli ma anche lei non regge un uomo che a lei preferirà sempre i suoi amici (parole di Jacques) e che arriva a metterle la fredda canna di una pistola in bocca in una delle numerose scene di violenza inusitata del film.

Poi ci si trasferisce in Canada,si cerca di fare un lavoro onesto con la sua nuova fiamma Jeanne ma presto si riconvertirà all'azione criminale.
Richet come  detto prima non fa l'agiografia di un personaggio impossibile da difendere come Jacques Mesrine: si pone alla giusta distanza registrando con stile cronachistico tutte le sue abominevoli gesta.
Pochi i gesti d'affetto: per il resto il personaggio è di quelli senza compromessi senza tanti sconvolgimenti psicanalitici (la sua è una famiglia all'apparenza solida e che non gli ha fatto mancare nulla, lui però è adirato col padre sia perché ha lavorato con i tedeschi durante la guerra sia perché ha lasciato le redini del comando alla madre) ma solo con un sano intento di avere a disposizione tanti soldi per fare la bella vita e perderli a poker con i suoi amici.
E'una figura di gangster mutuato a quelle degli anni 30 ma con un delirio di onnipotenza assolutamente fuori dal tempo.
E ditemi se non è delirio d'onnipotenza cercare di assaltare la prigione canadese in cui è stato rinchiuso insieme al suo amico armato fino ai denti .Per quanto scalcinata la prigione (Mesrine e il suo amico fuggono veramente in modo troppo facile),il tentativo fallisce e loro sono feriti.

Il film è letterlamente fagocitato dall'enorme,mostruosa presenza di Vincent Cassel,attore che sembra fatto su misura per il noir,con la sua faccia spigolosa i suoi occhi piccoli e distanti,la sua mascella volitiva e il suo sguardo selvaggio, un attore che credo non sarebbe dispiaiciuto a sua maestà Melville per uno di suoi film.
Cassell domina il film e fa vedere ancora una volta la sua grandezza in un film di genere solido con una regia piuttosto ridondante ma assolutamente densoin un succedersi continuo di avvenimenti.
Tenendo conto che è stato fatto un altro film che racconta il seguito,di cose a Jacques Mesrine ne sono capitate....
Difficile parlando di genere  e inquadrare con precisione quello a cui ascrivere questo film: thriller, action, noir ,polar oppure semplicemente un biopic?
Per come la vedo io è un noir di impianto classico,anni 60 diciamo ma che parla un linguaggio modernissimo fatto di sequenze girate in maniera vertiginosa,di split screen alla maniera di De Palma e di tante altre cose che lasciano intuire la bravura di Richet.
Diciamo che l'ambientazione anni 60 è solo uno sfondo per un personaggio assolutamente moderno,contemporaneo,del XXI secolo insomma.
Dal punto di vista registico il meglio sta all'inizio sui titoli di testa:una sequenza lunga, complessa,frammentata con la tecnica dello split screen e che realmente toglie il fiato.
Altra perla del film è la parte carceraria in Canada:di nichilismo accecante la parte con Jacques in cella d'isolamento senza vestiti ,al buio e lavato saltuariamente con getti d'acqua violentissimi...forse l'unico momento in cui riesci a provare un po'di umana comprensione per il personaggio....

( VOTO 7,5 / 10 ) 

Mesrine: Killer Instinct (2008) on IMDb